<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Letteratura &#8211; le Rosse discendono dai Gatti</title>
	<atom:link href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/letteratura/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog</link>
	<description>LeRossediscendonodaiGatti è un blog di approfondimento culturale. Ogni  argomento avrà una matrice comune che è la Donna e laddove saranno presenti gli uomini saranno soltanto quelli che “amano le donne”</description>
	<lastBuildDate>Sat, 07 Mar 2026 15:22:31 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.15</generator>

<image>
	<url>https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/05/cropped-48x48px_favicon-32x32.png</url>
	<title>Letteratura &#8211; le Rosse discendono dai Gatti</title>
	<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Adelina Tattilo: da moglie nell’ombra a direttrice di Playmen</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/adelina-tattilo-da-moglie-nellombra-a-direttrice-di-playmen/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 18:07:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Adelina Tattilo]]></category>
		<category><![CDATA[casa editrice]]></category>
		<category><![CDATA[emancipazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[Playmen]]></category>
		<category><![CDATA[rivista]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lerossediscendonodaigatti.blog/?p=2936</guid>

					<description><![CDATA[<p>Moglie in un mondo che parla al maschile Raccontare la storia di Adelina Tattilo significa attraversare trent’anni di Italia, dal boom economico agli anni Novanta, passando per la rivoluzione dei costumi, il femminismo, le contraddizioni della libertà sessuale e il lento cambiamento del ruolo delle donne nella società. Negli anni Sessanta l’Italia è un Paese &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/adelina-tattilo-da-moglie-nellombra-a-direttrice-di-playmen/"> <span class="screen-reader-text">Adelina Tattilo: da moglie nell’ombra a direttrice di Playmen</span> Leggi tutto »</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/adelina-tattilo-da-moglie-nellombra-a-direttrice-di-playmen/">Adelina Tattilo: da moglie nell’ombra a direttrice di Playmen</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Moglie in un mondo che parla al maschile</p>



<p class="has-normal-font-size"><strong>Raccontare la storia di Adelina Tattilo significa attraversare trent’anni di Italia, dal boom economico agli anni Novanta, passando per la rivoluzione dei costumi, il femminismo, le contraddizioni della libertà sessuale e il lento cambiamento del ruolo delle donne nella società.</strong></p>



<p class="has-normal-font-size">Negli anni Sessanta l’Italia è un Paese che corre veloce sul piano economico, ma resta profondamente conservatore nella vita privata. La famiglia è ancora una struttura rigida, il matrimonio un’istituzione quasi intoccabile, e per molte donne il destino sembra già scritto: moglie, madre, presenza silenziosa. È in questo contesto che si muove <strong>Adelina Tattilo, </strong>allora lontana dall’immagine pubblica che avrebbe conquistato più tardi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2026/01/tattilo2-1.jpeg" alt="" class="wp-image-2939" width="417" height="627" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2026/01/tattilo2-1.jpeg 600w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2026/01/tattilo2-1-200x300.jpeg 200w" sizes="(max-width: 417px) 100vw, 417px" /><figcaption>immagine dal web </figcaption></figure></div>



<p class="has-normal-font-size"><strong>Per molti anni Adelina Tattilo è stata conosciuta soprattutto come la moglie del catanese Saro Balsamo, fondatore di Playmen, rivista simbolo della rivoluzione dei costumi degli anni Sessanta.</strong></p>



<p class="has-normal-font-size">Il paradosso è evidente: mentre la rivista celebra il corpo femminile e la liberazione dei costumi, la donna che vive accanto al suo fondatore sperimenta una realtà molto diversa. <strong>Adelina Tattilo</strong> ha raccontato di un matrimonio segnato da sottomissione, solitudine e tradimenti, una condizione comune a molte donne dell’epoca, spesso prive di autonomia economica e di strumenti culturali per ribellarsi.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>Chi era Saro Balsamo?</strong></p>



<p class="has-background" style="background-color:#ebeff1">Un uomo ricco anzi ricchissimo e stramondano, arrogante e sopra le righe, protagonista della Milano che beveva ante litteram; amante dell’azzardo sul tavolo verde e nel quotidiano, con corollario di flotta di aerei ed elicotteri privati, ville deluxe ovunque e uno stile di vita da nababbo. Amico di certi politici e nemico di certa magistratura, coi basettoni d’ordinanza, la parlata lenta e squillante, i capelli impomatati, i completi sgargianti e litri di profumo spruzzato addosso.  <strong>Insomma: un deficiente vanesio!</strong></p>



<p></p>



<p></p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>Playmen: una rivista sotto attacco</strong></p>



<p>Playmen, la rivista che più di ogni altra incarna la trasgressione dell’epoca, nasce nel 1967 e diventa rapidamente un simbolo della nuova libertà sessuale maschile, in un’Italia ancora segnata dalla censura, dall’influenza della Chiesa e da una morale pubblica severa.</p>



<p><strong>I primi otto numeri di Playmen vennero tutti sequestrati. Perché a un passo dal Sessantotto e dal referendum sul divorzio, il nostro era ancora un Paese retrogrado e sessuofobico, impregnato di moralismi fasulli.<br>Cominciò contestualmente in quel periodo un lungo braccio di ferro con i tribunali fatto di retate, maxisequestri e maxiprocessi, blitz, processi intitolati “Del giusto pene”. In gattabuia finirono direttori, responsabili, editori, stampatori, edicolanti</strong>.</p>



<p>Il business risentì della cattiva gestione nonché della vita dissoluta di Saro Balsamo che dilapidò le sostanze lasciando la moglie sommersa dai debiti.&nbsp;Codardo quale è sempre stato, abbandona famiglia, casa editrice e scappa in Francia dove convolerà a nuove nozze, diventando di fatto bigamo.<br>E Adelina Tattilo invece? Risorge dando inizio alla sua ricostruzione personale!</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2026/01/Schermata-2021-11-21-alle-17.34.10-2.png" alt="" class="wp-image-2942" width="452" height="434" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2026/01/Schermata-2021-11-21-alle-17.34.10-2.png 744w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2026/01/Schermata-2021-11-21-alle-17.34.10-2-300x288.png 300w" sizes="(max-width: 452px) 100vw, 452px" /><figcaption>Copertina Playmen &#8211; immagine dal web</figcaption></figure></div>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>Gli anni Settanta: rotture, femminismo, divorzio</strong></p>



<p class="has-background" style="background-color:#eee5e4">Gli anni Settanta portano una frattura profonda nella società italiana. Arrivano il femminismo, le battaglie per il divorzio e per l’aborto, la messa in discussione dell’autorità maschile e della famiglia tradizionale. Anche per Adelina Tattilo questo è un periodo di crisi e trasformazione.</p>



<p><strong>Il divorzio non è solo la fine di un matrimonio, ma un gesto politico e personale insieme. In un Paese dove separarsi significa ancora subire stigma sociale, Adelina sceglie di uscire da una relazione che la soffoca. È un passaggio doloroso, ma necessario: il primo vero atto di emancipazione.</strong></p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>Da figura invisibile a editrice di&nbsp;Playmen</strong></p>



<p class="has-background" style="background-color:#f1decc">Negli anni Ottanta, in un’Italia che ha ormai attraversato le grandi ideologie e si avvia verso un nuovo individualismo,<strong> Adelina Tattilo compie il passaggio più sorprendente, una scelta controcorrente: entra pienamente in Playmen, non come figura decorativa, ma come editrice e direttrice, </strong>assumendosi la responsabilità di una testata complessa e controversa. In un ambiente dominato dagli uomini, dimostra determinazione, intelligenza editoriale e una visione autonoma.</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f1decc">Sotto la sua guida, Playmen cambia profondamente.<strong> La rivista perde progressivamente i tratti più volgari e provocatori per trasformarsi in un prodotto culturale sofisticato, dove erotismo, giornalismo, letteratura e fotografia convivono. Adelina Tattilo introduce un’idea di erotismo più consapevole, meno predatoria, più attenta allo sguardo femminile, contribuendo a elevarne il profilo culturale</strong>. Accanto ai servizi fotografici trovano spazio interviste, reportage, firme importanti del giornalismo e della cultura. È il riflesso di un’epoca che inizia a interrogarsi sul desiderio, sul potere dello sguardo, sulla rappresentazione del corpo femminile.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>Gli anni Novanta: bilanci e consapevolezza</strong></p>



<p>Negli anni Novanta, mentre l’Italia entra in una fase di disincanto e trasformazione mediatica, la parabola di Adelina Tattilo appare chiara nella sua complessità. Non è un’eroina senza ombre, né una figura ideologica: è una donna che ha attraversato il suo tempo, pagandone il prezzo, ma riuscendo a ritagliarsi uno spazio di autonomia e autorevolezza. La sua storia mostra tutte le ambiguità di un’epoca in cui la libertà sessuale non coincide sempre con la libertà femminile. E proprio per questo risulta ancora oggi attuale.</p>



<p class="has-background" style="background-color:#ecb2ab"> Adelina Tattilo rappresenta una generazione di donne che non hanno potuto emanciparsi da giovani, ma lo hanno fatto quando la vita lo ha reso inevitabile. La sua vicenda personale si intreccia con la storia sociale italiana, ricordandoci che il cambiamento culturale passa anche attraverso percorsi individuali, spesso silenziosi, spesso tardivi, ma profondamente reali.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Una storia di desiderio, potere, dolore e conquista. E, soprattutto, di parola ritrovata.</strong></p>



<p class="has-small-font-size"><strong>©lerossediscendonodaigatti &#8211; Testo ideato e scritto da Patrizia Zito &#8211; Immagine di Anteprima realizzata da Silvia Bresciani per Excalibur Promo.</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/adelina-tattilo-da-moglie-nellombra-a-direttrice-di-playmen/">Adelina Tattilo: da moglie nell’ombra a direttrice di Playmen</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il racconto dell’ancella (The Handmaid’s Tale, 1985)</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/il-racconto-dellancella-the-handmaids-tale-1985/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2025 15:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lerossediscendonodaigatti.blog/?p=2960</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il romanzo distopico The Handmaid’s Tale (1985) della scrittrice canadese Margaret Atwood racconta una società futura chiamata Repubblica di Gilead, nata dopo un colpo di stato negli Stati Uniti. È una teocrazia totalitaria che usa un’interpretazione estrema della religione per controllare la società — e soprattutto il corpo delle donne. La storia in breve A &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/il-racconto-dellancella-the-handmaids-tale-1985/"> <span class="screen-reader-text">Il racconto dell’ancella (The Handmaid’s Tale, 1985)</span> Leggi tutto »</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/il-racconto-dellancella-the-handmaids-tale-1985/">Il racconto dell’ancella (The Handmaid’s Tale, 1985)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-background has-normal-font-size" style="background-color:#ece1bb">Il romanzo distopico The Handmaid’s Tale (1985) della scrittrice canadese <strong>Margaret Atwood r</strong>acconta una società futura chiamata Repubblica di Gilead, nata dopo un colpo di stato negli Stati Uniti. È una teocrazia totalitaria che usa un’interpretazione estrema della religione per controllare la società — e soprattutto il corpo delle donne.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="400" height="300" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2026/03/s-l400.jpg" alt="" class="wp-image-2963" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2026/03/s-l400.jpg 400w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2026/03/s-l400-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure></div>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">La storia in breve</p>



