<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Filosofia &#8211; le Rosse discendono dai Gatti</title>
	<atom:link href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/filosofia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog</link>
	<description>LeRossediscendonodaiGatti è un blog di approfondimento culturale. Ogni  argomento avrà una matrice comune che è la Donna e laddove saranno presenti gli uomini saranno soltanto quelli che “amano le donne”</description>
	<lastBuildDate>Sat, 25 Apr 2026 14:48:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.15</generator>

<image>
	<url>https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/05/cropped-48x48px_favicon-32x32.png</url>
	<title>Filosofia &#8211; le Rosse discendono dai Gatti</title>
	<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Le lettere di Rainer Maria Rilke alla &#8220;gatta narcisista&#8221;</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/le-lettere-di-rainer-maria-rilke-alla-gatta-narcisista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 09:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini che Amano le Donne]]></category>
		<category><![CDATA[la gatta narcisista]]></category>
		<category><![CDATA[Lou Andreas Salomé]]></category>
		<category><![CDATA[Rainer Maria Rilke]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lerossediscendonodaigatti.blog/?p=1219</guid>

					<description><![CDATA[<p>Così Freud amava chiamare colei che da allieva divenne una sua fidata collaboratrice e consigliera. Una delle donne che con il suo magnetismo fece capitolare la crème dei pensatori dell&#8217;epoca. Chi si cela dietro questo epiteto? Lou Andreas Salomè, dal nome evocativo e di fatto qualche testa l&#8217;ha fatta cadere anche lei, seppur in senso &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/le-lettere-di-rainer-maria-rilke-alla-gatta-narcisista/"> <span class="screen-reader-text">Le lettere di Rainer Maria Rilke alla &#8220;gatta narcisista&#8221;</span> Leggi tutto »</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/le-lettere-di-rainer-maria-rilke-alla-gatta-narcisista/">Le lettere di Rainer Maria Rilke alla &#8220;gatta narcisista&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Così Freud amava chiamare colei che da allieva divenne una sua fidata  collaboratrice e consigliera. Una delle donne che con il suo magnetismo fece capitolare la crème dei pensatori dell&#8217;epoca.</p>



<p class="has-text-color has-large-font-size" style="color:#a3000d">Chi si cela dietro questo epiteto?</p>



<p><strong>Lou Andreas Salomè,</strong> dal nome evocativo e di fatto qualche testa l&#8217;ha fatta cadere anche lei, seppur in senso simbolico.  Aristocratica russa<a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/anna-karenina-una-donna-scandalosa/"> (leggi anche Anna Karenina)</a> nasce a San Pietroburgo nel 1871,  donna dalla personalità eclettica, anticonformista, ribelle, indipendente, arguta. Amante della cultura, all&#8217;età di diciannove anni ha già acquisito la perfetta conoscenza di filosofia, letteratura e teologia. Chiunque la conoscesse finiva catturato dalla ragnatela del suo indiscusso fascino. Il primo fu il suo precettore che arrivò persino a rompere il matrimonio per chiedere la sua mano, ma in cambio ebbe il suo diniego.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/06/LouSalome.jpg" alt="" class="wp-image-1224" width="479" height="670" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/06/LouSalome.jpg 367w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/06/LouSalome-215x300.jpg 215w" sizes="(max-width: 479px) 100vw, 479px" /></figure></div>



<p class="has-text-color has-large-font-size" style="color:#a3000d">Il periodo romano</p>



<p>Ma è quando si trasferisce a Roma che la sua vita ha una svolta.<strong>&nbsp;</strong>Qui conosce lo scrittore e filosofo tedesco&nbsp;<em>Paul Rée&nbsp;</em>e&nbsp;<em>Friedrich Nietzsche </em>che la definì<em>&nbsp;</em>«acuta come un’aquila e coraggiosa come un leone» (l&#8217;aquila, il leone e il serpente, sono gli animali simbolo di <em>Così parlò Zarathustra</em>). I tre vanno a convivere insieme, dando vita ad un insolito <em>ménage à trois</em> di stampo filosofico, in cui regnava il libero pensiero ma anche il libero sesso, come testimonia una foto documentale del 1880 che ritrae i tre amici completamente nudi e in pose licenziose. Una coabitazione di menti libere e affini &#8211; situazione assolutamente inusuale per l&#8217;epoca  Tuttavia i due pensatori, come tutti gli uomini che Lou incontra nella vita, fraintendono il suo interesse intellettuale scambiandolo per condiscendenza sentimentale. Entrambi le chiederanno la mano ed entrambi saranno rifiutati. Nietzsche cade nello sconforto, abbandona la comune e si ritira a scrivere quello che lei gli aveva già ispirato: <em>Così parlò Zarathustra</em></p>



<p class="has-background" style="background-color:#eef0f1">Lou Andreas Salomé incarna l&#8217;immagine archetipica della dea Athena, ammalia qualunque artista, filosofo, poeta, per attingerne conoscenza, la sua caratteristica è una seduzione mentale,  unita a un&#8217;audacia di pensiero.  Non rifiuta i piaceri della carne ma li pone in secondo piano,  prendendo il massimo godimento dagli arrovellamenti intellettuali.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>&#8220;Non conformerò mai la mia vita a dei modelli, e non lo faccio per principio, </p><p>ma c&#8217;è qualcosa dentro di me che brucia e quel qualcosa sono io&#8221;</p><p>&#8211; Lou Andreas Salomé</p></blockquote>



<p>Persino quando deciderà di sposarsi con<em>&nbsp;</em>lo scrittore e filosofo <em>Friedrich Carl Andreas,</em> il loro sarà un matrimonio bianco. Il marito la presentò, dopo la scomparsa di lei nel 1937, nel suo saggio&nbsp;<em>My sister, my spose</em>&nbsp;con queste parole : «Fu un Faust in gonnella, poco interessata a gingillarsi con parole vuote. Quello che voleva era scoprire la forza nascosta che regge il mondo e ne guida la corsa: conoscerla, farla propria, amarla. »</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container"><iframe loading="lazy" title="Lou Andreas- Salomé, The Audacity To Be Free | Trailer | Cinema Libre" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/e722D0mnxnw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p class="has-text-color has-large-font-size" style="color:#a30009">Eppure arrivò chi la fece innamorare!&nbsp;</p>



<p class="has-background" style="background-color:#e8edef"><br>Nel 1897 Lou ebbe una relazione sentimentale con <strong>Rainer Maria Rilke</strong>, definito il più grande poeta di lingua tedesca, durante un periodo in cui la poesia rappresentava ancora il culmine delle arti letterarie. Il suo incontro con Lou Andreas Salomé, a detta di molti, ha rappresentato la sua rinascita d’uomo.<br>Si conobbero durante una rappresentazione teatrale ma ancor prima il poeta le aveva inviato, in forma anonima, alcune poesie. Lou riconobbe l&#8217;autore dalla grafia della prima lettera che Rilke le scrisse. Salomè era già sposata ed era più grande di lui di quattordici anni.</p>



<p>Con lui intrattenne una relazione abbastanza turbolenta che durò quattro anni e che per Rainer Maria Rilke si trasformò in dipendenza affettiva. Fecero insieme due viaggi: in Russia nel 1899 e nel 1900. Alla fine del secondo viaggio,  Lou sente la necessità di sciogliere un legame diventato per lei opprimente e debilitante, tuttavia il sentimento di natura unica che lega i due non viene mai meno per un quarto di secolo. Sul letto di morte Rilke, che è stato sempre in relazione epistolare con l&#8217;amica, indirizza le sue ultime parole all&#8217;ex amante, memore della promessa da questa fattagli di essere con lui &#8220;nell&#8217;ora peggiore&#8221;.  Il  biglietto che Lou scrive a Rilke il 13 dicembre 1926, due settimane prima di spegnersi, è un documento sconvolgente: </p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>«Vai incontro al tuo dio oscuro. Egli potrà per te quello che io non posso più: egli ti può consacrare al sole ed alla maturità» Lou Salomé &#8211; 13 dicembre 1926</p></blockquote>



<p>Molte delle lettere scambiate sono andate perdute; quelle di lei in numero maggiore. La perdita è grave non solo per il senso di discontinuità che può ingenerare il carteggio (sopperita, fortunatamente da passi di diari, lettere e opere di Lou) ma per la qualità dei messaggi di questa donna che nel frattempo era diventata da allieva a collaboratrice di Freud e psicanalista ella stessa.</p>



<p class="has-background has-large-font-size" style="background-color:#eae2b9">Leggi anche la storia d&#8217;amore del poeta <a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/una-musa-per-un-poeta-jane-cooney-baker-e-charles-bukowski/">Bukowski e della musa</a> che ha ispirato i suoi scritti più intensi</p>



<p class="has-text-color has-large-font-size" style="color:#a30012">Ed ecco una selezione dei loro scritti:</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="263" height="400" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/06/LaCorrispondenza_Rainer_LouSalome_5.jpg" alt="" class="wp-image-1225" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/06/LaCorrispondenza_Rainer_LouSalome_5.jpg 263w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/06/LaCorrispondenza_Rainer_LouSalome_5-197x300.jpg 197w" sizes="(max-width: 263px) 100vw, 263px" /></figure></div>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><br>«Lei ama le rose? Per me è come se sulla terra fiorissero tutte per Lei e grazie a Lei – ed è semplicemente una Sua benevola concessione se la primavera può conservarle e fingerle sue.»<br>(Rilke a Lou, Monaco, 3 giugno 1897)</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>«Ti ricordi ancora di Roma, cara Lou? Com’è nella tua memoria?Nella mia rimarranno un giorno solo le sue acque, queste limpide, stupende, mobili acque che vivono nelle sue piazze; e le sue scale, che sembrano modellate su acque cadenti, tanto stranamente un gradino scivola dall’altro come onda da onda; la festosità dei suoi giardini e la magnificenza delle grandi terrazze; e le sue notti, così lunghe, silenziose e colme di stelle.»<br>(Rilke a Lou, 3 novembre 1903)</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><br>«Questa gioia che aleggia sopra le tue lettere non è ancora scesa fino a te: ma è tua, e alla sua ombra ti riposerai di tutto ciò che fa male.»<br>(Lou a Rilke, Berlino, 7 Agosto 1903)</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><br>«Un giorno fra tanti anni tu capirai che cosa sei veramente per me. Ciò che una sorgente alpina è per l’assetato.»<br>(Rilke a Lou – Ibidem)</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><br>«Tu sei il mio giorno di festa. E quando in sogno vengo da te, porto sempre fiori tra i capelli. Vorrei metterti dei fiori tra i capelli. Quali? Nessuno è abbastanza semplice e commovente. Da quale maggio li prenderò?»<br>(Rilke a Lou – Ibidem)</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>«Di tutti i miei pensieri, infatti, quello per te è l’unico in cui trovo riposo, talvolta mi distendo completamente in esso e in quello dormo e da quello mi alzo…&nbsp;Cammini nel vento che trasforma il mondo.»<br>(Rilke a Lou – Roma, 3 Novembre 1903)</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><br>«…il rivedere te è l’unico ponte verso tutto ciò che sarà, tu lo sai, Lou.»<br>(Rilke a Lou – Brema, 7 Gennaio 1905)</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>«Fosti la più materna delle donne. Fosti un amico come lo sono gli uomini. Una donna, sotto il mio sguardo. E ancora più spesso una bambina. Fosti la più grande tenerezza che ho potuto incontrare. L’elemento più duro contro il quale ho lottato. Fosti il sublime che mi ha benedetto. E diventasti l’abisso che mi ha inghiottito». (Rilke a Lou, 1910)</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><br>«Tu mi hai regalato un frammento di vita e io ne avevo bisogno ancora più ardentemente di quanto tu non sappia.<br>Lou.»<br>(Lou a Rilke – Tutzing, 6 Giugno 1919)</p></blockquote>



