Il racconto dell’ancella (The Handmaid’s Tale, 1985)

Il romanzo distopico The Handmaid’s Tale (1985) della scrittrice canadese Margaret Atwood racconta una società futura chiamata Repubblica di Gilead, nata dopo un colpo di stato negli Stati Uniti. È una teocrazia totalitaria che usa un’interpretazione estrema della religione per controllare la società — e soprattutto il corpo delle donne.

La storia in breve

A causa di disastri ambientali e infertilità diffusa, le nascite diventano rarissime. Il regime decide quindi di ridimensionare e ridefinire le donne in ruoli rigidissimi:

  • Mogli → le consorti dei comandanti, appartenenti all’élite
  • Ancelle (Handmaids) → donne fertili costrette a procreare per i comandanti
  • Martha → domestiche
  • Zie (Aunts) → donne incaricate di educare e disciplinare le ancelle

La protagonista si chiama Offred (Of fred “di Fred”, cioè proprietà del comandante Fred). Il suo nome stesso indica che non è più una persona autonoma ma un possesso.

Una volta al mese le ancelle devono partecipare a una cerimonia rituale in cui il comandante tenta di fecondarle mentre la moglie assiste. È uno dei simboli più forti del romanzo: la riduzione del corpo femminile a funzione riproduttiva.

La figura femminile più interessante che rappresenta “l’ancella del patriarcato” da questo punto di vista è Aunt Lydia.

Chi è Aunt Lydia

È una delle “Zie”, le donne che addestrano le ancelle nei centri di rieducazione.

Il suo compito è convincere le altre donne che il sistema è giusto.

Come agisce

Aunt Lydia usa tre strategie tipiche del potere patriarcale interiorizzato

  1. Colpevolizzazione delle donne
    Sostiene che prima del regime le donne fossero responsabili della violenza subita perché “provocavano”.
  2. Educazione alla sottomissione
    Ripete alle ancelle che devono sentirsi privilegiate perché hanno uno scopo.
  3. Sorveglianza tra donne
    Le donne vengono addestrate a controllarsi e giudicarsi a vicenda.

Una delle sue frasi più note esprime proprio questa logica:

“La libertà da e la libertà di sono cose diverse.”

Con questo intende dire che il regime ha tolto la libertà personale ma ha dato “sicurezza” e “ordine” — un tipico argomento dei sistemi autoritari.

Perché il romanzo è diventato un simbolo femminista

Il libro è spesso citato nei dibattiti su:

  • controllo del corpo femminile
  • diritti riproduttivi
  • ruolo delle donne nei sistemi patriarcal

Per questo l’immagine delle ancelle con il mantello rosso è diventata un simbolo nelle proteste femministe contemporanee.

Stralci significativi

“Nolite te bastardes carborundorum.”

È il motto clandestino che significa: non lasciare che i bastardi ti schiaccino. Nel romanzo diventa un simbolo di resistenza femminile contro il sistema.

“Meglio non sapere troppo.”

Riflette il clima della Repubblica di Gilead: il potere si mantiene anche attraverso l’ignoranza imposta alle donne.

“Ora camminiamo in due, come ombre rosse.”

Descrive le ancelle vestite di rosso che devono muoversi sempre insieme, segno della sorveglianza e della perdita di individualità.

“Il nostro corpo non ci appartiene più”

Margaret Arwood con le “ancelle”

CURIOSITÀ

💡 Una curiosità interessante: Margaret Atwood ha sempre detto che nulla nel romanzo è completamente inventato. Ogni pratica descritta (controllo delle nascite, segregazione delle donne, teocrazie) è già esistita in qualche momento della storia. NON AVEVAMO ALCUN DUBBIO

©leRossediscendonodaigatti – Testo di Patrizia Zito.

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