<p class="has-normal-font-size"><strong>A causa di disastri ambientali e infertilità diffusa, le nascite diventano rarissime. Il regime decide quindi di ridimensionare e ridefinire le donne in ruoli rigidissimi:</strong></p>



<ul class="has-normal-font-size"><li><strong>Mogli → le consorti dei comandanti, appartenenti all’élite</strong></li><li><strong>Ancelle (Handmaids) → donne fertili costrette a procreare per i comandanti</strong></li><li><strong>Martha → domestiche</strong></li><li><strong>Zie (Aunts) → donne incaricate di educare e disciplinare le ancelle</strong></li></ul>



<p class="has-normal-font-size">La protagonista si chiama <strong>Offred</strong> (Of fred “di Fred”, cioè proprietà del comandante Fred). Il suo nome stesso indica che non è più una persona autonoma ma un possesso.</p>



<p class="has-normal-font-size">Una volta al mese le ancelle devono partecipare a una cerimonia rituale in cui il comandante tenta di fecondarle mentre la moglie assiste. È uno dei simboli più forti del romanzo: la riduzione del corpo femminile a funzione riproduttiva.</p>



<p class="has-normal-font-size"><strong>La figura femminile più interessante che rappresenta “l’ancella del patriarcato” da questo punto di vista è Aunt Lydia.</strong></p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Chi è Aunt Lydia</p>



<p class="has-normal-font-size">È una delle “Zie”, le donne che addestrano le ancelle nei centri di rieducazione.</p>



<p class="has-normal-font-size">Il suo compito è convincere le altre donne che il sistema è giusto.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Come agisce</p>



<p class="has-background has-normal-font-size" style="background-color:#f4dece">Aunt Lydia usa tre strategie tipiche del potere patriarcale interiorizzato</p>



<ol type="1" class="has-background has-normal-font-size" style="background-color:#f9e1cb"><li><strong>Colpevolizzazione delle donne</strong><br>Sostiene che prima del regime le donne fossero responsabili della violenza subita perché “provocavano”.</li><li><strong>Educazione alla sottomissione</strong><br>Ripete alle ancelle che devono sentirsi privilegiate perché hanno uno scopo.</li><li><strong>Sorveglianza tra donne</strong><br>Le donne vengono addestrate a controllarsi e giudicarsi a vicenda.</li></ol>



<p class="has-normal-font-size">Una delle sue frasi più note esprime proprio questa logica:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-large"><p>“La libertà da e la libertà di sono cose diverse.”</p></blockquote>



<p class="has-normal-font-size">Con questo intende dire che il regime ha tolto la libertà personale ma ha dato “sicurezza” e “ordine” — un tipico argomento dei sistemi autoritari.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Perché il romanzo è diventato un simbolo femminista</p>



<p class="has-normal-font-size">Il libro è spesso citato nei dibattiti su:</p>



<ul class="has-normal-font-size"><li>controllo del corpo femminile</li><li>diritti riproduttivi</li><li>ruolo delle donne nei sistemi patriarcal</li></ul>



<p><strong>Per questo l’immagine delle ancelle con il mantello rosso è diventata un simbolo nelle proteste femministe contemporanee.</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2026/03/la-1493061790-u7kyph46rd-snap-image-k85D-U43330898200346agH-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443-1.jpg" alt="" class="wp-image-2962" width="447" height="334" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2026/03/la-1493061790-u7kyph46rd-snap-image-k85D-U43330898200346agH-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443-1.jpg 593w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2026/03/la-1493061790-u7kyph46rd-snap-image-k85D-U43330898200346agH-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443-1-300x224.jpg 300w" sizes="(max-width: 447px) 100vw, 447px" /></figure></div>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Stralci significativi</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-large"><p>“<em>Nolite te bastardes carborundorum.”</em></p></blockquote>



<p class="has-normal-font-size">È il motto clandestino che significa: non lasciare che i bastardi ti schiaccino. Nel romanzo diventa un simbolo di resistenza femminile contro il sistema.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-large"><p><em>“Meglio non sapere troppo.”</em></p></blockquote>



<p class="has-normal-font-size">Riflette il clima della Repubblica di Gilead: il potere si mantiene anche attraverso l’ignoranza imposta alle donne.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-large"><p><em>“Ora camminiamo in due, come ombre rosse.”</em></p></blockquote>



<p class="has-normal-font-size">Descrive le ancelle vestite di rosso che devono muoversi sempre insieme, segno della sorveglianza e della perdita di individualità.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-large"><p>&#8220;Il nostro corpo non ci appartiene più&#8221;</p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="274" height="350" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2026/03/1dce2dcc-951b-427b-b238-ef16c59f3396.jpeg" alt="" class="wp-image-2966" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2026/03/1dce2dcc-951b-427b-b238-ef16c59f3396.jpeg 274w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2026/03/1dce2dcc-951b-427b-b238-ef16c59f3396-235x300.jpeg 235w" sizes="(max-width: 274px) 100vw, 274px" /><figcaption>Margaret Arwood con le &#8220;ancelle&#8221;</figcaption></figure></div>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">CURIOSITÀ</p>



<p><strong>&#x1f4a1; Una curiosità interessante: Margaret Atwood ha sempre detto che nulla nel romanzo è completamente inventato. Ogni pratica descritta (controllo delle nascite, segregazione delle donne, teocrazie) è già esistita in qualche momento della storia.</strong> <strong>NON AVEVAMO ALCUN DUBBIO </strong></p>



<p class="has-small-font-size">©leRossediscendonodaigatti &#8211; Testo di Patrizia Zito. </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/il-racconto-dellancella-the-handmaids-tale-1985/">Il racconto dell’ancella (The Handmaid’s Tale, 1985)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CIRCE di Madeline Miller</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/circe-di-madeleine-miller/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 09:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Mitologia]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Circe]]></category>
		<category><![CDATA[Madeleine Miller]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lerossediscendonodaigatti.blog/?p=2162</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;approcciare questo romanzo, dimentichiamoci la tradizione scolastica che ci ha abituati a vedere Circe come l&#8217;antagonista di Ulisse, come l&#8217;ammaliatrice che per un suo capriccio ha tenuto l&#8217;eroe greco lontano da Itaca, trasformando i suoi compagni in porci.&#160;Ma qual è la vera storia della&#160;pharmakis&#160;(maga) omerica? Da dove nascono i suoi poteri?&#160;L&#8217;autrice poggia la stesura del &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/circe-di-madeleine-miller/"> <span class="screen-reader-text">CIRCE di Madeline Miller</span> Leggi tutto »</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/circe-di-madeleine-miller/">CIRCE di Madeline Miller</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nell&#8217;approcciare questo romanzo, dimentichiamoci la tradizione scolastica che ci ha abituati a vedere Circe come l&#8217;antagonista di Ulisse, come l&#8217;ammaliatrice che per un suo capriccio ha tenuto l&#8217;eroe greco lontano da Itaca, trasformando i suoi compagni in porci.&nbsp;<strong>Ma qual è la vera storia della&nbsp;</strong><em><strong>pharmakis&nbsp;</strong></em><strong>(maga) omerica? Da dove nascono i suoi poteri?&nbsp;</strong>L&#8217;autrice poggia la stesura del suo romanzo sull&#8217;esperta conoscenza della mitologia e dei testi greci, e traccia una Circe inaspettata che rende giustizia al mondo femminile.&nbsp;&nbsp;Lo stile è coinvolgente tanto con i dialoghi quanto con la narrazione piena di intrighi e di colpi di teatro. E&#8217; la stessa Circe che si racconta in prima persona. Mirabilmente.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-large"><p><em><br>“Nacqui quando ancora non esisteva nome per ciò che ero. Mi chiamarono ninfa, presumendo che sarei stata come mia madre, le zie e le migliaia di cugine. Ultime fra le dee minori, i nostri poteri erano così modesti da garantirci a malapena l’immortalità.”</em></p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="480" height="640" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/06/IMG_5740-rotated.jpg" alt="" class="wp-image-2168" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/06/IMG_5740-rotated.jpg 480w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/06/IMG_5740-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure></div>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#9d0003"><strong>La &#8220;voce umana&#8221;</strong></p>



<p>Circe, figlia del dio Sole Elios e della ninfa Perseide, sin da bambina rivela caratteristiche diverse dalla sua stessa stirpe, ha una <strong>“voce umana”</strong>. Particolarità questa, che ne farà la linea portante del libro dall&#8217;inizio alla fine del tutto inaspettata.  <strong>La giovane Circe </strong>avverte una forte curiosità e pietas nei confronti della fragilità degli uomini. La loro misera condizione le scatena <strong>compassione</strong>, sentimento del tutto innaturale per una creatura come lei. Si sente diversa e la sua stessa famiglia divina la emargina. Le scelte compiute in questa prima fase della vita le riveleranno che in lei c’è molta più <strong>forza e potere </strong>di quanto potesse mai immaginare. </p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>L&#8217;esilio</strong></p>



<p><br>Per un motivo ben preciso, legato ai suoi poteri magici, Circe su volere di suo padre, Elios il dio sole, <strong>viene esiliata sull&#8217;isola di Eea.&nbsp;</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>«“Eea”. Ne assaporai il suono. Lieve, si spiegava sommesso come ali nell&#8217;aria buia»</em></p></blockquote>



<p>Finalmente libera di essere se stessa Circe inizierà a sviluppare il suo grande dono<strong>: la magia</strong>, frutto di studio e sacrificio.<br>Circe ha un carattere che presenta notevoli contraddizioni: è spietata ma è anche fragile, ostile ma anche amica. Tiene testa agli dei dell’Olimpo che a turno si recano sull&#8217;isola. Prova sensi di colpa per la sua furia.&nbsp;<strong>Rimette in discussione ogni certezza, fa della sua solitudine il mezzo per arrivare a diventare chi vuole essere davvero.</strong>&nbsp;La sua isola dalla vegetazione selvaggia e indomita, rappresenta l’animo della sua padrona.</p>