<p class="has-background" style="background-color:#f6cf9d">Ah il potere delle parole! <em> Emily Dickinson</em> scrive: “Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere”.  Un&#8217;altra poetessa più contemporanea,  <em>Anne Sexton </em>scrive: “ Bisogna avere cura delle parole, le parole sono come le uova, una volta rotte non si possono più ricomporre”</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f6cf9d">E quali parole sono più forti e potenti di quelle scritte nelle lettere d&#8217;amore. Quando poi a scriverle sono i poeti, le parole sono perle di rara bellezza e manifattura.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/le-lettere-di-rainer-maria-rilke-alla-gatta-narcisista/">Le lettere di Rainer Maria Rilke alla &#8220;gatta narcisista&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Aspasia, la donna che governò Atene.</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/aspasia-la-donna-che-governo-atene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 07:06:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[amante di Pericle]]></category>
		<category><![CDATA[Aspasia]]></category>
		<category><![CDATA[etera]]></category>
		<category><![CDATA[filosofa]]></category>
		<category><![CDATA[Mileto]]></category>
		<category><![CDATA[Pericle]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lerossediscendonodaigatti.blog/?p=1510</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come fosse arrivata ad Atene questa donna, dotata di fascino e carisma non comuni e con un cervello politico di tutto rispetto, nessuno lo sa di preciso, e ancor meno come sia riuscita a divenire in breve tempo prima la concubina esclusiva e poi addirittura la moglie di Pericle. Di lei abbiamo notizie attraverso gli &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/aspasia-la-donna-che-governo-atene/"> <span class="screen-reader-text">Aspasia, la donna che governò Atene.</span> Leggi tutto »</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/aspasia-la-donna-che-governo-atene/">Aspasia, la donna che governò Atene.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Come fosse arrivata ad Atene questa donna, dotata di fascino e carisma non comuni e con un cervello politico di tutto rispetto, nessuno lo sa di preciso, e ancor meno come sia riuscita a divenire in breve tempo prima la concubina esclusiva e poi addirittura la moglie di Pericle.</p>



<p>Di lei abbiamo notizie attraverso gli storiografi Senofonte, Plutarco ma anche Aristofane, Platone e Socrate. Quest&#8217;ultimo l&#8217;ha definita “sua maestra” lodandone la saggezza e l&#8217;intuito politico.</p>



<p><strong>Aspasia di Mileto è uno dei personaggi più iconici del V secolo a.C. in Grecia in un contesto storico in cui l&#8217;unico ruolo della donna era quello di “ombra” del marito, lei si affermò come figura di spicco nel panorama culturale della democrazia ateniese</strong><em>.</em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="440" height="557" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/08/MarieBouliard-1794_Aspasia_painting.jpg" alt="" class="wp-image-1513" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/08/MarieBouliard-1794_Aspasia_painting.jpg 440w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/08/MarieBouliard-1794_Aspasia_painting-237x300.jpg 237w" sizes="(max-width: 440px) 100vw, 440px" /><figcaption>Aspasia, Marie Bouliard, 1794</figcaption></figure></div>



<p>Da Mileto, terra che aveva dato i natali ai primi filosofi Talete, Anassimandro e Anassimene,si era portata dietro lo spirito indagatore e libero, la capacità di spaziare con la mente e oltrepassare gli steccati del conformismo e della tradizione. Donne toste, le Milesie, e così Aspasia, il cui nome significa “colei che accoglie” (aspasios- da aspazesthai,&#8221;accogliere&#8221;), arrivata ad Atene, nella fulgida Atene del V secolo, non le passava neanche per l&#8217;anticamera del cervello di stare a casa a filare i pepli e ad accudire la famiglia, di non ricevere istruzione e di essere sottomessa al marito. Ad Aspasia la libertà le era più preziosa della vita. E allora sceglie di essere non moglie ma <em>etera</em>: libera protetta da un uomo libero, o magari da più d&#8217;uno.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>&#8220;per poter filosofare in libertà, aveva scelta la professione di etera” _Umberto Eco</em></p></blockquote>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30012"><em><strong>Chi erano le Etere?</strong></em></p>



<p>A differenza delle <em>pornai</em> (prostitute di basso ceto destinate a uomini volgari e senza potere), le etere appartenevano a una ristretta cerchia di cortigiane molto colte e rispettate per la loro saggezza. Nell&#8217;antica Grecia la professione delle etere era molto lontana dal concetto di prostituzione. Erano in realtà donne molto colte e sofisticate che offrivano agli uomini oltre al piacere dei sensi, un divertimento intellettuale. Erano le uniche donne veramente libere del tempo. Le etere, infatti, potevano uscire, partecipavano ai banchetti al fianco degli uomini e, addirittura, potevano ricevere in casa e se fossero state abbastanza fortunate avrebbero potuto essere mantenute da un uomo potente. I privilegi di cui godevano erano in netto contrasto con la situazione femminile dell&#8217;epoca, donne sottomesse e senza alcun grado culturale, fedeli, devote, capaci di accudire il marito e i figli e soprattutto silenziose.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30016"><strong>Aspasia e Pericle. Due parti della stessa mela</strong></p>



<p>Chissà come si incontrarono Aspasia e Pericle, entrambi belli, affascinanti e fieri, chissà chi avrà abbassato per prima lo sguardo. Eppure, per lei Pericle perse la testa, ne fece la sua concubina esclusiva, per poi lasciare la moglie legittima e unirsi in matrimonio con Aspasia nonostante fosse una straniera. Il concubinato ad Atene era una pratica ben vista, usuale, incoraggiata dalla società fortemente maschilista dell’epoca. La storica dell’antichità <em>Eva Cantarella</em> racconta che nella Grecia antica gli uomini potevano avere tre tipi di donne: moglie (per la discendenza preferibilmente di figli maschi), concubina (per le relazioni sessuali) ed etera (per il piacere, inteso però come soddisfazione generale di maggiore necessità). Pertanto, Pericle fu osteggiato non perché avesse un’amante bensì perché nutriva un sentimento d’amore autentico per una straniera tanto da abbandonare la moglie e convivere con lei.  <strong>Fu la sua saggia consigliera; lui governava in politica e lei la vita culturale.</strong> <strong>Mai Atene fu più splendida, era quella l&#8217;Atene di Fidia, di Socrate, di Platone, di Euripide.</strong></p>



<p><strong>Aristofane sosteneva ironicamente che fosse Aspasia a scrivere i discorsi di Pericle e a indirizzarne la politica </strong>come quando, ad esempio, Atene intervenne in una controversia tra la città di Samo e Mileto<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_di_Samo"> </a>schierandosi a favore di quest’ultima.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="800" height="427" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/08/aspasia.jpg" alt="" class="wp-image-1514" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/08/aspasia.jpg 800w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/08/aspasia-300x160.jpg 300w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/08/aspasia-768x410.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure></div>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>Una femminista ante litteram</strong></p>



<p>Condurre una vita libera e indipendente all&#8217;epoca significava andare incontro ad attacchi personali, difatti subì un processo per empietà in cui rischiò la pena di morte. Le accuse a cui Aspasia fu sottoposta erano finalizzate a coprirla d’infamia, ma l’obiettivo principale era, evidentemente quello di indebolire il potere politico di Pericle</p>



<p>Posso definirla una femminista ante litteram, incarnando il principio della “sorellanza” proprio dei nostri anni. Pensate che Aspasia fu insegnante di retorica e filosofia in uno dei più famosi circoli intellettuali di Atene! Con la sua &#8220;scuola” spiegava i principi dell&#8217;etica, dell&#8217;economia e soprattutto dell&#8217;arte erotica, per cui &#8220;l&#8217;amore&#8221; doveva essere il principio primo di tutte le cose. Insegnando la cultura alle giovani donne ateniesi, <strong>svolse un ruolo importante nell’emancipazione femminile e rivendicò la dignità delle donne in ogni suo discorso.</strong></p>



<p>Non si sa come morì, ma la scomparsa di Aspasia dalla scena ateniese, così come la sconfitta della città e la morte di Socrate, segnò la fine del secolo più brillante nella storia di Atene. Con lei spariva una grande personalità femminile, un esempio unico nella Grecia classica e non soltanto “l&#8217;amante straniera di Pericle”, come viene liquidata nei testi scolastici.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>Aspasia nella letteratura moderna</strong></p>



<p class="has-background" style="background-color:#eff3f4">Il nome di Aspasia è stato ripreso da <strong>Giacomo Leopardi</strong> nell&#8217;opera <strong>Ciclo di Aspasia</strong>, dedicata alla traumatica vicenda d&#8217;amore vissuta dal poeta per la nobildonna sposata <em>Fanny Targioni Tozzetti,</em> a cui il poeta fa riferimento utilizzando lo pseudonimo di Aspasia. Un totale di cinque componimenti che hanno come tematiche principali l&#8217;amore e la morte, il disincanto e la caduta delle illusioni.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>Aspasia e la Medea di Euripide. Similitudini</strong></p>



<p>Alcuni studiosi si sono domandati se sia possibile che Euripide abbia tratto ispirazione dall&#8217;Aspasia storica per rappresentare la sua più grande eroina tragica: <a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/medea-giasone-e-il-vello-doro-la-vendetta-distruttrice/">Medea.</a>( leggi l&#8217;articolo) </p>



<p>In effetti i trait d’union fra le due donne, storica e letteraria sono molti e congrui.</p>



<p><strong>H. Konish</strong>i sottolinea le caratteristiche comuni ad Aspasia e a Medea.</p>



<p>a) sono entrambe straniere in Atene, legate sentimentalmente al leader della città, e famose per la loro saggezza.</p>



<p>b) entrambe sono in esilio dalla loro patria.</p>



<p>c) entrambe hanno figli illegittimi minacciati dalla presenza di eredi legittimi.</p>



