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	<title>Poesia &#8211; le Rosse discendono dai Gatti</title>
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	<description>LeRossediscendonodaiGatti è un blog di approfondimento culturale. Ogni  argomento avrà una matrice comune che è la Donna e laddove saranno presenti gli uomini saranno soltanto quelli che “amano le donne”</description>
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	<title>Poesia &#8211; le Rosse discendono dai Gatti</title>
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		<title>“La strega di Kiev”. Anna Achmatova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 08:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini che Amano le Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Amadeo Modigliani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sua bellezza, tramandata dalla storia dell&#8217;arte, &#8211; dagli schizzi di Modigliani, quasi tutti smarriti durante la Seconda Guerra Mondiale all&#8217;altero ritratto di Natan Altman del 1914 &#8211; era abbagliante. Un corpo rubato alla statuaria, occhi penetranti e malinconici e naso aristocratico contribuirono ad accrescere il suo fascino sensuale che si narra fece invaghire di lei &#8230;</p>
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<p>La sua bellezza, tramandata dalla storia dell&#8217;arte,  &#8211; dagli schizzi di Modigliani, quasi tutti smarriti durante la Seconda Guerra Mondiale all&#8217;altero ritratto di Natan Altman del 1914 &#8211; era abbagliante. Un corpo rubato alla statuaria, occhi penetranti e malinconici e naso aristocratico contribuirono ad accrescere il suo fascino sensuale che si narra fece invaghire di lei anche lo zar Nicola II. </p>



<p class="has-background" style="background-color:#e7e5ba">Nasce da una famiglia aristocratica in un elegante quartiere di Odessa, il&nbsp;il 23 giugno 1889,&nbsp;Anna Andreevna Gorenko, assunse ben presto&nbsp;lo pseudonimo Achmatova, patronimico della bisnonna, come <em>nom de plume, </em>espediente suggerito dal padre per evitare che le sue poesie d&#8217;amore potessero dare scandalo alla sua famiglia. L&#8217;austero pudore interiorizzato nella sua infanzia le rimase cucito addosso</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><strong>“Non ho mai amato vedere i miei versi stampati… mi sembrava una cosa sconveniente, come se avessi dimenticato sul tavolo una calza o un reggiseno…”</strong></p></blockquote>



<p>Da Odessa si trasferì a Kiev dove frequentò il liceo prima e poi la facoltà di giurisprudenza. Qui conobbe il suo futuro marito, lo scrittore&nbsp;&nbsp;<strong>Nikolaj Stepanovič Gumilëv </strong>che, come racconta Anna, in&nbsp;una <em>Biografia Immaginaria </em>abbozzata nel 1910 e raccolta nel libro Io sono&nbsp;<em>la vostra voce,&nbsp;</em>1990 – di lei dirà:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><strong>Dalla città di Kiev,<br>dall’antro di Zmiev<br>non una moglie ho preso,<br>ma una strega…”.&nbsp;</strong></p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="661" height="800" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/04/Akhmatova_by_Altman_1914.jpg" alt="" class="wp-image-1973" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/04/Akhmatova_by_Altman_1914.jpg 661w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/04/Akhmatova_by_Altman_1914-248x300.jpg 248w" sizes="(max-width: 661px) 100vw, 661px" /><figcaption>Ritratto di Anna Achmatova, Natan Altman, 1914</figcaption></figure></div>



<p>In una lettera indirizzata al marito della sorella Anna scrive</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><strong>“Sposerò un amico di gioventù, Nikolaj S. Gumilëv. Mi ama da tre anni ormai e credo sia mio destino essere sua moglie. Non so se io lo ami, ma mi sembra di sì”</strong></p></blockquote>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">L&#8217;incontro con <em>Modì</em></p>



<p class="has-background" style="background-color:#ece4be">Durante il viaggio di nozze a Parigi, lo&nbsp;sguardo della poetessa incrocia per la prima volta quello di <strong>Amadeo Modigliani</strong> che ne rimane stregato. La Ville Lumière era animata da un grande fermento culturale e artistico, fervore che si riversava nei tanti boulevard e bistrot di Montparnasse.&nbsp;A quel tempo <em>Modì </em>è nel pieno del suo estro creativo, la pittura gli regala il successo, ma è la scultura che lo assorbe in maniera totale. &nbsp;<strong>Anna è già una poetessa, anzi un “poeta” come amava definirsi, temendo&nbsp;che l’appellativo poetessa, all’epoca limitasse il suo intelletto, i suoi sensi e la curiosità, di cui è sempre stata affamata</strong></p>



<p>Modigliani ritrasse Anna in diverse opere, sia pittoriche che scultoree. Appassionato dell&#8217;Antico Egitto, scolpì Anna nelle vestigia di una faraona. Purtroppo la Seconda Guerra Mondiale ha inghiottito molte opere d&#8217;arte, l&#8217;unica superstite è lo schizzo in cui è ritratta la silhouette di Anna col capo chino lateralmente, custodita a San Pietroburgo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/04/Uno-schizzo-del-1911-di-Amedeo-Modigliani-che-ritrae-Anna-Achmatova-1024x713.jpg" alt="" class="wp-image-1976" width="466" height="324" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/04/Uno-schizzo-del-1911-di-Amedeo-Modigliani-che-ritrae-Anna-Achmatova-1024x713.jpg 1024w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/04/Uno-schizzo-del-1911-di-Amedeo-Modigliani-che-ritrae-Anna-Achmatova-300x209.jpg 300w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/04/Uno-schizzo-del-1911-di-Amedeo-Modigliani-che-ritrae-Anna-Achmatova-768x535.jpg 768w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/04/Uno-schizzo-del-1911-di-Amedeo-Modigliani-che-ritrae-Anna-Achmatova.jpg 1300w" sizes="(max-width: 466px) 100vw, 466px" /><figcaption>Modigliani, Schizzo di Anna Achmatova, 1911</figcaption></figure></div>