<p>Nelle lunghe ere della sua vita saranno molti i&nbsp;<strong>personaggi epici&nbsp;</strong>che busseranno alla sua porta.&nbsp;Conosciamo insieme a lei i personaggi spesso raffigurati dalla tradizione come sconfitti per aver osato andare oltre sfidando il volere divino: Prometeo e Dedalo. Ma anche <a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/medea-giasone-e-il-vello-doro-la-vendetta-distruttrice/">Medea, </a><a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/arianna-la-prima-donna-piantata-in-n-asso/">Arianna,</a>( LEGGI GLI ARTICOLI) il Minotauro e molti altri. Con ognuno di loro Circe rivelerà grandi capacità umane e introspettive. <strong>Si rivelerà l&#8217;amica che tutti vorremmo avere.</strong></p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>La pharmakìs</strong></p>



<p>Da questi incontri, Circe inizierà a prendere consapevolezza di sé,<em>&nbsp;</em><strong>comprenderà che è prima di tutto una donna, tenace e valorosa, che man mano acquista sicurezza nelle proprie capacità. Una donna che impara a difendersi anche dai soprusi maschili, da sola, con le sue arti magiche. Diventerà la regina indiscussa delle metamorfosi.</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>«<em>la magia non può essere insegnata. La scopri da sola, o non la scopri affatto</em>»</p></blockquote>



<p>Dono straordinario, la magia, che tutela Circe dall&#8217;arrivo di marinai pronti ad approfittarsi di lei e a depredare le sue ricchezze; ecco che allora la trasformazione in porci viene attuata con un sottile e spietato compiacimento&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>“Era quello il momento che preferivo … Le loro schiene si piegavano, obbligandoli a quattro zampe, le facce si gonfiavano come cadaveri di annegati. Si dimenavano e rovesciavano le panche, e il vino imbrattava il pavimento. Le grida esplodevano in gemito acuti. Doveva essere doloroso, ne sono certa.<br>Tenevo il capo per ultimo, così che potesse assistere. Si sottraeva, si addossava al muro. Ti prego. Risparmiami, risparmiami, risparmiami.<br>No, rispondevo io. Oh, no.”</p></blockquote>



<p>Arriverà, come da tradizione, anche <strong>Odisseo</strong> e lascerà un segno indelebile su Circe: un figlio, <strong>Telegono.</strong> Circe diventa una <strong>mamma single</strong> alle prese con il suo lavoro da maga e la crescita di un neonato.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-large"><p>“Non mi calai comodamente nella maternità. L’affrontai come i soldati affrontano il nemico, pronta e in allerta, brandendo la spada contro i colpi in arrivo […]</p></blockquote>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>Odisseo. Giù la maschera!</strong></p>



<p class="has-background" style="background-color:#e9eeef">Tuttavia la vera rivoluzione del romanzo è nella figura di Odisseo.<strong> L&#8217;eroe greco a cui Omero aveva dedicato altisonanti epiteti, viene da Madeline Miller fatto a pezzi. Demolito umanamente, moralmente ed eticamente. </strong>Per bocca di Penelope e Telemaco, fuggitivi da Itaca e approdati sull&#8217;isola di Circe, si delinea un uomo, Odisseo, dalla <em><strong>“vita grama”.</strong></em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/06/IMG_5739-rotated.jpg" alt="" class="wp-image-2169" width="373" height="498" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/06/IMG_5739-rotated.jpg 480w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/06/IMG_5739-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 373px) 100vw, 373px" /></figure></div>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-large"><p><em>“Ha reso miserevole la vita degli altri&#8230;Tutti quegli anni di dolore e di vagare. Perchè? Per la vanità di un istante. Avrebbe preferito essere maledetto dagli dei piuttosto che essere nessuno&#8230;Tornato a Itaca, non si è mai sentito appagato, non faceva che scrutare l&#8217;orizzonte. Ora che ci aveva riavuti, voleva qualcos&#8217;altro. Che cosa può essere se non una vita grama? Attrarre altri a te e poi abbandonarli?”</em></p></blockquote>



<p></p>



<p class="has-background" style="background-color:#f0f3f4">Un uomo, Odisseo, che senza il patrocinio della dea Athena e senza gli aiuti ricevuti da Circe sarebbe un uomo comune, non di certo il fulgido eroe della tradizione omerica. Ne viene fuori il ritratto di un uomo che ha reso infelice la vita di tutte le persone a lui vicine. Un essere perverso e affamato di gloria, che vuole superare ad ogni costo le Colonne d’Ercole.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>Circe, un&#8217;eroina moderna</strong>.</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f1dfc3">La Circe di Madeleine Miller è quanto mai moderna. E&#8217; il simbolo di una donna che diventa quello che vuole essere senza l’aiuto di nessuno, se non della propria consapevolezza e dell’amore. La storia mitologica di Circe non si discosta molto dai destini di molte altre donne realmente esistite. Pur nella sua essenza divina, ha dovuto sottostare ai diktat imposti dal patriarcato, incarnato nella figura del padre Elios, e accettare l&#8217;esilio. Sorge spontaneo il triste confronto con le donne che fino a qualche secolo fa, nei più libertari paesi, venivano arse vive sul rogo, perché non si conformavano alle regole che una società androcentrica aveva deciso per loro. In epoche più recenti, spenti i roghi,  venivano rinchiuse nei manicomi con la scusa dell&#8217;isteria o della pazzia, mentre alle più &#8220;fortunate&#8221; veniva imposto di prendere i voti destinandole a una vita di clausura. </p>



<p class="has-large-font-size"><strong>E allora aveva ragione Circe a trasformarli in porci, o no?</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/circe-di-madeleine-miller/">CIRCE di Madeline Miller</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Eva Kant, inconsapevole femminista.</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/eva-kant-inconsapevole-femminista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2024 05:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Diabolik]]></category>
		<category><![CDATA[Eva Kant]]></category>
		<category><![CDATA[fumetto]]></category>
		<category><![CDATA[sorelle Giussani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lerossediscendonodaigatti.blog/?p=2020</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli esempi di donne&#160;in odore di santità&#160;e votate al sacrificio, non hanno mai avuto grande appeal su di me. Sono sempre stata attratta dalle personalità controverse, fuori dagli schemi e capaci di auto affermazione, perché mi danno maggiore possibilità di scavo e di introspezione. Ho amato&#160;Eva Kant&#160;sin da bambina, attendevo con trepidazione l’uscita del numero &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/eva-kant-inconsapevole-femminista/"> <span class="screen-reader-text">Eva Kant, inconsapevole femminista.</span> Leggi tutto »</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/eva-kant-inconsapevole-femminista/">Eva Kant, inconsapevole femminista.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Gli esempi di donne&nbsp;<em>in odore di santità</em>&nbsp;e votate al sacrificio, non hanno mai avuto grande appeal su di me. Sono sempre stata attratta dalle personalità controverse, fuori dagli schemi e capaci di auto affermazione, perché mi danno maggiore possibilità di scavo e di introspezione.</p>



<p>Ho amato&nbsp;<strong>Eva Kant</strong>&nbsp;sin da bambina, attendevo con trepidazione l’uscita del numero in edicola e mio padre che, rincasando, portava con sé una copia di Tex Willer, il suo fumetto preferito, e il mio adorato&nbsp;<em>Diabolik</em>&nbsp;–&nbsp;<em>mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa</em>.&nbsp;&nbsp;Posso tuttavia, a mia discolpa dire, che avevo sul comodino anche&nbsp;<em>Piccole Donne</em>, ovviamente&nbsp;<em>Jo March</em>&nbsp;era la mia eroina.&nbsp;(Breve annotazione: Umberto Eco leggeva Tex Willer, ma si è espresso malamente su Diabolik, ahiahiahi! )</p>



<p>Inizio a leggere Diabolik verso la fine degli anni Settanta, il fumetto andava a gonfie vele e Eva Kant dominava la scena <strong>non</strong> come “assistente” ma da coprotagonista a tutti gli effetti. <strong>La femme fatale più nota del fumetto italiano è&nbsp;un’icona di eleganza e di femminilità con i suoi movimenti aggraziati e felini, il nero dell&#8217;outfit che vibra con il biondo dei suoi capelli,  raccolti in uno  chignon che suggerisce una derivazione nobile, come di fatto è lei.  Eva è una donna capace, conoscitrice di arti marziali, maestra di travestimenti e abile pilota.&nbsp;È&nbsp;la compagna di Diabolik, ma rimane una donna indipendente </strong>che ha imparato a non fidarsi degli uomini, una donna che non appartiene a nessuno se non a se stessa.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>“Il matrimonio è la cosa che meno desidero al mondo”</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>“Quelle donne che fanno impazzire gli uomini nel desiderio di espugnarle perché non sono di nessuno, non sai mai cosa pensano, non ti lasciano entrare nei sogni e forse mentono quando sorridono, e poi invece ti tendono la mano e ti salvano la vita ma sempre resta il dubbio che spariscano, un giorno, senza lasciare nell’armadio neppure l’odore degli abiti”.  &#8211;</p><p>Eva Kant entra in scena, Mondadori, 2018.</p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/04/eva_kant_entra_in_scena1.jpg" alt="" class="wp-image-2041" width="479" height="731" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/04/eva_kant_entra_in_scena1.jpg 604w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/04/eva_kant_entra_in_scena1-197x300.jpg 197w" sizes="(max-width: 479px) 100vw, 479px" /></figure></div>



<p></p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Eva Kant. Chignon e tuta nera.</p>



<p class="has-background" style="background-color:#efe0cd"><strong>Bionda, aristocratica e bella come una diva Hollywoodiana, eleganza e classe sono la sua cifra. Eva Kant entra in scena a marzo del 1963 al terzo numero della saga “L’arresto di Diabolik”,&nbsp;</strong>e sarà proprio lei a&nbsp;<strong>salvare Diabolik evitandogli la ghigliottina</strong>, ribaltando i canoni tradizionali che volevano che l’eroe salvasse la donna di turno in pericolo. La bellissima e affascinante<strong>&nbsp;Lady Kant è vedova di Lord Anthony Kant</strong>, ambasciatore sudafricano morto in modo misterioso: ufficialmente sbranato da una pantera durante un safari, si narra che sia stata proprio la moglie a servirlo in pasto alla belva.&nbsp;</p>