<p><em>H. Konishi&nbsp;&nbsp;&nbsp;parte dal presupposto che il pubblico delle rappresentazioni tragiche doveva avere ben presenti i fatti di politica contemporanea avvenuti nella primavera del 431 a. C., quando la Medea venne rappresentata per la prima volta.&nbsp;&nbsp;La preoccupazione per la guerra imminente era sicuramente dominante in ogni spettatore. Pericle era bersaglio da parte dell&#8217;opposizione per la sua intransigente decisione di muovere guerra a Sparta, ed era stato duramente attaccato tramite i processi a persone del suo entourage, Anassagora, Fidia e Aspasia. Quest&#8217;ultima si trovava dunque nell&#8217;occhio del ciclone, additata come colei che ha sobillato l&#8217;idea di muovere guerra a Sparta.&nbsp;&nbsp;Come non pensare, allora, che l&#8217;eroina perseguitata protagonista della tragedia di Euripide non prendesse spunto dalle vicissitudini di un personaggio reale?</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/aspasia-la-donna-che-governo-atene/">Aspasia, la donna che governò Atene.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Andrè Gorz e Dorine Keir. Uniti in vita e in morte</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/andre-gorz-e-dorine-keir-uniti-in-vita-e-in-morte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2025 16:46:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini che Amano le Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Andrè Gorz]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lerossediscendonodaigatti.blog/?p=1706</guid>

					<description><![CDATA[<p>Eros e Thanatos, ἔρως καὶ θάνατος, non soltanto due divinità greche, bensì due facce della stessa medaglia; per Freud, pulsione di vita versus pulsione di morte, due forze primordiali indissolubilmente legate l&#8217;uno all&#8217;altra. Il “Vivente” e il “Morente”, oggetto di interesse fin dall&#8217;antichità. Shakespeare lo racconta nel suo dramma letterario “Romeo e Giulietta”, intriso di pathos erotico su &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/andre-gorz-e-dorine-keir-uniti-in-vita-e-in-morte/"> <span class="screen-reader-text">Andrè Gorz e Dorine Keir. Uniti in vita e in morte</span> Leggi tutto »</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/andre-gorz-e-dorine-keir-uniti-in-vita-e-in-morte/">Andrè Gorz e Dorine Keir. Uniti in vita e in morte</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Eros e Thanatos, ἔρως καὶ θάνατος,</strong> non <strong> </strong>soltanto due divinità greche, bensì due facce della stessa medaglia; per Freud, pulsione di vita <em>versus </em>pulsione di morte, due forze primordiali indissolubilmente legate l&#8217;uno all&#8217;altra. Il “Vivente” e il “Morente”, oggetto di interesse fin dall&#8217;antichità. Shakespeare lo racconta nel suo dramma letterario “Romeo e Giulietta”, intriso di pathos erotico su cui si abbatte il manto nero della morte, colpendo i due giovani amanti nel loro desiderio sessuale più intenso, forte della loro esuberanza giovanile; il più dilagante trionfo di vita e dei sensi perduto per sempre e irrimediabilmente.</p>



<p><br>Amori indissolubili e che ineluttabilmente sono uniti in vita così in morte. Una storia che mi ha fatto sorgere una particolare inquietudine, seppur invasa da una dolcezza infinita è quella che vede protagonisti il <em>maître à penser</em> <strong>André Gorz e la moglie Dorine</strong> <strong>Keir,</strong>  quest&#8217;ultima sofferente da tempo a causa di una grave malattia degenerativa.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>“<em>Stai per compiere ottantadue anni. Sei rimpicciolita di sei centimetri, non pesi che quarantacinque chili e sei sempre bella, elegante e desiderabile. Sono cinquantotto anni che viviamo insieme e ti amo più che mai. Porto di nuovo in fondo al petto un vuoto divorante che solo il calore del tuo corpo contro il mio riempie&#8230;. La notte vedo talvolta la figura di un uomo che, su una strada vuota e in un paesaggio deserto, cammina dietro un carro funebre. Quest&#8217; uomo sono io. Sei tu, che il carro funebre trasporta. Non voglio assistere alla tua cremazione; non voglio ricevere un vaso con le tue ceneri&#8230; Spio il tuo respiro, la mia mano ti sfiora. Ciascuno di noi vorrebbe non dover sopravvivere alla morte dell&#8217;altro. Ci siamo spesso detti che se, per assurdo, avessimo una seconda vita, vorremmo trascorrerla insieme”</em></p></blockquote>



<p>Queste parole chiudono la lettera a Dorine; dopo qualche giorno sono stati ritrovati distesi l&#8217;uno accanto all&#8217; altro nella loro casa ottocentesca di Vosnon, vicino a Troyes, nell&#8217;’Aube. Si erano suicidati iniettandosi un farmaco letale. L’amore per Dorine era la sua vita, l&#8217;amore per Dorine era il suo </p>



<p>Tutto.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/andre-gorz-e-dorine-keir-uniti-in-vita-e-in-morte/">Andrè Gorz e Dorine Keir. Uniti in vita e in morte</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Slogan dell&#8217;antica Grecia. “καλός καὶ ἀγαθός” bello e valoroso</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/slogan-dellantica-grecia-%ce%ba%ce%b1%ce%bb%cf%8c%cf%82-%ce%ba%ce%b1%e1%bd%b6-%e1%bc%80%ce%b3%ce%b1%ce%b8%cf%8c%cf%82-bello-e-valoroso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2025 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[eroi greci]]></category>
		<category><![CDATA[Kalòs Kai agathòs]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lerossediscendonodaigatti.blog/?p=926</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mi risuonano ancora nelle orecchie le parole della mia meravigliosa Insegnante di latino e greco … “l&#8217;eroe greco è sempre bello e valoroso,&#160;καλός καὶ ἀγαθός.” La bellezza nella cultura greca arcaica è concepita come un valore assoluto donato dagli dei all&#8217;uomo e spesso associato alle imprese di guerra dell&#8217;eroe e doveva corrispondere ad alcuni canoni: &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/slogan-dellantica-grecia-%ce%ba%ce%b1%ce%bb%cf%8c%cf%82-%ce%ba%ce%b1%e1%bd%b6-%e1%bc%80%ce%b3%ce%b1%ce%b8%cf%8c%cf%82-bello-e-valoroso/"> <span class="screen-reader-text">Slogan dell&#8217;antica Grecia. “καλός καὶ ἀγαθός” bello e valoroso</span> Leggi tutto »</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/slogan-dellantica-grecia-%ce%ba%ce%b1%ce%bb%cf%8c%cf%82-%ce%ba%ce%b1%e1%bd%b6-%e1%bc%80%ce%b3%ce%b1%ce%b8%cf%8c%cf%82-bello-e-valoroso/">Slogan dell&#8217;antica Grecia. “καλός καὶ ἀγαθός” bello e valoroso</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Mi risuonano ancora nelle orecchie le parole della mia meravigliosa Insegnante di latino e greco … “l&#8217;eroe greco è sempre bello e valoroso,&nbsp;<strong>καλός καὶ ἀγαθός.”</strong></em></p>



<p><em>La bellezza nella cultura greca arcaica è concepita come un valore assoluto donato dagli dei all&#8217;uomo e spesso associato alle imprese di guerra dell&#8217;eroe e doveva corrispondere ad alcuni canoni: erano considerate belle, le persone alte e dalla pelle chiara.&nbsp;</em></p>



<p><em>L&#8217;aspetto fisico&nbsp;</em>era posto sullo stesso piano di quello morale e l’uno non era completo senza l’altro; la forza, la bellezza e l’armonia erano virtù di una persona almeno quanto l’intelligenza e la bontà d’animo.</p>



<p>Tutti gli eroi epici, da Omero in poi, vengono presentati come&nbsp;<em>kalòi kai agathòi&nbsp;</em>e in ogni poema sono presenti gare sportive la cui vittoria dà ai protagonisti lo stesso prestigio di una vittoria in una battaglia. L<em>’ideale aristocratico della <strong>kalokagathia</strong>&#8211;&nbsp;termine che origina dalla sostantivizzazione degli aggettivi: καλός κἀγαθός, (kalòs kagathòs), crasi di καλὸς καὶ ἀγαθός, &#8211;&nbsp;significava infatti che l’essere “buono” nel concetto di valoroso, ben nato, ben educato, non poteva essere disgiunto dall’esser bello, ossia armonioso, nobile, splendente di gloria. <strong>Gli dei, i semidei, gli eroi, gli uomini che il mito e la storia ci tramandano, che la poesia e la scultura  ci consegnano, sono belli perché, nel loro corpo, c&#8217;è la scintilla divina del mondo.</strong></em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/05/450px-Apollo_Belvedere_3.jpg" alt="" class="wp-image-928" width="427" height="569" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/05/450px-Apollo_Belvedere_3.jpg 450w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/05/450px-Apollo_Belvedere_3-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 427px) 100vw, 427px" /><figcaption>Apollo Del Belvedere, 350 a.C.</figcaption></figure></div>



<p class="has-background" style="background-color:#f2f4f4"><em><strong>La&nbsp;kalokagathia&nbsp;dunque rappresenta la concezione greca del bene connessa all&#8217;azione dell&#8217;uomo e sostiene quindi che vi sia una complementarità tra &#8220;bello&#8221; e &#8220;buono&#8221;:&nbsp;ciò che è bello non può non essere buono e ciò che è buono è necessariamente bello.&nbsp;</strong></em></p>



<p class="has-text-color has-large-font-size" style="color:#a30009">L&#8217;Estetica che non può scindere dall&#8217;Etica</p>



<p><em>Anche la politica era permeata di bellezza; per i&nbsp;<strong>Sofisti</strong>&nbsp;nella seconda metà del V secolo ad Atene, l&#8217;intellettuale dominante nella carriera politica e oratoria, veniva definito con questa espressione alla quale si dava la connotazione di valore morale di virtù e giustizia.</em></p>



<p><em><strong>Platone </strong>scriveva </em></p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>“&nbsp;La potenza del bene si è rifugiata nella natura del bello”.</em></p></blockquote>



<p><em> E sempre per Platone è un ideale aristocratico che distingue il sapiente dalla massa incolta. Il concetto ha cavalcato i secoli e lo ritroviamo in&nbsp;<strong>Kant</strong>,&nbsp;convinto che il bello fosse il simbolo del bene etico. E ancora <strong>Giuseppe Gioacchino</strong> <strong>Belli&nbsp;</strong>sostiene che&nbsp;</em></p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>“Dio stesso, ch&#8217;è un pozzo de saviezza, la madre che pijò, la vorze bella”.</em></p></blockquote>



<p><em>Triste riflettere come oggi in Italia, nazione che ha perseguito questo aspetto nell’arte, e che ospita i 2/3 del patrimonio culturale e artistico del mondo, abbia instaurato un modo di pensare decadente che è lontano anni luce dal concetto di&nbsp;kalòs kai agathòs. Ancora oggi si trovano persone che, essendo invidiose e frustrate, vorrebbero tutti poveri, brutti e infelici, per usare un termine greco, Kakòv (brutto e cattivo)</em></p>