<p class="has-background" style="background-color:#ebeff1">L’antefatto. </p>



<p class="has-background" style="background-color:#ebeff1">Eva è figlia illegittima di&nbsp;Caterina,&nbsp;bellissima donna di umili origini e di Lord Rodolfo Kant, il quale vive questa relazione clandestinamente, nascondendola alla sua nobile famiglia. L’uomo regala alla donna il Diamante Rosa, un gioiello di raro valore simbolo del casato dei Kant, ma il perfido cugino Anthony Kant scopre la relazione tra i due innamorati, impone a Rodolfo di abbandonare Caterina, si riprende il gioiello e porta Eva in un orfanatrofio. Caterina in preda al dolore si uccide ma prima di morire rivela a Eva (che nel frattempo è riuscita a fuggire) il nome del padre. Intanto la perfidia di Anthony non si placa, uccide il cugino, cattura di nuovo Eva e la fa rinchiudere in un riformatorio.&nbsp;Passano gli anni ed Eva, diventata adulta e bellissima, la troviamo&nbsp;spia sotto le mentite spoglie di cantante di night-club, dove&nbsp;incontra Anthony, lo seduce e lo sposa, recuperando il cognome e il gioiello di famiglia. Anthony è però un uomo violento che si propone di uccidere la moglie, ma muore sbranato da una pantera nera – legata simbolicamente a Diabolik. Rimane il sospetto che sia stata Eva a spingere il marito nella fossa della belva.&nbsp;</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f1e1d4">Durante questo primo incontro Lady Kant, a cui Diabolik cerca di rubare il prezioso <strong>Diamante Rosa</strong>, si racconta al criminale e tra i due è amore al primo sguardo. Le confesserà in seguito Diabolik ricordando il loro primo incontro:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>“Quel giorno con te non ho incontrato solo una compagna, </p><p>ma una vera e propria&nbsp;ragione di vita, senza di te che vita sarebbe la mia?”</p></blockquote>



<p><strong>In molti affermano che la storia e il successo del Re del Terrore ha effettivamente inizio dal momento esatto in cui incontra la sua complice e amante, come se&nbsp;prima il personaggio fosse&nbsp;incompleto</strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/04/1536266640_kr_lvne04Pduz1qb83lso1_1280-1024x575.jpg" alt="" class="wp-image-2042" width="556" height="312" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/04/1536266640_kr_lvne04Pduz1qb83lso1_1280-1024x575.jpg 1024w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/04/1536266640_kr_lvne04Pduz1qb83lso1_1280-300x169.jpg 300w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/04/1536266640_kr_lvne04Pduz1qb83lso1_1280-768x432.jpg 768w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/04/1536266640_kr_lvne04Pduz1qb83lso1_1280.jpg 1050w" sizes="(max-width: 556px) 100vw, 556px" /></figure></div>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Una &#8220;coppia di fatto&#8221;</p>



<p class="has-background" style="background-color:#ecdbc7"><strong>Eva Kant il personaggio, rappresenta la nicchia più colta del fumetto italiano, trasgressivo e innovativo come nessun altro fumetto europeo ha saputo essere, sempre seguito dallo spauracchio della censura </strong>per le provocazioni che sapeva stimolare. Le sorelle Giussani crearono per Eva un personaggio antifemminile e non convenzionale per gli standard dell’epoca. In un’epoca in cui il matrimonio era il fulcro sul quale si erigeva la società, un matrimonio che una volta stipulato non poteva essere interrotto &#8211;  nel 1962 il divorzio non era consentito e forse neanche immaginato &#8211;  <strong>Eva Kant con Diabolik rappresentano la prima “coppia di fatto” e lei interpreta un ruolo paritetico a Diabolik all’interno del fumetto</strong>.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Diabolik è femmina</p>



<p><strong>Diabolik ha un DNA tutto al femminile.</strong> La sua creazione si deve alle&nbsp;<strong>sorelle Giussani</strong>&nbsp;per Astorina editore: nell’epoca in cui il&nbsp;mondo femminile, era considerato adatto solo ai racconti rosa, le due sorelle si sono cimentate invece con il genere noir. Il bisogno di guardare il lato oscuro, le ombre, il mistero, la notte dove regna incontrastata la Luna, è da sempre prerogativa femminile.</p>



<p><strong>Angela&nbsp;Giussani</strong> negli anni Cinquanta è una giovane donna dal carattere forte e ribelle. In un’epoca in cui l’emancipazione femminile era difficile da immaginare &#8211; vigeva una morale autocastrante e un modello di donna/moglie stereotipata – lei fotomodella e giornalista, pratica equitazione e possiede addirittura il brevetto di pilota d’aereo, oltre a manifestare spiccate simpatie per gruppi anarchici.&nbsp;&nbsp;Decide di fondare da sola l<strong>’Astorina,</strong> una casa editrice, che si affiancava all’Astoria di Gino Sansoni, di cui è stata moglie infelice senza possibilità di divorziare, all’epoca la legge non lo prevedeva. Al progetto si unirà più tardi la sorella, <strong>Luciana</strong> che dal 1987, a seguito della morte di Angela, porterà avanti la Casa Editrice da sola.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Eva Kant a bientôt!</strong></p>



<p class="has-background" style="background-color:#e7eef1"><strong>Curiosità</strong>. Le sorelle Giussani per Diabolik prendono ispirazione da&nbsp;<em>Fantômas, </em>personaggio creato nel 1911 dai francesi&nbsp;<em>Marcel Allain e Pierre Souvestre</em>. Fantômas è uno spietato assassino che usa il suo genio per uccidere e per sfuggire alla giustizia. È in tutto e per tutto un eroe negativo privo di alcuna reticenza imposta dalla morale, che ha come unico scopo accumulare ricchezza ed è proprio a questo personaggio che s’ispirano le sorelle Giussani.<strong>&nbsp;Eva Kant è la sua Lady Bentham, la donna che lo salva dalla ghigliottina</strong>.</p>



<p>© RIPRODUZIONE VIETATA</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/eva-kant-inconsapevole-femminista/">Eva Kant, inconsapevole femminista.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Colette, la scrittrice che ha sfidato tutte le convenzioni.</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/colette-la-scrittrice-che-ha-sfidato-tutte-le-convenzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2024 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Claudine]]></category>
		<category><![CDATA[Colette]]></category>
		<category><![CDATA[emancipazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[marchesa Mathilde de Mornye]]></category>
		<category><![CDATA[willy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lerossediscendonodaigatti.blog/?p=1273</guid>

					<description><![CDATA[<p>Colette, artista completa, ballerina e attrice di teatro ma la sua vera passione era la scrittura ed è riuscita a creare dei piccoli capolavori. Ha sfidato tutte le convenzioni sociali dell&#8217;epoca, sovvertendo ogni tabù, vivendo al limite e azzardando sempre. Si è curata poco dei pregiudizi e di quello che la società si aspettava da &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/colette-la-scrittrice-che-ha-sfidato-tutte-le-convenzioni/"> <span class="screen-reader-text">Colette, la scrittrice che ha sfidato tutte le convenzioni.</span> Leggi tutto »</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/colette-la-scrittrice-che-ha-sfidato-tutte-le-convenzioni/">Colette, la scrittrice che ha sfidato tutte le convenzioni.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><br><strong>Colette</strong>, artista completa,  ballerina e attrice di teatro ma la sua vera passione era la scrittura ed è riuscita a creare dei piccoli capolavori.</p>



<p>Ha sfidato tutte le convenzioni sociali dell&#8217;epoca, sovvertendo ogni tabù, vivendo al limite e azzardando sempre. Si è curata poco dei pregiudizi e di quello che la società si aspettava da lei. Una donna coraggiosa e impavida e per il Il suo stile di vita&nbsp;è diventata un manifesto per l’emancipazione femminile, nonostante Colette si fosse sempre&nbsp;dichiarata antifemminista, rifiutando in toto le istanze femministe. Si schierò  con toni duri contro i movimenti a favore dell&#8217;emancipazione femminile che iniziavano a vedere le prime luci dell&#8217;alba proprio nella sua epoca, la Belle &#8216;Époque. Ad un giornalista che nel 1910 le chiese se fosse femminista, lei rispose: </p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>“Femminista io? Starà scherzando. Le suffragette mi fanno schifo. E se a qualche francese salta in testa di imitarle, spero che le facciano capire che comportamenti del genere in Francia non sono tollerati. Sa che cosa meritano le suffragette? La frusta e l’harem.</p></blockquote>



<p><strong>Sidonie &#8211; Gabrielle Colette</strong> questo il suo nome completo, figura eclettica e disinibita, indossava con nonchalance i pantaloni, giocava con la sua sensualità e sessualità ambivalente, senza farsene un problema. Si è mostrata nuda a teatro in un&#8217;epoca in cui anche soltanto a mostrare le caviglie si gridava allo scandalo.</p>



<p class="has-text-color has-large-font-size" style="color:#a30003">Colette, il marito e il furto di &#8220;penna&#8221;</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f2f6f8">Nel 1893&nbsp;<strong>Colette</strong>&nbsp;sposa Henri Gauthier-Villars, noto con lo pseudonimo&nbsp;di<strong> Willy</strong>, più anziano&nbsp;di&nbsp;lei&nbsp;di&nbsp;quattordici anni,  un imprenditore privo di scrupoli che assoldava scrittori che scrivessero sotto falso nome: il suo.  Aveva ereditato la casa editrice di famiglia, ma la vita dissoluta e al di sopra delle sue possibilità lo aveva ridotto sul lastrico, così da parassita quale era, pensò di sfruttare le capacità e l&#8217;intelletto superiore della moglie, usurpando i romanzi da lei scritti e firmandoli con il suo nome. Colette nata e cresciuta in una società in cui alle donne era vietato tutto, aiutò il marito, sperando di salvarlo dal fallimento e nel farlo lo consacrò alla celebrità.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/07/800px-Claudine_ecole_colette-643x1024.jpg" alt="" class="wp-image-1279" width="531" height="846" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/07/800px-Claudine_ecole_colette-643x1024.jpg 643w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/07/800px-Claudine_ecole_colette-188x300.jpg 188w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/07/800px-Claudine_ecole_colette-768x1223.jpg 768w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/07/800px-Claudine_ecole_colette.jpg 800w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></figure></div>



<p><strong>La saga degli scritti di Colette inizia nel 1900 con&nbsp;&nbsp;<em>Claudine à l&#8217;école</em>, fu un successo incredibile a cui seguiranno altri tre libri, &nbsp;<em>Claudine à Paris</em>,&nbsp;<em>Claudine en ménage</em>,&nbsp;<em>Claudine s’en va</em>, &nbsp;che Willy non esitò a firmarli tutti come se Colette non esistesse. Invece Colette esisteva eccome!</strong></p>



<p class="has-text-color has-large-font-size" style="color:#a30004">La ribellione di Colette</p>



<p> Il successo ottenuto fu tale da smuovere l&#8217;orgoglio della scrittrice, che non potè più celare se stessa. Tutto nei suoi libri era Colette e Colette era Claudine, la protagonista dei romanzi,  con la sua spregiudicatezza, la noncuranza del falso perbenismo che ammantava la società, la ricerca e scoperta della sessualità che diventava sempre più insinuante e che sperimentò sulla propria pelle; stufa infatti delle continue scappatelle del marito, non si negò diversi amanti, non risparmiandosi da esperienze omosessuali che caratterizzarono diverse parti della propria vita. Una bisessualità di cui Colette non fece mai mistero, portandola anche sul palco insieme alla sua amante, la <strong>marchesa Mathilde de Mornye</strong> in cui recitarono insieme nude.&nbsp;</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f2f4f4"><br>Prima fra tutte, ottenne il diritto di vedere il proprio nome sulla copertina di un romanzo. Perché la mano che tiene la penna scrive la storia. La sua lotta per riappropriarsi della sua vita è stata d’ispirazione per tante giovani della Belle Epoque e ha contribuito a stabilire un immaginario di femminilità moderno e intraprendente. <strong>Abile donna di marketing, costruì un vero e proprio Brand con il nome della protagonista dei suoi romanzi</strong>, il nome Claudine appariva ovunque, dai profumi ai corsetti, alla biancheria per la casa. Si tagliò i capelli e tutte le francesi vollero imitarla, il grembiule di scuola di Claudine diventò la mise più in voga in Francia in quegli anni. Tutto era costruito intorno alla sua personalità effervescente e tutto quello che toccava diventava oro.</p>



<p><em><br>Riuscì a rimanere sempre sulla cresta dell’onda e alla sua morte, nel 1954, sarà la prima donna della Repubblica Francese ad essere onorata con i funerali di Stato.  Credo che se si fosse dichiarata femminista avrebbe avuto molti meno onori.</em></p>



<p><em>Suscitò il disappunto maschile ma soprattutto l&#8217;invidia e c&#8217;è una frase pessima&nbsp;che Jean Cocteau scrive a un amico mentre prepara un discorso-omaggio a Colette :</em></p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>&#8220;E&#8217; il perfetto esempio di anti-intellettuale. L&#8217;imbecillità che diventa genio&#8221;. </em></p><cite>&#8211; Jean Cocteau</cite></blockquote>



<p><em>Ma quella ”imbecillità” è frutto di una immenso talento, corroborato da altrettanta energia vitale, fortissima e dirompente. Un genio, appunto.</em></p>



<p class="has-background has-large-font-size" style="background-color:#e5af9d">LEGGI PURE <a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/adele-daffry-le-donne-ne-sanno-una-piu-del-diavolo/">ADELE D&#8217;AFFRY</a>, LE DONNE NE SANNO UNA PIÙ DEL DIAVOLO</p>



<p></p>



<p class="has-small-font-size"><strong>Testi di Patrizia Zito. Immagine di Anteprima realizzata dall&#8217;ufficio grafico di Excalibur Promo</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/colette-la-scrittrice-che-ha-sfidato-tutte-le-convenzioni/">Colette, la scrittrice che ha sfidato tutte le convenzioni.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Aleksandra Kollontaj la rivoluzionaria alata</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/aleksandra-kollontaj-la-rivoluzionaria-alata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Feb 2024 15:35:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Aleksandra Kollontaj]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lerossediscendonodaigatti.blog/?p=2736</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nota per la sua imperitura bellezza ed eleganza, nasce nel 1872, in una famiglia aristocratica russa. Figlia di un generale dello zar, è giovanissima quando, insieme al matrimonio rifiuta la vita che la famiglia aveva pensato per lei. Questo fu il primo di una serie di atti di ribellione con i quali Aleksandra Kollontaj nemica &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/aleksandra-kollontaj-la-rivoluzionaria-alata/"> <span class="screen-reader-text">Aleksandra Kollontaj la rivoluzionaria alata</span> Leggi tutto »</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/aleksandra-kollontaj-la-rivoluzionaria-alata/">Aleksandra Kollontaj la rivoluzionaria alata</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nota per la sua imperitura bellezza ed eleganza, nasce nel 1872, in una famiglia aristocratica russa. Figlia di un generale dello zar, è giovanissima quando, insieme al matrimonio rifiuta la vita che la famiglia aveva pensato per lei. Questo fu il primo di una serie di atti di ribellione con i quali Aleksandra Kollontaj nemica giurata delle istituzioni patriarcali, pone la propria determinazione per spezzare le catene che opprimono il popolo. Dotata di un’ars oratoria multilingue, sarà sempre dalla parte degli oppressi con irriducibile passione.</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" width="350" height="265" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2024/02/350px-68875_Alexandra_Kollontai_at_legation_in_Oslo.jpeg" alt="" class="wp-image-2740 size-full" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2024/02/350px-68875_Alexandra_Kollontai_at_legation_in_Oslo.jpeg 350w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2024/02/350px-68875_Alexandra_Kollontai_at_legation_in_Oslo-300x227.jpeg 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-large-font-size">Prima donna al mondo  a diventare ministra al fianco di Lenin. Prima donna ambasciatrice del suo paese. </p>
</div></div>



<p></p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Da aristocratica a rivoluzionaria</p>



<p>Aleksandra Kollontaj rifiuta presto il suo ambiente e sceglie la rivoluzione. <strong> Prima donna al mondo a diventare ministra, al fianco di Lenin. Prima donna ambasciatrice del suo Paese. Si tratta di un mandato come ministra degli esteri dell’Unione Sovietica, che ha dal ’26 al ’45 prima in Messico e poi in Svezia, dove successivamente diventa ambasciatrice dell’URSS. Ruoli, questi, importantissimi e di spicco, che Kollontaj ricopre per conto di uno stato che ha attivamente contribuito a creare, </strong>essendo una rivoluzionaria marxista che ha giocato un ruolo non di secondo piano nella preparazione della Rivoluzione del 1917 e nelle vicende che, da quell’anno in poi, segnano la vita del Partito comunista russo, di cui fu membro ma anche aspra critica, lungi dall’essere una mera esecutrice della linea politica dettata dai leader del partito.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">L&#8217;impegno a favore delle donne</p>



<p class="has-background" style="background-color:#e4e9ea">Durante la Rivoluzione, Aleksandra  Kollontaj svolse un ruolo chiave nella promulgazione di leggi progressiste a favore delle donne. Fu tra i principali promotori del decreto che garantiva alle donne il diritto di voto, una mossa audace e rivoluzionaria che riconosceva finalmente l&#8217;importante contributo femminile alla società. Questa iniziativa fece di Kollontaj una figura di spicco nel panorama politico russo e una voce autorevole nella lotta per l&#8217;uguaglianza di genere.</p>



<p>Dopo la Rivoluzione, Kollontaj mantenne il suo impegno per l&#8217;uguaglianza di genere anche nelle sfide diplomatiche. In veste di ambasciatrice sovietica in Norvegia, portò avanti la sua missione di sensibilizzazione sui diritti delle donne, cercando di estendere l&#8217;influenza delle idee progressiste anche al di là dei confini russi. </p>



<p><strong>Aleksandra Kollontaj è un’intellettuale marxista colta e attivista femminista che ha molto da dire,&nbsp;&nbsp;i suoi testi sono un interessante visione del periodo storico e politico.</strong>&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Scrive di lei <em>Paul Ginsborg</em>, in Famiglia Novecento: «Pose interrogativi scomodi ma essenziali sul sesso e l’amore, su come donne e uomini potessero condividere il loro naturale erotismo nel contesto della vita quotidiana di una società nuova».</p></blockquote>



<p>Tra i vari testi, il più interessante è <strong><em>“Largo all’Eros alato”</em></strong>, una lettera che nel 1923 Kollontaj indirizza alla gioventù proletaria.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="300" height="400" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2024/02/s-l400-1.jpeg" alt="" class="wp-image-2742" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2024/02/s-l400-1.jpeg 300w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2024/02/s-l400-1-225x300.jpeg 225w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>



<p>Questi i principi dell’EROS ALATO</p>



<p>1. Uguaglianza reciproca (nessuna predominanza maschile né schiavitù e annullamento della personalità della donna nei rapporti d&#8217;amore).</p>



<p>2. Riconoscimento reciproco dei diritti dell&#8217;altro, il che esclude la pretesa di possedere interamente il cuore e la anima del partner (sentimento di proprietà creato e conservato dalla cultura borghese).</p>



<p>3. Sollecitudine da compagni, attitudine ad ascoltare e comprendere i moti dell&#8217;animo dell&#8217;essere caro (la cultura borghese esigeva questa sollecitudine nell&#8217;amore unicamente da parte della donna).</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>La morale ipocrita della cultura borghese ha strappato senza pietà le piume dalle ali multicolori e sgargianti di Eros, obbligandolo a frequentare unicamente le «coppie legittime». Al di fuori del matrimonio, l&#8217;ideologia borghese lascia posto unicamente ad un Eros senza piume e senza ali: l&#8217;unione sessuale momentanea, sotto forma di carezze comperate (prostituzione) o rubate (adulterio)</p></blockquote>



<p><strong>&#8220;Largo all&#8217;eros alato!&#8221; di Aleksandra Kollontaj </strong>è un saggio che si colloca nel contesto della sua attività nel movimento femminista e socialista. Scritto nel 1923, questo racconto riflette l&#8217;ardente impegno di Kollontaj per l&#8217;emancipazione delle donne, compresa la loro liberazione sessuale.</p>



<p>Il titolo stesso, &#8220;Largo all&#8217;eros alato!&#8221;, suggerisce un invito a una liberazione erotica, un&#8217;apertura all&#8217;amore e alla passione&nbsp;</p>



<p>Kollontaj mette in discussione le norme sociali rigide e le convenzioni patriarcali che opprimono le donne e le loro scelte personali. Il testo&nbsp;&nbsp;esplora temi come l&#8217;autodeterminazione, la libertà individuale e la lotta per una sessualità senza vincoli. Kollontaj utilizza la narrazione per promuovere un&#8217;idea di amore e di intimità basata sulla reciproca volontà e sulla consapevolezza delle proprie esigenze emotive e fisiche.</p>



<p>&#8220;Largo all&#8217;eros alato!&#8221; si inserisce nel più ampio contesto del pensiero di Kollontaj sull&#8217;emancipazione delle donne e sulla trasformazione della società attraverso la liberazione sessuale e la piena parità di genere. Questo testo rimane un importante contributo alla letteratura femminista e un esempio del coraggio e della determinazione di Kollontaj nel promuovere un mondo più equo e libero.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Eredità</p>



<p>La sua eredità è ancora viva oggi, poiché il suo impegno per i diritti delle donne e la sua audacia nel campo della diplomazia continuano a ispirare le generazioni successive. Il suo contributo al progresso sociale e alle relazioni internazionali non può essere sottovalutato, e la sua storia rimane un capitolo significativo nella storia del movimento femminista e della Rivoluzione Russa.</p>



<p>In conclusione, Aleksandra Kollontaj rimane un&#8217;icona del suo tempo, una donna coraggiosa e visionaria che ha aperto la strada per le generazioni future. La sua vita e le sue realizzazioni sono un monito costante della forza e della determinazione necessarie per sfidare le norme sociali e aprire nuovi orizzonti, sia nell&#8217;ambito politico che in quello sociale.</p>