<p><br><em>Mai quanto oggi, in un periodo storico difficile in cui si mortifica  l’anima e si mistifica l’etica, per sopravvivere ci vuole tanta ma tanta <strong>Bellezza.</strong></em></p>



<p class="has-small-font-size"><strong>©LeRossediscendonodaigatti &#8211; Testo di Patrizia Zito &#8211; Immagine di Anteprima realizzata dall&#8217;ufficio grafico di Excalibur Promo </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/slogan-dellantica-grecia-%ce%ba%ce%b1%ce%bb%cf%8c%cf%82-%ce%ba%ce%b1%e1%bd%b6-%e1%bc%80%ce%b3%ce%b1%ce%b8%cf%8c%cf%82-bello-e-valoroso/">Slogan dell&#8217;antica Grecia. “καλός καὶ ἀγαθός” bello e valoroso</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ayn Rand: la filosofa individualista</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/ayn-rand-la-filosofa-individualista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 May 2025 17:37:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Ayn Rand]]></category>
		<category><![CDATA[filosofa]]></category>
		<category><![CDATA[oggettivismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lerossediscendonodaigatti.blog/?p=2858</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 2 febbraio 1905 nasceva a San Pietroburgo una donna destinata a scuotere le coscienze: Alisa Zinov&#8217;evna Rozenbaum, meglio conosciuta come Ayn Rand, filosofa e scrittrice di origine russa, naturalizzata statunitense, dove emigrò nel 1926 per fuggire alla repressione e alle difficoltà economiche dell’Unione Sovietica dopo la Rivoluzione russa. Il suo pensiero avrebbe lasciato un &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/ayn-rand-la-filosofa-individualista/"> <span class="screen-reader-text">Ayn Rand: la filosofa individualista</span> Leggi tutto »</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/ayn-rand-la-filosofa-individualista/">Ayn Rand: la filosofa individualista</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-background" style="background-color:#ece5c6">Il 2 febbraio 1905 nasceva a San Pietroburgo una donna destinata a scuotere le coscienze: <strong>Alisa Zinov&#8217;evna Rozenbaum, meglio conosciuta come Ayn Rand, </strong>filosofa e scrittrice di origine russa, naturalizzata statunitense, dove emigrò nel 1926 per fuggire alla repressione e alle difficoltà economiche dell’Unione Sovietica dopo la Rivoluzione russa. Il suo pensiero avrebbe lasciato un segno indelebile nel mondo della letteratura e della filosofia, a lei si deve infatti la corrente chiamata <strong>Oggettivismo.</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="304" height="190" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2025/01/WritersLife_CourseTile_Desktop_Regular_304x190.jpg" alt="" class="wp-image-2861" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2025/01/WritersLife_CourseTile_Desktop_Regular_304x190.jpg 304w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2025/01/WritersLife_CourseTile_Desktop_Regular_304x190-300x188.jpg 300w" sizes="(max-width: 304px) 100vw, 304px" /></figure></div>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Opere principali </p>



<p><em>Rand</em> è nota soprattutto per due romanzi che uniscono narrazione epica e temi filosofici:</p>



<ol type="1"><li><strong>&#8220;La fonte meravigliosa&#8221;</strong>&nbsp;(<em>The Fountainhead</em>, 1943). Questo romanzo segue la vita di Howard Roark, un giovane e ambizioso architetto che lotta contro il conformismo e le pressioni sociali per mantenere la sua integrità creativa. La storia esalta l&#8217;individualismo e la ricerca della realizzazione personale.</li><li><strong>&#8220;La rivolta di Atlante&#8221;</strong>&nbsp;(<em>Atlas Shrugged</em>, 1957). Considerato il suo capolavoro, un tomo con più di 645. 000 parole nella versione inglese, una lunga e complessa opera che esplora il ruolo del capitalismo, della libertà individuale e dell&#8217;innovazione nel progresso umano. Il romanzo introduce il concetto de &#8220;Lo spirito dell&#8217;uomo&#8221; come motore del mondo e critica fortemente l&#8217;interventismo statale e il collettivismo.</li></ol>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="279" height="181" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2025/01/images.jpeg" alt="" class="wp-image-2860"/></figure></div>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>“Quando ti renderai conto che, per produrre, devi ottenere l’autorizzazione da coloro che non producono nulla; quando vedrai che il denaro scorre verso chi non commercia beni, ma favori; quando ti accorgerai che molti si arricchiscono tramite la corruzione e le influenze, piuttosto che con il proprio lavoro, e che le leggi non ti proteggono da loro, ma anzi, sono loro ad essere protetti contro di te; quando scoprirai che la corruzione è premiata e l’onestà diventa un sacrificio personale, allora potrai affermare, senza timore di sbagliarti, che la tua società è condannata.&#8221;</p><cite>Ayn Rand, La rivolta di Atlantide, 1957</cite></blockquote>



<p class="has-text-align-left has-background" style="background-color:#e8ebec"><strong>La citazione evidenzia la visione di <em>Rand </em>sulla necessità di un sistema che valorizzi la libertà individuale e la meritocrazia, senza interferenze indebite da parte dello Stato o di poteri corrotti.</strong> <strong>Questo passaggio cattura l&#8217;essenza della sua critica al collettivismo, alla corruzione politica e al  declino di una società in cui la produttività e l&#8217;onestà vengono ostacolate da sistemi ingiusti. </strong>Nel contesto del romanzo, <em>Rand</em> descrive una società distopica in cui gli imprenditori e i creativi, i &#8220;motori del mondo&#8221;, stanchi di essere sfruttati, si ritirano dal mondo, portandolo al collasso. Questo romanzo è un&#8217;allegoria del suo disprezzo per l&#8217;intervento statale e la redistribuzione della ricchezza schiacciati da una cultura di dipendenza, regolamentazioni oppressive e favoritismi politici. <strong>Il messaggio centrale del testo è una denuncia contro la corruzione e l&#8217;inefficienza dei sistemi che premiano l&#8217;ingiustizia e puniscono l&#8217;iniziativa individuale.</strong></p>



<p class="has-background has-large-font-size" style="background-color:#eadccb">LEGGI ANCHE <a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/antinea-la-misteriosa-regina-di-atlantide-dal-mito-di-platone-a-toto/">ANTINEA, LA MISTERIOSA REGINA DI ATLANDIDE</a></p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Ecco alcuni punti chiave del pensiero filosofico di<strong> Ayn Rand</strong></p>



<p><strong>1. Oggettivismo</strong></p>



<p>L&#8217;oggettivismo è il sistema filosofico che Rand ha creato e che si basa su quattro pilastri fondamentali:</p>



<ul><li><strong>Metafisica</strong>: La realtà è oggettiva, indipendente dalla percezione o dalle emozioni umane. Esiste come è, e non può essere alterata dai desideri o dalle convinzioni soggettive.</li><li><strong>Epistemologia</strong>: La ragione è il solo mezzo per acquisire conoscenza. <em>Rand </em>rigetta ogni forma di misticismo, fede o intuizione come fonte valida di sapere.</li><li><strong>Etica</strong>: L&#8217;individualismo è il principio fondamentale. L&#8217;uomo deve perseguire il proprio interesse razionale e considerare il proprio bene come il valore supremo.</li><li><strong>Capitalismo laissez-faire</strong> : <em>Rand</em> promuove un&#8217;economia basata sulla libera impresa e sui diritti individuali, opponendosi a ogni forma di collettivismo o intervento statale.</li></ul>



<p><strong>2. Individualismo e Egoismo Razionale</strong></p>



<p><em>Rand </em>riteneva che l&#8217;individuo fosse l&#8217;unità fondamentale della società. La sua etica si basa sull&#8217;idea di&nbsp;<strong>&#8220;egoismo razionale&#8221;</strong>, ovvero il perseguimento razionale del proprio interesse personale. Questo non significa agire in modo arbitrario o dannoso per gli altri, ma vivere una vita coerente con i propri valori e scopi. Per<em> Rand</em>, sacrificare se stessi per gli altri (altruismo) o sacrificare gli altri per se stessi (parassitismo) sono entrambe forme di immoralità.</p>



<p><strong>3. Critica dell&#8217;Altruismo e del Collettivismo</strong></p>



<p><em>Rand</em> ha criticato aspramente l&#8217;altruismo come filosofia che pone il benessere degli altri al di sopra del proprio. Secondo <em>Rand</em>, questa visione distrugge l&#8217;individuo e lo rende uno strumento per scopi esterni. Allo stesso modo, condannava il collettivismo, cioè qualsiasi ideologia che subordinasse l&#8217;individuo al gruppo, alla società o allo Stato.</p>



<p><strong>4. L’Arte e l’Estetica</strong></p>



<p>Per <em>Rand</em>, l&#8217;arte ha un ruolo fondamentale come mezzo per concretizzare e comunicare una visione del mondo. Il suo stile letterario è definito &#8220;realismo romantico&#8221;, in cui i protagonisti incarnano gli ideali più alti dell&#8217;individualismo, della razionalità e della produttività.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>Influenza e Critiche</strong></p>



<p>L&#8217;influenza di Ayn Rand è notevole, specialmente negli Stati Uniti, dove ha ispirato movimenti libertari e conservatori. Tuttavia, il suo pensiero è stato anche aspramente criticato:</p>



<ul><li>I critici sostengono che il suo individualismo radicale porti a un eccesso di egoismo e manchi di empatia verso chi è in difficoltà.</li><li>Il suo rifiuto totale dell&#8217;altruismo e delle politiche sociali è stato considerato da molti irrealistico e insostenibile.</li></ul>



<p class="has-background" style="background-color:#e7d9be">In sintesi, Ayn Rand ha proposto una visione del mondo che celebra la ragione, la libertà individuale e il capitalismo, ma che allo stesso tempo rigetta ogni forma di sacrificio personale o collettivismo. La sua filosofia rimane una fonte di dibattito, ammirata da alcuni come un baluardo della libertà personale e criticata da altri come eccessivamente rigida e anti-umanista.</p>



<p class="has-background has-large-font-size" style="background-color:#c8d3da">LEGGI ANCHE <a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/eva-kant-inconsapevole-femminista/">EVA KANT, INCONSAPEVOLE FEMMINISTA</a></p>



<p class="has-small-font-size"><strong>©LeRossediscendonodaigatti &#8211; Immagine di Anteprima realizzata dall&#8217;ufficio grafico di Excalibur Promo</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/ayn-rand-la-filosofa-individualista/">Ayn Rand: la filosofa individualista</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Grete Hermann. La brillante Matematica che ha superato i confini del tempo.</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/grete-hermann-la-brillante-matematica-che-ha-superato-i-confini-del-tempo-2-marzo-1901-brema-15-aprile-1984-brema/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 09:58:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Grete Hermann]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lerossediscendonodaigatti.blog/?p=2587</guid>