<p class="has-background has-large-font-size" style="background-color:#e8eaaf">LEGGI ANCHE<a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/grete-hermann-la-brillante-matematica-che-ha-superato-i-confini-del-tempo-2-marzo-1901-brema-15-aprile-1984-brema/"> GRETE HERMANN</a> LA BRILLANTE MATEMATICA CHE HA SUPERTAO I CONFINI DEL TEMPO! </p>



<p>Diritti Riservati. Testo di<a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/chi-sono/"> Patrizia Zito</a>. Immagine di Anteprima realizzata da <a href="https://excaliburpromo.com/">Excalibur Promo </a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/aleksandra-kollontaj-la-rivoluzionaria-alata/">Aleksandra Kollontaj la rivoluzionaria alata</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Eleonora de Fonseca Pimentel, marchesa rivoluzionaria.</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/eleonora-de-fonseca-pimentel-marchesa-rivoluzionaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2023 02:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Eleonora de Fonseca Pimentel]]></category>
		<category><![CDATA[marchesa]]></category>
		<category><![CDATA[moti borbonici]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzionaria]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione napoletana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lerossediscendonodaigatti.blog/?p=2433</guid>

					<description><![CDATA[<p>Non fermarti alla prima sconfitta: il coraggio paga sul lungo periodo e rende immortali Eleonora e i suoi talenti Quando hai la rivoluzione nel sangue non importa che tu nasca nobile o plebea, ricca o povera. Ciò che importa è ascoltare il richiamo di quello che senti irresistibile dentro di te e che ti porta &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/eleonora-de-fonseca-pimentel-marchesa-rivoluzionaria/"> <span class="screen-reader-text">Eleonora de Fonseca Pimentel, marchesa rivoluzionaria.</span> Leggi tutto »</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/eleonora-de-fonseca-pimentel-marchesa-rivoluzionaria/">Eleonora de Fonseca Pimentel, marchesa rivoluzionaria.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote"><p>Non fermarti alla prima sconfitta: il coraggio paga sul lungo periodo e rende immortali</p></blockquote>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Eleonora e i suoi talenti</p>



<p>Quando hai la rivoluzione nel sangue non importa che tu nasca nobile o plebea, ricca o povera. Ciò che importa è ascoltare il richiamo di quello che senti irresistibile dentro di te e che ti porta ad agire per il bene collettivo.</p>



<p><strong>Eleonora de Fonseca Pimentel </strong>nasce da una nobile famiglia  portoghese.  All&#8217;età di dieci anni si trasferì a Napoli, dove la sua educazione fu affidata a uno zio abate, virtuoso uomo di lettere che le ha insegnato il latino, il greco e la storia antica. <strong>Era molto intelligente e fin da bambina aveva dimostrato una spiccata propensione all&#8217;apprendimento delle lingue straniere, la cui conoscenza le permise di intrattenere rapporti e corrispondenza con i più grandi letterati dell&#8217;epoca in tutta Europa, da <em>Voltaire </em>a <em>Goethe</em>, a <em>Filangieri.</em> </strong>Il suo animo sensibile la fece approcciare alla poesia, e all&#8217;età di diciotto anni invia i suoi componimenti di gusto arcadico a <em>Metastasio</em> con il quale intrattenne una corrispondenza epistolare che durò fino alla morte del poeta. </p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Il triste matrimonio </p>



<p>I sovrani di Napoli, Ferdinando II e Maria Carolina, furono colpiti dalle sue abilità e la nominarono bibliotecaria di corte, tuttavia, sebbene la poesia l&#8217;appassionasse, il suo cuore viaggiava verso ciò che stava accadendo in Francia: la Rivoluzione. Purtroppo nello stesso periodo su di Eleonora si abbatte una sciagura: fu promessa in moglie a <em>Pasquale Tria</em>, che si appropriò dei suoi soldi. Un uomo ignorante, volgare, violento e traditore che la teneva segregata in casa, costretta a subire ingiurie e soprusi di ogni genere. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="211" height="300" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/02/511f5f6e30980e2c298a5093f2197f3f41LtvkyxjqL-1-211x300-1.jpg" alt="" class="wp-image-2449"/></figure></div>



<p>Dopo il primo figlio che morì a soli otto mesi, non riuscì a portare a termine altre due gravidanze a causa delle percosse che subiva dal marito. Finalmente, a seguito di tanta sofferenza, il padre intervenne per porre fine a questo matrimonio, e nel 1785 riuscì a separarsi. Incomprensibile per me che il padre abbia atteso tanto per agire. </p>



<p class="has-background has-large-font-size" style="background-color:#d3dbdf"><a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/matilde-serao-il-ventre-di-napoli/">LEGGI ANCHE MATILDE SERAO. IL VENTRE DI NAPOLI </a></p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Libera della zavorra matrimoniale, Eleonora può dedicarsi alla sua passione: la Repubblica</p>



<p class="has-background" style="background-color:#eeeacc">Accade che in Francia scoppia la Rivoluzione e viene decapitata <em>Maria Antonietta,</em> sorella della regina Maria Carolina. La corte di Napoli va in subbuglio e i reali, a cui un tempo era sta vicino, temendo che anche su di loro gravasse  lo stesso destino, licenziano  dal ruolo di bibliotecaria di corte Eleonora che  diventa un&#8217;attivista politica. <strong> È nota soprattutto per il suo coinvolgimento nella Repubblica Napoletana del 1799, un breve periodo di governo democratico nella città di Napoli.</strong> Eleonora fu una delle principali figure dei moti antiborbonici  scrivendo sul <strong>Monitore Napolitano</strong> e recitando poesie che incoraggiavano la resistenza al governo borbonico. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/02/il-monitore-napoletano-giornale-diretto-da-eleonora-fonseca-de-pimentel-1799_f45ba90c_800x1213-675x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2450" width="453" height="687" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/02/il-monitore-napoletano-giornale-diretto-da-eleonora-fonseca-de-pimentel-1799_f45ba90c_800x1213-675x1024.jpg 675w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/02/il-monitore-napoletano-giornale-diretto-da-eleonora-fonseca-de-pimentel-1799_f45ba90c_800x1213-198x300.jpg 198w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/02/il-monitore-napoletano-giornale-diretto-da-eleonora-fonseca-de-pimentel-1799_f45ba90c_800x1213-768x1164.jpg 768w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/02/il-monitore-napoletano-giornale-diretto-da-eleonora-fonseca-de-pimentel-1799_f45ba90c_800x1213.jpg 800w" sizes="(max-width: 453px) 100vw, 453px" /></figure></div>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Marchesa di nascita,  rivoluzionaria per elezione.</p>



<p>Da allora divenne la cittadina Fonseca, non più nobile e non più suddita, cronista della libertà e dell&#8217;uguaglianza. Dopo la caduta della Repubblica, Eleonora fu arrestata e processata per tradimento. Fu condannata a morte per impiccagione e giustiziata nel 1804. La sua figura è stata celebrata come simbolo della resistenza alla tirannia e della lotta per la libertà. </p>



<p> Nel corso degli anni, Eleonora è stata oggetto di numerose opere letterarie, artistiche e teatrali che ne hanno riproposto la figura e la sua eredità.</p>



<p>Eleonora ha salutato il mondo dicendo </p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Forse un giorno vi farà bene ricordare tutto questo</p></blockquote>



<p class="has-background has-large-font-size" style="background-color:#e7dfe9"><a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/le-svergognate-un-triste-spaccato-della-societa-siciliana-del-secolo-scorso/">LEGGI ANCHE &#8220;LE SVERGOGNATE&#8221;: UN TRISTE SPACCATO DELLA SOCIETÀ SICILIANA DEL SECOLO SCORSO</a></p>



<p><strong>DIRITTI RISERVATI &#8211; Immagine di Anteprima realizzata dall&#8217;ufficio grafico di Excalibur Promo </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/eleonora-de-fonseca-pimentel-marchesa-rivoluzionaria/">Eleonora de Fonseca Pimentel, marchesa rivoluzionaria.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Matilde Serao. &#8220;Il ventre di Napoli&#8221;</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/matilde-serao-il-ventre-di-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2023 04:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Scarfoglio]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Il Mattino]]></category>
		<category><![CDATA[Il ventre di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Matilde serao]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lerossediscendonodaigatti.blog/?p=2423</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Il giornalista è l’apostolo del bene, esaltatore solo della pace, della virtù, dell’eroismo. Il giornale è la più nobile forma di pensiero” &#8211; Matilde Serao Pronunciate da Matilde Serao, prima donna ad aver fondato una testata giornalistica in Italia, queste parole dovrebbero risuonare come un mantra. Così lontane dal giornalismo odierno, in cui schiere di &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/matilde-serao-il-ventre-di-napoli/"> <span class="screen-reader-text">Matilde Serao. &#8220;Il ventre di Napoli&#8221;</span> Leggi tutto »</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/matilde-serao-il-ventre-di-napoli/">Matilde Serao. &#8220;Il ventre di Napoli&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote"><p>“Il giornalista è l’apostolo del bene, esaltatore solo della pace, della virtù, dell’eroismo. Il giornale è la più nobile forma di pensiero” &#8211; Matilde Serao</p></blockquote>



<p>Pronunciate da <strong>Matilde Serao</strong>, <strong>prima donna ad aver fondato una testata giornalistica in Italia</strong>, queste parole dovrebbero risuonare come un mantra. Così lontane dal giornalismo odierno, in cui schiere di pennivendoli si arrabattano per la notizia più sensazionale che ovviamente favorisce chi può assicurargli maggiori vantaggi a discapito della vera informazione</p>



<p><strong>Matilde Serao è stata una femminista a modo suo: non parlava di femminismo, lo faceva! </strong>Grande Innovatrice e instancabile lavoratrice, ha tracciato una strada che fino ad allora era percorsa solo da uomini e può essere definita la madre di tutte le giornaliste italiane.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Le origini</p>



<p> Nata in Grecia a Patrasso nel 1856 da una donna aristocratica, Paolina Borely e da un avvocato e giornalista napoletano Francesco Serao, da cui ha ereditato, amplificandolo, il talento. Visse a Napoli, città da cui ha assorbito la passionalità e sebbene gli studi della Serao terminarono presto a causa di ristrettezze economiche familiari, questa mancanza non costituì per lei una limitazione. Manifestò sin da giovanissime una straordinaria attitudine al racconto e grandi capacità di analisi, diventando una scrittrice prolifica. Pubblicò ventisei romanzi, centosettanta novelle, collaborò con cento testate, italiane e straniere. Questo ci dà la misura della sua levatura professionale ma anche della sua tempra e tenacia.&nbsp;</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Gli inizi nella carta stampata</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="550" height="472" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/01/capitan_fracassa_giornale.jpg" alt="" class="wp-image-2424" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/01/capitan_fracassa_giornale.jpg 550w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/01/capitan_fracassa_giornale-300x257.jpg 300w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></figure></div>