					<description><![CDATA[<p>Grete Hermann, ( 2 marzo 1901 Brema &#8211; 15 aprile 1984 Brema) è stata una matematica e filosofa straordinaria il cui lavoro ha aperto nuove prospettive nella logica matematica, nell&#8217;intelligenza artificiale e nella filosofia della scienza. La sua intuizione e la sua visione hanno anticipato molte delle idee che sono state sviluppate negli anni successivi, &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/grete-hermann-la-brillante-matematica-che-ha-superato-i-confini-del-tempo-2-marzo-1901-brema-15-aprile-1984-brema/"> <span class="screen-reader-text">Grete Hermann. La brillante Matematica che ha superato i confini del tempo.</span> Leggi tutto »</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/grete-hermann-la-brillante-matematica-che-ha-superato-i-confini-del-tempo-2-marzo-1901-brema-15-aprile-1984-brema/">Grete Hermann. La brillante Matematica che ha superato i confini del tempo.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-background" style="background-color:#efebe1"><strong>Grete Hermann,</strong> ( 2 marzo 1901 Brema &#8211; 15 aprile 1984 Brema)  è stata una matematica e filosofa straordinaria il cui lavoro ha aperto nuove prospettive nella logica matematica, nell&#8217;intelligenza artificiale e nella filosofia della scienza. La sua intuizione e la sua visione hanno anticipato molte delle idee che sono state sviluppate negli anni successivi, dimostrando la sua genialità e la sua capacità di andare oltre i confini del tempo. Nonostante i suoi notevoli contributi, Grete Hermann è rimasta relativamente sconosciuta al di fuori degli ambienti accademici durante la sua vita. Solo dopo la sua morte, avvenuta nel 1984, il suo lavoro ha iniziato ad essere riconosciuto a livello internazionale. Oggi, il suo nome è associato a importanti teoremi matematici e al pionierismo nell&#8217;intelligenza artificiale e nella fisica quantistica.  L&#8217;eredità di Grete Hermann continua a ispirare e influenzare le future generazioni di matematici e scienziati.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="847" height="272" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/05/Grete_Henry-Hermann_sd.jpeg" alt="" class="wp-image-2593" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/05/Grete_Henry-Hermann_sd.jpeg 847w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/05/Grete_Henry-Hermann_sd-300x96.jpeg 300w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/05/Grete_Henry-Hermann_sd-768x247.jpeg 768w" sizes="(max-width: 847px) 100vw, 847px" /></figure></div>



<p class="has-background has-large-font-size" style="background-color:#d8eaad">LEGGI ANCHE <a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/cecilia-payne-una-scienziata-cancellata-dai-libri-di-scuola/">CECILIA PAYNE</a>. UNA SCIENZIATA CANCELLATA DAI LIBRI DI SCUOLA </p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>Gioventù e Formazione</strong></p>



<p>Nasce a Brema da una famiglia di intellettuali, Hermann  sin da bambina dimostra un talento precoce per le materie scientifiche e matematiche,  frequenta la prestigiosa Università di Göttingen, sotto la guida di noti professori. Durante gli anni universitari, Hermann matura uno spiccato interesse  per la logica matematica e la filosofia della scienza, tematiche sulle quali confluirà il suo lavoro futuro.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>Contributi alla logica matematica </strong></p>



<p>Dopo aver completato il suo dottorato di ricerca nel 1926, Hermann ha iniziato a concentrarsi sulla logica matematica. Ha sviluppato importanti teoremi nel campo, tra cui <strong>il teorema di Hermann-Mauger, sulle  proprietà delle relazioni di equivalenza.</strong> Il suo lavoro ha gettato le basi per ulteriori ricerche nel campo della teoria degli insiemi e delle relazioni.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>Contributi alla fisica quantistica</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="424" height="608" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/05/9788837229726_0_424_0_75.jpeg" alt="" class="wp-image-2592" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/05/9788837229726_0_424_0_75.jpeg 424w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/05/9788837229726_0_424_0_75-209x300.jpeg 209w" sizes="(max-width: 424px) 100vw, 424px" /></figure></div>



<p class="has-background" style="background-color:#eae1cd">Grete Hermann concentrò le sue ricerche sui fondamenti filosofici e sulla causalità della meccanica quantistica. Il suo punto di partenza fu la ricerca di parametri aggiuntivi per trovare una via d’uscita all’imprevedibilità nelle misurazioni di oggetti microfisici. <strong> Capì che nella teoria quantistica postulata nel 1932 da&nbsp;John von Neumann c&#8217;era un errore nel sistema,  nel 1935 pubblicò uno studio in cui motivava e provava il suo punto di vista. L&#8217;approccio filosofico di Hermann, che da molti colleghi fu ritenuto oltraggioso, soprattutto perché formulato da una donna, puntava invece a offrire un nuovo approccio per comprendere la relazione causa-effetto in fisica. Solo  trent&#8217;anni dopo, nel 1966, grazie agli studi di John Bell fu confermata dalla comunità scientifica, l&#8217;esistenza di una &#8220;<em>variabile nascosta&#8221;</em> nella Meccanica dei Quanti.</strong> </p>



<p></p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>Contributi all&#8217;Intelligenza Artificiale</strong></p>



<p class="has-background" style="background-color:#ebf0f3"> Uno dei contributi più noti di Grete Hermann riguarda il suo lavoro pionieristico nell&#8217;intelligenza artificiale. Nel 1935, Hermann ha scritto un articolo intitolato <em>&#8220;La macchina di calcolo come strumento di ricerca scientifica&#8221;,</em> in cui ha esplorato le possibilità dell&#8217;automazione dei calcoli matematici. In questo articolo, ha discusso dell&#8217;idea che le macchine di calcolo avrebbero potuto superare l&#8217;abilità umana nella risoluzione di problemi complessi.</p>



<p class="has-background" style="background-color:#ebf0f3">Le sue intuizioni sull&#8217;intelligenza artificiale sono state notevoli per l&#8217;epoca e hanno anticipato molte delle idee che sono state sviluppate decenni dopo. Ad esempio, Hermann ha riconosciuto l&#8217;importanza dell&#8217;algoritmo diagnostico e ha proposto che le macchine potessero essere utilizzate per l&#8217;analisi di dati complessi. Queste idee sono diventate fondamentali nello sviluppo dei moderni sistemi di intelligenza artificiale.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>Filosofia della Scienza</strong></p>



<p><strong>Oltre alla sua attività accademica nel campo della matematica, Grete Hermann ha anche contribuito alla filosofia della scienza. Ha scritto diversi saggi sulla natura della realtà scientifica e sul ruolo delle teorie scientifiche nella spiegazione del mondo naturale. Hermann ha sostenuto che la scienza non dovrebbe essere solo una questione di calcoli e formule, ma dovrebbe anche prendere in considerazione gli aspetti filosofici e interpretativi.</strong></p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>Impegno politico e sociale</strong></p>



<p class="has-background" style="background-color:#ecd8d3">Quando&nbsp;Hitler salì al potere,<strong> Grete Hermann</strong> <strong>partecipò al movimento clandestino contro i nazisti </strong>e prese parte all’Internazionale Socialista (ISK),  con la pedagoga <em>Minna Spech</em>t crea un movimento educativo in opposizione al nazismo. Costretta a lasciare  la Germania, si rifugiò prima in Danimarca, poi in&nbsp;Francia e in Inghilterra.  A Londra sposò per convenienza Edward Henry nel 1938, ottenendo la cittadinanza inglese,  matrimonio che le impedì  di essere perseguitata per motivi politici&nbsp;e mandata nei campi di concentramento. Dopo la guerra,&nbsp;<strong>rientrata in Germania si dedicò a un progetto rivoluzionario, la creazione di una&nbsp;scuola&nbsp;per formare persone consapevoli</strong>. <strong>Nella sua scuola metteva in atto il metodo socratico o maieutico, basato sul dialogo in cui ognuno sperimentava le proprie capacità per una crescita  evolutiva. Un progetto illuminato che sarebbe utile e auspicabile anche ai giorni nostri.</strong></p>



<p class="has-medium-font-size">Grete Hermann è stata una donna meravigliosa, capace di comprendere l&#8217;importanza della filosofia per far evolvere le menti, è riuscita ad applicarla alla scienza, grande amore della sua vita, realizzando un unicum nel mondo accademico scientifico.</p>



<p class="has-small-font-size"><strong>Riproduzione Riservata: testi di Patrizia Zito. Immagine di Anteprima realizzata dall&#8217;ufficio grafico di Excalibur Promo </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/grete-hermann-la-brillante-matematica-che-ha-superato-i-confini-del-tempo-2-marzo-1901-brema-15-aprile-1984-brema/">Grete Hermann. La brillante Matematica che ha superato i confini del tempo.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ego e dintorni</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/ego-e-dintorni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2023 07:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri e Parole]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lerossediscendonodaigatti.blog/?p=2599</guid>

					<description><![CDATA[<p>SULL&#8217;EGO Si parla spesso dell&#8216;Ego connotandolo di una accezione negativa, come se fosse qualcosa da eliminare. Ed effettivamente spesso è così, rappresenta quella parte di noi che affermandosi individualmente, ci separa dalle altre persone ma soprattutto da noi stessi. In realtà l&#8217;Ego non è positivo né negativo. È solo il modo in cui lo utilizziamo &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/ego-e-dintorni/"> <span class="screen-reader-text">Ego e dintorni</span> Leggi tutto »</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/ego-e-dintorni/">Ego e dintorni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>SULL&#8217;EGO</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="536" height="875" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/05/9788833904795_0_536_0_75.jpeg" alt="" class="wp-image-2610" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/05/9788833904795_0_536_0_75.jpeg 536w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/05/9788833904795_0_536_0_75-184x300.jpeg 184w" sizes="(max-width: 536px) 100vw, 536px" /></figure></div>



<p>Si parla spesso dell<strong>&#8216;Ego</strong> connotandolo di una accezione negativa, come se fosse  qualcosa da eliminare. Ed effettivamente spesso è così, rappresenta quella parte di noi che affermandosi individualmente, ci separa dalle altre persone ma soprattutto da noi stessi. <strong>In realtà l&#8217;Ego non è positivo né negativo. È solo il modo in cui lo utilizziamo che ne determina la valenza.</strong> È pur vero che l&#8217;EGO ci tenta, collocato nell&#8217;emisfero sinistro del cervello, esso è legato al raggiungimento del piacere personale e del suo godimento effimero e temporaneo. Questo porta col tempo a cadere in trappola di noi stessi: da una parte la ricerca dell&#8217;appagamento momentaneo e dall&#8217;altra la frustrazione e l&#8217;insoddisfazione per il mancato raggiungimento di risultati.<strong> In realtà Ego significa IO e per Freud non è negativo, rappresenta la dimensione cosciente e razionale della mente. A cui, il buon Sigmund aggiunge l&#8217;Es che rappresenta l&#8217;istinto e il Super Io che è l&#8217;insistenza con cui la nostra psiche controlla il comportamento morale e il nostro senso del dovere.  Per Platone, da cui Freud ha attinto a piene mani,  sostiene che l’indole umana è come un uomo che guida un carro con due cavalli ostinati, ciascuno dei quali vuole andare in una direzione diversa</strong>. L&#8217;ego-io si barcamena costantemente fra le richieste dell&#8217;Es e del Super Io, gonfiandosi quando si sente il più bravo, il più forte, il più bello, il più onnipotente e onnipossente e reagisce fortemente quando si sente minacciato di svalutazione. È estremamente suscettibile, perché si alimenta dell&#8217;energia vitale della rabbia repressa. Quest&#8217;ultima si ferma davanti ad un bivio, ha due scelte:- o lasciarsi dominare e sopraffare dall&#8217;istinto egoico di prevaricazione, oscillando tra momenti di esaltazione e altri di frustrazione.- o consolidare l&#8217;autostima. Quella vera che porta a volerti bene, che può venire solo dall&#8217;interno, dalla consapevolezza e fiducia nelle proprie capacità, accentandone serenamente anche i limiti e le fragilità.</p>



<p><em><strong>Brian Weiss</strong></em>, psichiatra e luminare dell&#8217;ipnosi regressiva, così scrive in uno dei suoi libri più ispirati “<em>Molte vite, un solo amore</em>”: </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-large"><p>“l’Ego è transeunte, un falso sé. Tu non sei il corpo. Tu non sei la tua mente. Tu non sei il tuo Ego. Tu sei molto di più di queste cose… tutto ciò che ha a che fare con l’orgoglio, l’arroganza, gli atteggiamenti difensivi, la paura – vale meno che niente. Questa parte dell’Ego ti tiene separato dalla saggezza, dalla gioia…devi trascendere il tuo Ego e trovare il tuo vero sé. Il vero sé è la parte permanente e più profonda di te. Essa è saggia, amorosa, sicura e gioiosa”.  &#8211; Molte vite, un solo amore , Brian Weiss</p></blockquote>



<p class="has-background" style="background-color:#e4e9ec">Anche nei rapporti di coppia la prima cosa da attuare è liberarsi dall’ego, sembra banale dirlo, ma è la causa principale di fine dei rapporti sentimentali. L’Io va deposto per far prevalere “il noi; la coppia è composta da due persone con necessità, motivazioni, obiettivi, interessi, aspettative e desideri diversi, tuttavia, è importante che questi non si impongano limitando il percorso di crescita emotiva. Le relazioni sane sono costruite sul compromesso non sul dominio. E anche quando sopraggiungano gli inevitabili conflitti, diventa fondamentale ascoltare le opinioni dell’altro con la consapevolezza che la coppia non vince se uno dei due avverte un sentimento di frustrazione. I conflitti devono mettere in crisi i momenti, mai il cuore.&nbsp;</p>



<p>E parlando di cuore  mi tornano in mente le parole di <strong><em>Don Juan di Carlos Castaneda&#8230;</em></strong> </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-large"><p>“chiediamoci sempre se la via che stiamo percorrendo ha un cuore, se ce l&#8217;ha è la via giusta”.</p></blockquote>



<p class="has-background" style="background-color:#f8f2e1"> Ogni volta che metto amore e dedizione in quello che faccio, ogni volta che pongo le mie competenze per aiutare qualcuno senza pensare a quanto tempo, denaro o fatica mi siano costati, ogni volta che offro le mie capacità e il mio coraggio per difendere una giusta causa o per aiutare qualcuno vittima di soprusi, ogni volta che mi batto per fare rispettare la verità con veemenza, ogni volta che le altre persone mi rivolgono apprezzamenti positivi, ecco, in tutti questi casi, interviene il cuore e se c&#8217;è il cuore, c&#8217;è anche Amore. Badate bene, tuttavia, che il segreto risiede nel verbo “aiutare”. Facciamo attenzione a chi, riempiendosi la bocca di parole dolci come il miele, intende sfruttarvi per il proprio tornaconto o il proprio arricchimento. Si tratta di persone, abili manipolatrici, che in caso di vs dissenso, non esiteranno a trasformare le parole in fiele, tacciandovi di essere carenti di umiltà. </p>



<p>Pertanto, quando ci affermiamo nella vita ottenendo risultati positivi, stima e riconoscimenti mettiamo in campo l&#8217;autostima, l&#8217;ego buono. Quando invece siamo dominati da un sentimento di rivincita, di rivalsa come se fossimo in una gara competitiva con gli altri, ci facciamo dominare dall&#8217;ego cattivo. <strong>L’ego, dunque, è un mezzo, esiste solo per permetterci di capire chi siamo veramente, per correggere gli atteggiamenti nocivi e indurci a evolvere.</strong> </p>



<p class="has-background has-large-font-size" style="background-color:#e0be7e">LEGGI ANCHE LA LEGGENDA DEL <a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/la-leggenda-del-filo-rosso-del-destino/">FILO ROSSO DEL DESTINO </a></p>



<p class="has-text-align-left has-small-font-size"><strong>Riproduzione Riservata: testi di Patrizia Zito. Immagine di Anteprima realizzata dall&#8217;ufficio grafico di Excalibur Promo</strong></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/ego-e-dintorni/">Ego e dintorni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mary Wollstonecraft : la filosofa femminista.</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/mary-wollstonecraft-la-filosofa-femminista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2022 15:40:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti delle donne]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[illuminismo inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Jacques Rousseau]]></category>
		<category><![CDATA[Mary Wollstonecraft]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lerossediscendonodaigatti.blog/?p=2359</guid>

					<description><![CDATA[<p>«Chi ha reso l’uomo il giudice esclusivo, se la donna condivide con lui il dono della ragione?». Nella storia della filosofia la figura di Mary Wollstonecraft si colloca in pieno Illuminismo inglese. Il suo pensiero, interamente permeato sulla rivendicazione dei diritti, tanto maschili quanto femminili, riflette a pieno lo spirito di libertà ed uguaglianza che &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/mary-wollstonecraft-la-filosofa-femminista/"> <span class="screen-reader-text">Mary Wollstonecraft : la filosofa femminista.</span> Leggi tutto »</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/mary-wollstonecraft-la-filosofa-femminista/">Mary Wollstonecraft : la filosofa femminista.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote"><p>«Chi ha reso l’uomo il giudice esclusivo, se la donna condivide con lui il dono della ragione?».</p></blockquote>



<p>Nella storia della filosofia la figura di <strong>Mary Wollstonecraft </strong>si colloca in pieno Illuminismo inglese. Il suo pensiero, interamente permeato sulla rivendicazione dei diritti, tanto maschili quanto femminili, riflette a pieno lo spirito di libertà ed uguaglianza che si respirava in Europa alla fine del XVIII secolo.&nbsp;</p>



<p>Mary Wollstonecraft ebbe una vita breve, visse solo 38, morì nel 1797 di setticemia post partum. Aveva dato alla luce <strong>Mary,</strong> futura <strong>Shelley,</strong> che purtroppo non ebbe il tempo di conoscere.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">I primi anni </p>



<p>Figlia di un imprenditore fallito, alcolizzato e  violento, Mary, pur di allontanarsi dalla casa paterna, cercò di emanciparsi economicamente. Fu accolta come dama di compagnia in una famiglia nobile, presso la quale impara le buone maniere riservate all&#8217;alta società, e inizia a tessere una rete di conoscenze che le consente di porre le basi della sua filosofia. Frequenta circoli letterari in cui farà la conoscenza di <em>Richard Price</em> che diventerà il suo mentore intellettuale. </p>



<p>Il suo pensiero filosofico arriva alla maturità con la stesura nel <strong>1792 </strong>di&nbsp;<em><strong>A Vindication of the Rights of Woman</strong></em> che la pone di diritto tra i pensatori liberali inglesi dell’epoca ottenendo un certo successo. Le sue idee politiche si sviluppano in contrapposizione con tre opere di <em>Jean Jacques Rousseau</em>: il&nbsp;<em>Discorso sulla disuguaglianza fra gli uomini , Il contratto sociale&nbsp;</em>e<em>&nbsp;l&#8217;Emilio.</em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="337" height="500" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/11/9780393003734-it.jpg" alt="" class="wp-image-2360" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/11/9780393003734-it.jpg 337w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/11/9780393003734-it-202x300.jpg 202w" sizes="(max-width: 337px) 100vw, 337px" /></figure></div>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">La filosofia wollstonecraftiana</p>



<p>Nel XVIII secolo molti filosofi, tra i quali Rousseau, ritenevano che il ruolo della donna dovesse essere subalterno all’uomo con l’obiettivo di servirlo per tutta la vita.</p>



<p class="has-background" style="background-color:#dde3e6">È in questo frangente che si inserisce la riflessione sui diritti delle donne, le quali sono vittime della disuguaglianza proprio a causa del loro genere ritenuto inferiore per natura e quindi ben lontane dall’avere alcuna proprietà.&nbsp;L’opera è centrata sulla critica al sistema educativo dell’epoca, che trascurava le donne e impiegava modalità inadeguate.&nbsp; Mary&nbsp;Wollstonecraft si scaglia principalmente contro l’<em>Emilio in cui Rousseau </em>dedica un intero libro all’educazione femminile descrivendo le&nbsp;<strong>donne come esseri civettuoli&nbsp;</strong>interessati solo all’abbigliamento e alle frivolezze.&nbsp;L’opera è centrata sulla critica al sistema educativo dell’epoca, che trascurava le donne e impiegava modalità inadeguate.&nbsp;</p>



<p>L&#8217;indipendenza di giudizio di <strong><em>Mary Wollstonecraft</em></strong> è assoluta: la sua teoria sull’educazione non usa mezzi termini:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p> «Le considerazioni di Rousseau, secondo cui le donne sono naturalmente interessate a bambole, vestiti e conversazioni, del tutto indipendentemente dall’educazione, sono talmente puerili da non meritare neppure di essere seriamente confutate».</p></blockquote>