<p>Il padre Francesco Serao collabora come giornalista con un foglio liberale tra i più apprezzati dai napoletani “<em><strong>Il Pungolo”</strong></em> e fa vivere a Matilde la concitazione e la frenesia&nbsp;&nbsp;delle redazioni giornalistiche per le quali Matilde è subito attratta. A soli quindici anni, dopo aver studiato da autodidatta, si presenta alla scuola <em>Eleonora Pimentel Fonseca </em>a Napoli come semplice uditrice. Nel 1882 si trasferisce a Roma per lavorare nella redazione di <strong>Capitan Fracassa</strong>. Con lo pseudonimo di Chiquita scriveva di tutto: cronaca rosa, politica e letteratura. Pubblica sul Corriere del Mattino&nbsp;&nbsp;la sua prima novella <strong>Fantasia</strong> per la quale riceve aspre critiche da <em>Edoardo Scarfoglio</em>, illustre collega di redazione, ma come la storia insegna, odio e amore vanno spesso a braccetto,  si uniranno in matrimonio e saranno i protagonisti di  una delle storie d’amore più turbolente e tormentate dell’epoca. </p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Fonda le prime testate</p>



<p class="has-background" style="background-color:#e4e9ec">Matilde con il marito torna a Napoli, città dalla quale ne ha assorbita la passionalità e il colore, per fondare il <strong>Corriere di Napoli</strong>. Una testata giornalistica tra le più divulgate dell’epoca, pensate che firme come <em>Giosuè Carducci</em> e  <em>Gabriele D’Annunzio</em> gli danno lustro. Purtroppo, a causa di dissidi di carattere politico, Matilde Serao si trova costretta a cedere le quote del suo giornale, tuttavia, non si perde d’animo e investe la somma percepita dalla vendita per fondare<strong> IL MATTINO</strong>, <strong>diventando la prima donna in Italia ad aver fondato un quotidiano. </strong> </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="600" height="429" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/01/mattino.jpg" alt="" class="wp-image-2425" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/01/mattino.jpg 600w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/01/mattino-300x215.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></div>



<p>Il popolo napoletano l’adorava, la sentiva vicina, anche perché, nonostante non avesse basi culturali importanti, riusciva a comunicare con profondità linguistica,&nbsp;rappresentando passioni, rivelando tresche e ambizioni della società borghese o del mondo politico-giornalistico, sempre con distacco oggettivo. Dotata&nbsp;&nbsp;di senso creativo commerciale, per trovare nuovi abbonati, inventa concorsi e gadget, strategie di marketing molto valide ancora oggi.&nbsp;</p>



<p>Non si fece mancare nulla e in quegli anni diede al mondo quattro figli, questo non le ha impedito di frequentare i salotti buoni di Napoli, dove la sua personalità faceva molto parlare e ancor di più quando sopraggiunse lo scandalo.&nbsp;</p>



<p class="has-background has-large-font-size" style="background-color:#eecfa6">LEGGI ANCHE <a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/letizia-battaglia-una-donna-una-palermitana-una-fotografa/">LETIZIA BATTAGLIA, UNA DONNA, UNA PALERMITANA, UNA FOTOGRAFA</a></p>



<p class="has-text-align-left has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Il Ventre di Napoli, il suo romanzo più noto.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/01/serao.jpg" alt="" class="wp-image-2427" width="421" height="611" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/01/serao.jpg 697w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/01/serao-207x300.jpg 207w" sizes="(max-width: 421px) 100vw, 421px" /></figure></div>



<p>Nel 1884 scrive quello che viene considerato il suo più grande romanzo <strong>Il ventre di Napol</strong>i. Suddiviso dall&#8217;autrice in due parti, riporta diverse storie ambientate nella città di Napoli. La scrittrice cerca di inserire all’interno del romanzo la propria denuncia nei confronti della città e l’inettitudine delle istituzioni. </p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>“Qualunque sia la&nbsp;veste di cui si copra l’<a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/uomo/">uomo</a>&nbsp;dalla&nbsp;<a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/coscienza/">coscienza</a>&nbsp;infida, io lo riconoscerò: qualunque sia la maschera che copra il suo&nbsp;<a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/viso/">viso</a>, io ne discioglierò i nodi: in qualunque modo mi si tenti di&nbsp;<a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/inganno/">ingannare</a>, non vi si giungerà più. ” &#8211; Il ventre di Napoli</p></blockquote>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Antesignana della famiglia allargata</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="640" height="360" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/01/il-giorno-1.jpg" alt="" class="wp-image-2426" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/01/il-giorno-1.jpg 640w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/01/il-giorno-1-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure></div>



<p class="has-background" style="background-color:#e5cdae">Edoardo Scarfoglio, noto &#8220;femminaiuolo”,  mette incinta la sua amante Gabrielle Bessard, la quale disperata perché Scarfoglio non lasciava la moglie per lei, si suicida sparandosi un colpo di pistola alla tempia, non prima di assicurare la nascitura davanti alla porta di casa della Serao. Matilde cresce la bambina come se fosse sua ma il rapporto con il marito arriva al capolinea. Continua dritta per la sua strada, lascia Il Mattino al marito e di lì a poco  <strong>conosce l’avvocato Giuseppe Natale.</strong>&nbsp; Dalla loro relazione nascerà Eleonora, chiamata così per la profonda amicizia con Eleonora Duse.&nbsp; Con Natale fonda e dirige il giornale <strong>“Il Giorno”</strong> che ottiene successo e che diviene il più grande concorrente de Il Mattino.&nbsp;&nbsp;Nel 1917 Scarfoglio muore e Matilde sposa il suo compagno.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Posizioni politiche che non pagano</p>



<p><strong>Verso la Prima Guerra Mondiale e l’avvento di Benito Mussolini, la Serao si schierò apertamente, dalle colonne del suo giornale, come contraria al conflitto e alle idee del futuro Duce. Questa sua ostilità le causò la perdita della candidatura al Nobel per il romanzo <em>Mors Tua</em>, nel quale critica aspramente il fascismo. Mussolini favorì la scrittrice sarda Grazia Deledda.</strong></p>



<p><strong>Matilde muore a Napoli il 25 luglio 1927,</strong>&nbsp;all’età di 71 anni. La trovano &nbsp;alla&nbsp; sua scrivania: si spegne&nbsp; stroncata da un infarto mentre scrive l&#8217;ultimo suo romanzo. &nbsp; Finisce così una delle figure del verismo italiano, emblema per tutte le donne, un grande esempio da emulare!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/matilde-serao-il-ventre-di-napoli/">Matilde Serao. &#8220;Il ventre di Napoli&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vita Sackville-West, &#8220;l&#8217;adorabile creatura&#8221;</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/vita-sackville-west-ladorabile-creatura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2023 04:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lerossediscendonodaigatti.blog/?p=2409</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sicuramente non si annoiò durante la sua vita avventurosa, un&#8217;esistenza la sua, che condusse  “sempre innamorata”. Vita Sackville-West era una donna appassionata, vivace e brillante, ma anche dotata di grande raffinatezza e buon gusto. La foggia nel vestire era sempre ricercata, originale e stravagante. Così racconta di lei suo figlio Nigel Nicolson, in Ritratto di un matrimonio. &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/vita-sackville-west-ladorabile-creatura/"> <span class="screen-reader-text">Vita Sackville-West, &#8220;l&#8217;adorabile creatura&#8221;</span> Leggi tutto »</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/vita-sackville-west-ladorabile-creatura/">Vita Sackville-West, &#8220;l&#8217;adorabile creatura&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sicuramente non si annoiò durante la sua vita avventurosa, un&#8217;esistenza la sua, che condusse  “sempre innamorata”. Vita Sackville-West era una donna appassionata, vivace e brillante, ma anche dotata di grande raffinatezza e buon gusto. La foggia nel vestire  era sempre ricercata, originale e stravagante.  Così racconta di lei suo figlio Nigel Nicolson, in <em>Ritratto di un matrimonio</em>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>«Vita era sempre innamorata. Che io sappia, non vi fu mai un momento, in vita sua, che non spasimasse per qualcuno, che non stesse in smaniosa attesa dell’unica persona che, in quel periodo, poteva placare la sua smania».</p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="192" height="263" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/01/images1.jpeg" alt="" class="wp-image-2410"/></figure></div>



<p>Poetessa e romanziera, condusse una vita fuori dagli schemi, anche divertente al limite della teatralità, ma soprattutto, una vita <em>“scostumata</em>” (dal titolo di uno dei suoi romanzi più noti: La signora scostumata). &nbsp;Sposata con un diplomatico, in realtà si trattava di un’unione di facciata, difatti entrambi erano attratti da persone dello stesso sesso e si concessero grandi libertà individuali pur mantenendo un forte legame familiare. Vita è sicuramente uno dei personaggi più trasgressivi, divertenti e passionali del secolo scorso.</p>



<p></p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Le sue passioni</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="448" height="336" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/01/Giardino-Bianco-di-Vita-Sackville-–-West.jpg" alt="" class="wp-image-2411" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/01/Giardino-Bianco-di-Vita-Sackville-–-West.jpg 448w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/01/Giardino-Bianco-di-Vita-Sackville-–-West-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></figure></div>



<p class="has-background" style="background-color:#e9ebec">Ma l’aspetto di Vita forse meno conosciuto è legato alla sua passione per il giardinaggio. Ne è stata una grandissima esperta, tanto da tenere una rubrica su una rivista inglese, l’Observer per 15 anni, dal 1946 al 1961, pubblicata in Italia con il titolo&nbsp;<em>Il giardino alla Sackville-West</em>. Il suo desiderio era quello di avere un giardino grigio e bianco, virginale ed elegante, in cui tra il fogliame argenteo spuntassero grandi fiori bianchi, le “rose iceberg” le sue preferite.</p>



<p></p>



<p class="has-background has-large-font-size" style="background-color:#d0cba4">LEGGI ANCHE<a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/virginia-woolf-la-forza-del-pensiero-femminista/"> VIRGINIA WOOLF, LA FORZA DEL PENSIERO FEMMINISTA</a></p>



<p class="has-text-color has-normal-font-size" style="color:#a30003">Vita e Virginia, l&#8217;inizio del loro amore. </p>