<p class="has-background" style="background-color:#eae2e2"><strong>L’analisi wollstonecraftiana non lascia dubbi in merito: le donne sono frivole e superficiali non per natura, ma a causa dell’educazione che ricevono fin da bambine. La ragione dell&#8217;assoggettamento delle donne è da ricercarsi nell&#8217;ignoranza e nella condizione di esclusione da ruoli pubblici.&nbsp;Se, infatti, non fossero penalizzate e avessero la possibilità di accedere alla medesima istruzione dei maschi, diventerebbero donne adulte consapevoli e in grado di autodeterminarsi senza l’aiuto di nessuno. Gli elementi fondanti sono una suddivisione equa delle ricchezze e un’educazione paritaria per poter costruire uno stato giusto, equilibrato e aperto al progresso verso la costituzione di una società che garantisca gli stessi diritti e lo stesso benessere a tutti i cittadini.</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>&nbsp;«Se le donne non sono uno sciame di frivole efemere, perché tenerle in un’ignoranza camuffata da innocenza? Gli uomini si lamentano, a buon diritto, delle follie e dei capricci del gentil sesso, e fanno dei nostri vizi abietti e delle nostre passioni ostinate oggetto di satira pungente. Osservate, rispondo io, la naturale conseguenza dell’ignoranza! L’intelletto che può fondare le sue basi solo sui pregiudizi sarà sempre instabile, e la corrente procederà con furia distruttiva se non vi sono barriere a frenarne la forza».</p></blockquote>



<p>Il sistema educativo in voga si basava su libri scritti da uomini che consideravano la donna non come essere umano, ma come, potrei dire, un animale domestico, ammaestrata ad accettare un ruolo subordinato, e alla quale veniva inculcato il dovere di essere gentile, educata, obbediente, a modo, di bella presenza, al fine di poter trovare un marito che la “sistemi&#8221;. Il ragionamento della filosofa in merito è lapalissiano: se l’educazione dell&#8217;uomo e della donna avesse seguito gli stessi metodi e principii, le donne sarebbero giunte dove di norma giungevano gli uomini. Succedeva pure che una donna d’interessi e virtù elevate venisse definita con disprezzo “mascolina” &#8211; ahimè ancora oggi è così!</p>



<p class="has-background has-large-font-size" style="background-color:#dfe7ef">LEGGI ANCHE <a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/olympe-de-gouges-una-femminista-al-patibolo/">OLYMPE DE GOUGES,</a> UNA FEMMINISTA AL PATIBOLO</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Curiosità</p>



<p>Una pioniera del femminismo, ritenuta una donna inaccettabile per i conformisti della buona borghesia dell&#8217;epoca e dell&#8217;alta società. La reputazione di <em>Mary Wollstonecraft</em>  per un secolo, fu messa quasi alla berlina e dileggiata da Maria Edgeworth, che prese a modello la sua figura rappresentandola nel personaggio “bizzarro” di Harriet Freke del suo romanzo Belinda</p>



<p>©Immagine di Anteprima realizzata dall&#8217;ufficio grafico di Excalibur Promo </p>



<p>©leRossediscendonodaigatti</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/mary-wollstonecraft-la-filosofa-femminista/">Mary Wollstonecraft : la filosofa femminista.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Søren Kierkegaard e Regine Olsen. Un amore consegnato all&#8217;immortalità</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/soren-kierkegaard-e-regine-olsen-un-amore-consegnato-allimmortalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2022 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini che Amano le Donne]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lerossediscendonodaigatti.blog/?p=1800</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;incontro Søren Kierkegaard aveva 24 anni e Regine 14 quando si incontrarono per la prima volta e fu colpo di fulmine. Lui era uno studente taciturno e riflessivo il cui pensiero era fortemente condizionato dalle sciagure familiari e dal padre. Si era convinto di essere stato maledetto e che qualche funesta sciagura si sarebbe abbattuta &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/soren-kierkegaard-e-regine-olsen-un-amore-consegnato-allimmortalita/"> <span class="screen-reader-text">Søren Kierkegaard e Regine Olsen. Un amore consegnato all&#8217;immortalità</span> Leggi tutto »</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/soren-kierkegaard-e-regine-olsen-un-amore-consegnato-allimmortalita/">Søren Kierkegaard e Regine Olsen. Un amore consegnato all&#8217;immortalità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">L&#8217;incontro</p>



<p>Søren Kierkegaard aveva 24 anni e Regine 14 quando si incontrarono per la prima volta e fu colpo di fulmine. Lui era uno studente taciturno e riflessivo il cui pensiero era fortemente condizionato dalle sciagure familiari e dal padre. Si era convinto di essere stato maledetto e che qualche funesta sciagura si sarebbe abbattuta su di lui o su chi gli fosse stato vicino e che mai avrebbe potuto essere felice. Questo oscuro convincimento si manifestò durate il periodo di fidanzamento con Regine, adottando una serie di comportamenti insoliti che poi divennero l’oggetto di pettegolezzi che contribuirono a farlo etichettare come soggetto strano, vittima anche delle vignette satiriche dei quotidiani del tempo (per cui il filosofo soffrì tanto, non riuscendosi a spiegare questo accanimento nei suoi confronti).</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">La presunta maledizione e le sue conseguenze</p>



<p>Una volta le propose, donandole molta gioia, di fare una passeggiata in carrozza, ma poco prima di raggiungere la destinazione prefissata chiese al cocchiere di tornare indietro, affinché lei si abituasse nella negazione dei piaceri. Oppure partito per seguire i suoi studi le scriveva lettere facendole credere di essere tradita con la frequentazione di altre donne, condizione assolutamente mendace, perché lui amava Regine incredibilmente e riteneva ogni gesto di lei, anche il più innocente, come fonte di un elegante erotismo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/01/261831356_10224130777964764_4627540433210094906_n-1024x659.jpg" alt="" class="wp-image-1802" width="532" height="342" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/01/261831356_10224130777964764_4627540433210094906_n-1024x659.jpg 1024w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/01/261831356_10224130777964764_4627540433210094906_n-300x193.jpg 300w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/01/261831356_10224130777964764_4627540433210094906_n-768x494.jpg 768w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/01/261831356_10224130777964764_4627540433210094906_n.jpg 1078w" sizes="(max-width: 532px) 100vw, 532px" /></figure></div>



<p class="has-background" style="background-color:#e5eaec"><strong>Questi tentativi di sabotaggio della relazione raggiunsero il culmine l&#8217;11 agosto 1841, allorché il filosofo ruppe il fidanzamento senza motivazione alcuna. Il dolore che provò fu straziante, fu colto da un continuo stato di angoscia. Regine tentò il suicidio e solo dopo alcuni anni si rifece una vita sposando il suo vecchio precettore <em>Johan Frederik Schlegel</em>.</strong></p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Dalla sofferenza scaturiscono pagine di alta filosofia</p>



<p>Søren quasi impazzì dal dolore, così l’incubo che temeva da giovane si era concretizzato. Il dolore provato lo rende ancor più prolifico letterariamente, scrive libri geniali che cambiano per sempre i risvolti filosofici europei non solo nel dibattito post hegeliano, ma anche a posteriori. Tuttavia non li firma col suo nome, utilizza eteronimi&nbsp;</p>



<p class="has-background" style="background-color:#eaca9f"><a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/fernando-pessoa-e-ophelia-queiroz-un-amore-fantasmatico/">LEGGI ANCHE FERNANDO PESSOA  e OPHELIA QUEIROZ</a>. Un amore fantasmatico.</p>



<p>Tutte maschere dietro cui Søren Kierkegaard si celava: Victor Eremita, Johannes de Silentio, Costantine Costantius. Tutto ciò che non ebbe il coraggio di dire alla sua amata, il perché del suo abbandono, diventa il tema fondamentale della moderna filosofia occidentale. Capì che era lei il tutto in cui ruotava la sua esistenza, la sua filosofia, il suo essere, scrisse: “<em>La legge della mia vita è che lei ritorna in tutti i punti decisivi</em>“.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/01/71PZIGUYgoL-722x1024.jpg" alt="" class="wp-image-1803" width="509" height="723" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/01/71PZIGUYgoL-722x1024.jpg 722w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/01/71PZIGUYgoL-212x300.jpg 212w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/01/71PZIGUYgoL-768x1089.jpg 768w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/01/71PZIGUYgoL.jpg 1806w" sizes="(max-width: 509px) 100vw, 509px" /></figure></div>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Volevo scriverti, non per sapere come stai tu, ma per sapere come si sta senza di me. Io non sono mai stato senza di me e quindi non lo so. Vorrei sapere cosa si prova a non avere me che mi preoccupo di sapere se va tutto bene, a non sentirmi ridere, a non sentirmi canticchiare canzoni stupide, a non sentirmi parlare, a non sentirmi sbraitare quando mi arrabbio, a non avere me con cui sfogarsi per le cose che non vanno, a non avermi pronto lì a fare qualsiasi cosa per farti stare bene. Forse si sta meglio, o forse no. Però mi è venuto il dubbio e vorrei anche sapere se ogni tanto questo dubbio è venuto anche a te. Perché sai, io a volte me lo chiedo come si sta senza di te, poi però preferisco non rispondere che tanto va bene così. Ho addirittura dimenticato me stesso per poter ricordare te.<br><strong>Victor Eremita alias Søren Kierkegaard, Diario di un seduttore, 1843</strong></p></blockquote>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Un tentativo fallito</p>



<p><br>Søren rimpianse Regine per tutta la vita, la osservava da lontano per cercare di capire se Regine provava ancora qualcosa per lui. Arrivò persino a scrivere al marito di lei una lettera chiedendo di poter parlare a Regine. Si ritiene che Johan, timoroso, la bruciò e non ne parlò con la donna.</p>



<p><strong>Di seguito la Lettera del 1849 attribuita a Kierkegaard, di cui tuttavia, non si trova traccia sul web né tantomeno negli archivi storici. Con molta probabilità si tratta di un testo apocrifo</strong>. </p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Allo stimatissimo signor X:<br>la lettera acclusa è mia per la Vs. compagna di vita.<br>Decidete Voi se consegnargliela o meno.<br>Io non cerco, in modo alcuno, di potarVela via: intendo solo narrarle ciò che fummo, perché lei si senta libera di ricordare il bene, e il male, di quello che fu la nostra storia.<br>Ho l’onore di professarmi Vostro devotissimo<br>S.A.K</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><strong>Mia Regine,</strong></p><p>il cuore, è come una casa subacquea ove vi sono molte stanze: giù nel fondo, poi, vi sono camere piccole, ma accoglienti, dove si può stare tranquillamente seduti, mentre fuori il mare tempestoso; in alcune di esse possiamo udire in lontananza il rumore del mondo (non angosciosamente assordante, ma sempre più fievole e quieto… sai perché? Perché gli abitanti di queste stanze sono coloro che s’amano).<br>Ma da lungo tempo oramai, cara amica, non abiti più queste segrete magioni: io e te siamo separati, lontani nello spazio infinito del tempo, nella piccola circoscrizione dello spazio: non è poi così immensa Copenaghen! Ti scrivo ora, perché finalmente voglio che ti sia chiaro perché la nostra storia è finita.<br>Da quando ti conobbi, ho sempre cercato di vivere&nbsp;<em>artisticamente</em>: volli farmi simile a te, cercando di ritrovare una sensibilità prontissima a cogliere ogni cosa fosse interessante nella&nbsp;<em>tua</em>&nbsp;vita: avevi il dono, cara amica, di saper presentare come&nbsp;<em>arte</em>&nbsp;(non la chiamerò&nbsp;<em>poesia</em>, perché tu con le parole non eri brava come con i suoni e con le immagini: eri erotica in ogni tuo gesto, come solo una ragazza della tua età può essere) qualsiasi cosa tu vivessi: era questo che mi aveva fatto innamorare di te, era questo che mi allontanava terribilmente da te.<br>La tua arte, amica mia era il ‘di più’ che solo tu potevi donarmi, perché tutta la tua esistenza (bisogna dirlo!) era impostata sul godimento artistico: e un po’ di quel piacere eri riuscita a passarlo a me… il punto è che io non potevo vivere così in eterno, perché io non sono così, e pur di piacere a te, violentavo me stesso. Dolce tortura, ma pur sempre tortura!<br>Da quando ti ho conosciuta, ho cercato per settimane, ovunque, la tua figura: sapevo che, attorno a te, girava un uomo di grande valore, e io di lui avevo paura perché egli ti era vicino, come uno spettro in una città morta: cosa avesse lui più di me, l’arguzia, l’aspetto… io non l’ho mai capito. Eppure, piccola Regine, ho avuto la fortuna di conquistarti, perché l’amore che io potevo offrirti (e lo sai) era perfetto e totale; il suo, era solo&nbsp;<em>desiderio</em>&nbsp;(anche tu lo desideravi? Immagino di sì, perché è difficile convivere col desiderio!) mentre la mia, era&nbsp;<em>devozione</em>. Forse tu non eri pronta a cotanto sentimento? La storia parlerà per noi. Regine… non ti chiamo ‘mia’ perché non lo sei mai stata (e io ho pagato duramente la felicità che l’idea di possederti mi dava un tempo)… e tuttavia, come posso non dire ‘mia’, dato che tu fosti per me ‘mia’ seduttrice, ‘mia’ assassina, origine della ‘mia’ sventura, ‘mia’ tomba… già. Ti chiamo ‘mia’, e parlando di me, mi chiamo ‘tuo’; tuo tormento vorrei essere, ricordarti con la mia oscura presenza, quello che fummo assieme come in un eterno incubo di morte… ma perché perseguitarti, quando – se mai in vita fui felice, fu quando tu m’ingannavi?<br>Ma davvero poi il tuo corpo poteva così manifestamente mentire? E la tua mente, il luccichio dei tuoi occhi, erano davvero falsi come io ora credo? Regine mia, non c’è proprio nessuna speranza, davvero nessuna? Il tuo amore non si ridesterà mai più? Io lo so che, nonostante tutto e tutti, tu mi hai amato, benché non sappia dire donde mi venga questa certezza.<br>Sono pronto ad aspettare a lungo; aspetterò, aspetterò fino a che non sarai sazia degli altri uomini, e quando il tuo amore per me risorgerà dalla tomba: allora, e solo allora, riuscirò ad amarti come sempre, e ti renderò grazie come un tempo, Regine, quando, poggiato al tuo seno, ascoltavo il dolce e regolare moto del tuo respiro, e ti ringraziavo per esser con me.<br>Non potrai essere così crudele e spietata verso di me in eterno, mia Regine: giungerà il giorno del tuo perdono o del tuo ravvedimento… non ricordo neppure chi dei due distrusse la nostra storia.<br>No Regine,&nbsp;<em>chi&nbsp;</em>abbia lasciato&nbsp;<em>chi&nbsp;</em>ora non conta.</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Sei stata crudele con me, al pari di come io lo fu con te, è vero.<br>In realtà,&nbsp;<em>tu</em>&nbsp;non lo sai, io ho taciuto il mio dolore e le poche cattiverie dette su di te non hanno che la consistenza dell’aria: solo Dio sa cosa ho sofferto (e voglia il Signore che nemmeno ora io te le racconti)! Mia Regine io ti devo molto… e ora che non sei più mia, ti offro una seconda volta ciò che posso e oso e conviene che ti offra:&nbsp;me stesso<br>Sì, ti dono questo cuore che già in passato fu tuo, e lo faccio per iscritto, per non stupirti e non sconvolgerti. Forse la mia personalità ha fatto su di te un’impressione troppo forte, in passato: ciò non deve accadere una seconda volta, e se tu dovessi accettare la mia mano tesa, dovrebbe essere per vero amore, non per impressione.<br>Mia Regine, prima di dirmi di no!, ti prego, rifletti seriamente (per amore di Dio nei cieli) se puoi, o meno, parlarne con me con serenità, e in tal caso se preferisci farlo per lettera o direttamente a voce. Se invece tu, dopo accurata riflessione, decidessi comunque di non darmi più alcuna risposta, se la tua risposta al mio amore fosse ‘no’, ricorda almeno – per amor del cielo – che per te, e solo per te, ho fatto, e rifarei mill’altre volte, questo passo.</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>In ogni caso resto,<br>quale sono stato dall’inizio fino a questo momento,<br>sinceramente il tuo devotissimo<br>S.A.K.</p></blockquote>



<p></p>



<p class="has-background" style="background-color:#e3e5e5">Søren Kierkegaard muore l&#8217;11 novembre 1855, sulla lapide non fu scritto il suo nome, ma<strong> “un singolo” </strong>come da suo desiderio.&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em><strong>Se io dovessi domandare&nbsp;un epitaffio per la mia tomba, non chiederei che : “quel Singolo”, anche se ora questa categoria non è capita. Lo sarà in seguito.</strong></em></p></blockquote>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/soren-kierkegaard-e-regine-olsen-un-amore-consegnato-allimmortalita/">Søren Kierkegaard e Regine Olsen. Un amore consegnato all&#8217;immortalità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Καιρός.  Il momento giusto.</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/%ce%ba%ce%b1%ce%b9%cf%81%cf%8c%cf%82-il-momento-giusto-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2021 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri e Parole]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lerossediscendonodaigatti.blog/?p=1660</guid>

					<description><![CDATA[<p>In filosofia esiste una distinzione del tempo : la diacronia e la sincronia. La prima indica la valutazione e misurazione del tempo secondo il divenire, l’accadere empirico delle cose, dei fatti secondo una prospettiva dinamica; la seconda è la considerazione del tempo misurato in un dato momento. Questo concetto trova le fondamenta nel pensiero degli &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/%ce%ba%ce%b1%ce%b9%cf%81%cf%8c%cf%82-il-momento-giusto-2/"> <span class="screen-reader-text">Καιρός.  Il momento giusto.</span> Leggi tutto »</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/%ce%ba%ce%b1%ce%b9%cf%81%cf%8c%cf%82-il-momento-giusto-2/">Καιρός.  Il momento giusto.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><br>In filosofia esiste una distinzione del tempo : la <strong>diacronia e la sincronia</strong>.</p>



<p>La prima indica la valutazione e misurazione del tempo secondo il divenire, l’accadere empirico delle cose, dei fatti secondo una prospettiva dinamica; la seconda è la considerazione del tempo misurato in un dato momento.</p>



<p>Questo concetto trova le fondamenta nel pensiero degli antichi greci, i quali avevano due parole per definire il tempo, χρòνος (Kronos) e καιρòς (Kairòs). La prima si riferisce al tempo dinamico e progressivo, la seconda significa uno specifico momento “nel mezzo”, nel quale qualcosa di speciale accade.</p>



<p>Mentre Kronos è quantitativo, si applica allo scorrere del tempo in senso lato; Kairòs ha una natura qualitativa, corrisponde al momento giusto o opportuno per fare qualcosa.</p>



<p>Nella nostra società abbiamo aderito quasi completamente al primo, siamo banalmente concentrati sulla quantità e sul&nbsp;&nbsp;tempo inteso come ottimizzazione delle risorse – <em>Timing, On time, time to market</em>; terminologia propria del mondo della comunicazione e del marketing diventata di uso quotidiano &#8211; piuttosto che su quello che i greci consideravano il momento solenne, quel tempo di mezzo in cui qualcosa di importante accade. </p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Kairos Vs Carpe diem </p>



<p>Qualcuno potrebbe ribattere che In realtà è un concetto noto, pensiamo al monito di Orazio “<strong>Carpe diem</strong>&nbsp; <em>quam minimum credula postero</em>” (” cogli l’attimo confidando il meno possibile nel domani”) In realtà una differenza esiste ed anche sostanziale. Mentre il&nbsp;<em>carpe diem</em>&nbsp;ha un&#8217;accezione esclusivamente positiva, è l&#8217;esortazione a cogliere l&#8217;attimo per non lasciarti sfuggire la buona occasione, ad esempio un bacio dato al momento giusto alla donna dei desideri. Il Kairòs, non identifica necessariamente un&#8217;azione che ci procuri esclusivamente gioia. Anzi. Indica quei momenti in cui dobbiamo scalzare con forza i nostri collaudati pattern mentali per offrire spazio a concetti in cui facciamo fatica a riconoscerci, quei momenti qualitativamente decisivi per la nostra crescita e il nostro processo evolutivo che ci risultino difficile da masticare e mandare giù.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Come è stato definito dai grandi</p>



<p>Secondo lo storico&nbsp;<strong>TUCIDITE,</strong>&nbsp;<em>kairòi</em> sono momenti che attraversano la storia e definiscono la sorte delle città: dichiarazioni di guerra, negoziati o rotture di alleanze</p>



<p>Secondo&nbsp;<strong>ARISTOTELE,&nbsp;</strong><em>kairòs&nbsp;</em>definisce il contesto del tempo e dello spazio in cui la prova sarà affrontata. Ad esempio affrontare un esame</p>



<p>Per<strong> IPPOCRATE</strong>,&nbsp;<em>kairòs</em>&nbsp;è il&nbsp;momento in cui la malattia evolve verso la cura o la morte. In questo momento è determinante che il medico intervenga in maniera tempestiva e corretta.</p>



<p><strong>In astrologia</strong>,<em><strong>&nbsp;</strong>kairòs&nbsp;</em>designa un momento speciale nelle configurazioni celesti, in cui intraprendere un&#8217;azione può avere una corrispondenza idonea.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Opportunità o pericolo</p>



<p>Dunque<strong> Kairòs (il momento opportuno)</strong> è spesso percepito come un periodo di crisi. Pensiamo ai caratteri cinesi per “crisi”, sono una combinazione di logogrammi che indicano sia “pericolo” che “opportunità”.&nbsp;</p>



<p>E a tal fine entra in gioco la nostra<strong> attitudine e il nostro temperamento,</strong> i quali si trovano a disputare una nuova battaglia, tra la possibilità di infondere vita ad una nuova creazione, concependo una nuova opportunità, o portare definitivamente al macero ciò che ne abbia minato le certezze.&nbsp;</p>



<p>Qualunque scelta facciamo implica una rinuncia con annessa assunzione di responsabilità.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/%ce%ba%ce%b1%ce%b9%cf%81%cf%8c%cf%82-il-momento-giusto-2/">Καιρός.  Il momento giusto.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