<p>Vita Sackville-West è diventata famosa più per la relazione saffica che ebbe con <strong>Virginia Woolf </strong>che per il valore dei suoi romanzi. Virginia conobbe Vita, splendida trentenne, nel 1922, quando la introdusse nel <strong><a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/bloomsbury/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Gruppo Bloomsbury</strong></a></strong>,  un circolo  artistico-letterario fondato da Virginia nel 1905 a Londra, i cui membri si riunivano in case private nel quartiere da cui prese il nome e che durò fino alla Seconda guerra mondiale. Vita iniziò un corteggiamento lento e timoroso, per la timida ritrosia di Virginia, che si autodefinisce <em>“sessualmente codarda”.</em> Il loro amore è testimoniato da un copioso carteggio epistolare che si scambiarono vicendevolmente per ben venti anni. Culminerà per Virginia, nella stesura del romanzo <strong>Orlando</strong>:&nbsp;il libro descrive le avventure di un meraviglioso poeta che ha le fattezze della splendida Vita Sackville-West e che vive attraverso quattro secoli passando dall&#8217;essere uomo per diventare donna e incontrando le figure chiave della storia letteraria inglese</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="920" height="598" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/01/147464515957e54ca75de0a.jpg" alt="" class="wp-image-2412" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/01/147464515957e54ca75de0a.jpg 920w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/01/147464515957e54ca75de0a-300x195.jpg 300w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/01/147464515957e54ca75de0a-768x499.jpg 768w" sizes="(max-width: 920px) 100vw, 920px" /><figcaption>Orlando, film di Sally Potter, 1992</figcaption></figure></div>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Un carteggio d&#8217;amore</p>



<p class="has-background" style="background-color:#e9dcc7">Il carteggio epistolare racconta il loro vissuto, l’intimità della loro relazione, i loro giochi amorosi fatti di dichiarazioni appassionate che si alternano a improvvisi distacchi. Virginia e Vita adorano scherzare, prendersi in giro, un pretesto per cedere senza freni a slanci impetuosi. Vita viene definita da Virginia, “l<em>’adorata creatura”,</em> “l<em>’amazzone” </em>dalle gambe lunghe e affusolate che attraversa a grandi falcate le strade del mondo. Due anime che si trovano e dialogano a livelli altissimi, nel carteggio troviamo tutte le sfumature dell’animo umano: la gelosia,&nbsp;l’abbandono, il tradimento, il rimpianto, la tenerezza, la nostalgia.&nbsp;Vita non lascerà mai Virginia, con gli anni la passione travolgente si tramuta in solida amicizia e sarà proprio lei a cui Virginia acconsentirà di andare a trovarla durante i suoi momenti più cupi.&nbsp;</p>



<p class="has-background" style="background-color:#e9dcc7">&nbsp;<strong>Mai un’ombra tra di loro, sempre luce e incanto.</strong>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/vita-sackville-west-ladorabile-creatura/">Vita Sackville-West, &#8220;l&#8217;adorabile creatura&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Elisabeth Bennet e la forza della dignità</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/elisabeth-bennet-e-la-forza-della-dignita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2022 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini che Amano le Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Darcy]]></category>
		<category><![CDATA[Elisabeth Bennet]]></category>
		<category><![CDATA[Jane Austin]]></category>
		<category><![CDATA[Orgoglio e pregiudizio]]></category>
		<category><![CDATA[uomini che amano le donne]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lerossediscendonodaigatti.blog/?p=2294</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Sono poche le&#160; persone a cui io voglio veramente bene e ancor meno sono quelle di cui io nutro una buona&#160;opinione” &#8211; Orgoglio e Pregiudizio, Jane Austen Che grinta Elisabeth Bennet, rivoluzionaria protagonista del celebre romanzo Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. La scrittrice è stata capace di dare vita con la sua penna, a &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/elisabeth-bennet-e-la-forza-della-dignita/"> <span class="screen-reader-text">Elisabeth Bennet e la forza della dignità</span> Leggi tutto »</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/elisabeth-bennet-e-la-forza-della-dignita/">Elisabeth Bennet e la forza della dignità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-style-large"><p>“Sono poche le&nbsp; persone a cui io voglio veramente bene e ancor meno sono quelle di cui io nutro una buona&nbsp;opinione” &#8211; Orgoglio e Pregiudizio, Jane Austen</p></blockquote>



<p class="has-background" style="background-color:#e9d6c5"><strong>Che grinta <em>Elisabeth Bennet</em>, rivoluzionaria protagonista del celebre romanzo Orgoglio e Pregiudizio di</strong><em><strong> Jane Austen</strong>.</em> La scrittrice è stata capace di dare vita con la sua penna, a un personaggio femminile fra i più iconici che la letteratura ci abbia donato, un concentrato di fiera dignità e impenitente audacia. </p>



<p>Il contesto è la rigida <strong>Inghilterra</strong> del diciottesimo secolo in cui la divisione in classi sociali era molto sentita e netta, la trama è incentrata sulle vicende della <strong>famiglia Bennet</strong>. Le cinque sorelle Bennet, <strong>Elizabeth</strong>, <strong>Jane</strong>, <strong>Lydia</strong>, <strong>Mary</strong> e<strong> Kitty</strong>, sono cresciute con una madre ansiosa di trovar loro un marito che possa garantire un futuro sicuro: ma, tra loro, Elizabeth aspira a vivere la sua vita fuori dai canoni imposti dalla società, le sue prospettive sono più ampie, ma soprattutto non sono stereotipate. </p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Qual è il tratto che distingue Elisabeth?</p>



<p>Che la mente di Elisabeth avesse una marcia in più, lo si evince dalle prime righe del romanzo. Il signor Bennet,&nbsp;in una conversazione con sua moglie nel primo capitolo, favorisce senza riserve Elizabeth rispetto alle sue altre quattro figlie. Lui dice:</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-style-large"><p>[le mie figlie] sono tutte sciocche e ignoranti come le altre ragazze; ma Lizzy ha qualcosa di più veloce delle sue sorelle.</p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="364" height="524" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/10/NZO.jpg" alt="" class="wp-image-2315" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/10/NZO.jpg 364w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/10/NZO-208x300.jpg 208w" sizes="(max-width: 364px) 100vw, 364px" /></figure></div>



<p class="has-background" style="background-color:#eaeeef">È evidente che il signor Bennet tenga molto all&#8217;intelletto umano, la “rapidità” della sua mente è la motivazione principale del perché preferisca Elisabeth alle altre figlie e come l’intelletto umano li accomuni: &#8220;Sciocco&#8221; e &#8220;ignorante&#8221; descrivono entrambi ciò che il signor Bennet crede sia la condizione debole e ignorante della mente femminile media (&#8220;come le altre ragazze&#8221;).&nbsp;Dunque<strong> le qualità di Elisabeth risiedono principalmente nella sua mente, </strong>sono le sue capacità intellettuali. Elisabeth ha un’intelligenza sarcastica, critica e cinica.&nbsp;<strong>La lingua di Elisabeth è&nbsp;impertinente, sempre pronta a farsi valere, anche con battute taglienti e non si lascia intimorire in presenza di nessuno e men che meno dell’inamidato Darcy</strong></p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Chi è Darcy?</p>



<p><strong>Darcy è l’aristocraticissimo nuovo arrivato nel&nbsp;</strong>Hertfordshire,&nbsp;<strong>&nbsp;in evidente disagio in un contesto che non ritiene all’altezza dei suoi blasonati natali.&nbsp;</strong>Viene colto di sorpresa dallo&nbsp;<strong>sguardo penetrante della borghese e agreste Elizabeth Bennet</strong>. E difatti si pone immediatamente sulla difensiva con una reazione al limite dell’offesa.&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-style-large"><p>È passabile ma non abbastanza per tentare un uomo come me”.</p></blockquote>



<p>Da questo momento, le pagine del romanzo diventeranno il campo di battaglia fra i due. Tra balli e scontri di personalità entrerà in scena una fra le più belle storie d’amore che siano mai state scritte, ma anche svelerà i tormenti interiori dell’animo di Darcy tra il desiderio di lasciarsi andare e le rigide convenzioni che frenano e ostacolano il suo comportamento.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-large"><p>&#8220;Avrei potuto perdonare la sua Vanità se non avesse mortificato la mia.“</p></blockquote>



<p>Non pensate tuttavia di trovarvi in presenza della classica storia d’amore, qui non ci sono smancerie, Elisabeth non è una donzella svenevole, non è accogliente a prescindere e non è una  principessa da salvare.  Elisabeth &#8211; Lizzy  è un’eroina moderna, è spigliata, povera sì,  ma piena di dignità. Incurante del giudizio altrui, <strong>non si lascia guidare dagli schemi sociali, ma è sempre fedele a se stessa, pur nel suo orgoglio e nella sua sofferenza. La sua lingua audace e acuta colpisce come una spada laddove occorra. </strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-large"><p>“Chi non cambia mai la propria opinione ha il dovere assoluto di essere sicuro di aver giudicato bene sin dal principio.”</p></blockquote>



<p class="has-background has-large-font-size" style="background-color:#e7dabc">LEGGI ANCHE <a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/anna-karenina-storia-di-un-amore-malsano/">ANNA KARENINA</a>,  STORIA DI UN AMORE MALSANO </p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Darcy si riscatta</p>



<p>Darcy, dalla débâcle del suo esordio, si riscatta pagina dopo pagina, rivelando un cuore di alto respiro, generoso e pronto ad aiutare chi ne ha più bisogno: un cavaliere senza macchia e senza peccato. Il suo agire misterioso lo rende ancora più affascinante conferendogli l’allure di bel tenebroso</p>



<p>Fra i due protagonisti si instaura un gioco d’amore doloroso ma costruttivo che porta i due personaggi incarnanti l’orgoglio e il pregiudizio verso la crescita. I pregiudizi iniziali diventano incerti,  man mano mutano, si trasformano fino a sgretolarsi. L’apparenza cade e lascia posto soltanto alla sostanza e alla forza dei loro sentimenti. E il finale è quello che tutti abbiamo desiderato leggendo le pagine di questa storia d&#8217;amore:&#8221; vissero felici e contenti&#8221;</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Il valore dell&#8217;autrice</p>



<p class="has-background" style="background-color:#eedcca">Jane Austen dipinge uno spaccato della società di campagna inglese dell’ &#8216;800, ne descrive le ipocrisie, le illusioni, le contraddizioni, attraverso personaggi ben studiati, come l&#8217;invidiosa sorella di Bingley, o, a livelli meno nobili, la madre arrivista di Elizabeth. Diverse qualità e difetti accompagnano ciascun personaggio per denunciare o biasimare determinati soggetti della vita reale attraverso l’uso della letteratura. Nessuno come Jane Austen ha saputo descrivere con acume l’aristocrazia del suo tempo.</p>



<p class="has-background has-large-font-size" style="background-color:#e8eef1">LEGGI ANCHE <a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/la-strega-di-kiev-anna-achmatova/">&#8220;LA STREGA DI KIEV: ANNA ACHMATOVA</a></p>



<p>©<a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/">leRossediscendonodaigatti</a> ©Immagine di Anteprima realizzata dall&#8217;ufficio  grafico di <a href="https://excaliburpromo.com">Excalibur Promo</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/elisabeth-bennet-e-la-forza-della-dignita/">Elisabeth Bennet e la forza della dignità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