<p>I due si avvicinano, ma la loro relazione, di qualsiasi genere essa sia, è sconveniente. Deve essere tenuta nascosta agli occhi indiscreti del loro mondo. Anna, incinta, è costretta a partire per ritornare in Russia, ma il ricordo del suo affascinante pittore viaggerà con lei, tanto da ispirarsi a lui per le sue liriche più famose. La separazione di queste giovani e passionali anime durerà poco. All’inizio dell’estate del 1911,  Anna torna a Parigi da sola, libera di rivedere quel giovane che tanto l’aveva affascinata.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><strong>“<em>Tutto il divino scintillava in Modigliani solo attraverso una tenebra. Era diverso, del tutto diverso da chiunque al mondo. La sua voce mi rimase in qualche modo per sempre nella memoria”. </em></strong></p><p>&#8211; <strong><em>Le Rose di Modigliani, Anna Achmatova</em></strong></p></blockquote>



<p>Il titolo del volume prende spunto da un aneddoto raccontato da Anna</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><strong>“<em>Una volta non fummo chiari nel fissare un appuntamento e, passando da lui, non lo trovai a casa. Decisi allora di aspettarlo. Tenevo tra le braccia un mazzo di rose rosse. Una finestra sopra le porte chiuse del laboratorio era aperta, e da lì iniziai a gettare rose nell’atelier. Poi, senza attendere il suo ritorno, me ne andai. Quando ci incontrammo, egli mi manifestò il suo stupore: come avevo potuto penetrare nella stanza chiusa, senza la chiave? Gli spiegai quello che avevo fatto. ‘Non è possibile: erano sparse per terra così bene!&#8217; ”.</em></strong></p><p><strong>&#8211; Le Rose di Modigliani, Anna Achmatova</strong></p></blockquote>



<p>Passarono insieme due mesi indimenticabili. Modigliani era molto povero e non potendo portare Anna da nessuna parte, la sera passeggiavano per le strade parigine. Sotto la pioggia, Modigliani prendeva il suo grande ombrello nero, sotto il quale avevano l’abitudine di sedersi su una panchina per leggere poesie ad alta voce. Avevano gli stessi gusti, entrambi amavano Verlaine, Mallarmé, Baudelaire.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><strong><br>“<em>Era così povero che nei Giardini del Lussemburgo ci sedevamo sempre su una panchina, e non su sedie a pagamento, come era consuetudine</em>”</strong></p><p>&#8211; <strong>Anna Achmatova</strong></p></blockquote>



<p>La loro fu una passione vissuta&nbsp;intensamente in ogni momento. Breve ma intensa e consegnata al tempo infinito. Nonostante le promesse, entrambi sapevano che non si sarebbero più rivisti. Il pittore morirà di tubercolosi nel 1920, mentre Anna avrà una vita lunga e piena, seppur costellata di lutti e dolori, legata al tragico destino della Russia.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="288" height="400" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/04/Anna-Achmatova-Le-rose-di-Modigliani-Milano-Il.jpg" alt="" class="wp-image-1981" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/04/Anna-Achmatova-Le-rose-di-Modigliani-Milano-Il.jpg 288w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/04/Anna-Achmatova-Le-rose-di-Modigliani-Milano-Il-216x300.jpg 216w" sizes="(max-width: 288px) 100vw, 288px" /></figure></div>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><strong>Il canto dell’ultimo incontro</strong></p><p><strong>“<em>Così debole il petto intirizziva,<br>ma i miei passi erano lievi.<br>Nella mano destra infilai<br>Il guanto della sinistra.<br>Parevano molti i gradini,<br>ma io sapevo che erano tre soli!<br>Un bisbiglio autunnale tra gli aceri<br>Supplicò:  “Muori con me!”<br>Sono ingannato dalla mia sorte<br>Squallida, volubile, maligna”.<br>Risposi:  “Mio caro, mio caro!<br>Io pure. Morrò con te…”<br>Questo è il canto dell’ultimo incontro.<br>Volsi lo sguardo sulla casa buia.<br>Soltanto nella camera ardevano candele<br>D’una fiamma indifferentemente gialla.</em>“</strong></p></blockquote>



<p><br>Nel 1916 Anna divorzia dal marito che nel 1921 verrà fucilato con l’accusa, consueta, di “attività controrivoluzionaria” e il figlio Lev viene reiteratamente arrestato e deportato nei campi. . In seguito  l&#8217;Achmatova sposò lo storico  Silejko, ma anche questo matrimonio s&#8217;interruppe; il terzo marito, Punin, subirà a sua volta gli arresti. Nel 1913 Anna Achmatova fu privata del passaporto, riavuto solo nel 1964. Dal 1922 al 1940 le fu interdetta qualsiasi pubblicazione<em>.&nbsp;</em></p>



<p>Nel 1941 incontrò <a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/marina-cvetaeva-una-donna-orgogliosamente-non-per-bene/"><strong>Marina Cvetaeva</strong>, ( LEGGI L&#8217;ARTICOLO) </a>in un intenso reciproco scambio di visioni e di umori. Come dirà di loro Vittorio Strada: “<em>Due poesie diverse, radicate nello stesso terreno sconvolto della Russia novecentesca, quella dell’Achmatova e quella della Cvetaeva: classica e apollinea la prima, trasgressiva e dionisiaca la seconda. E due vite diverse, anche se entrambe tempestose di amori e piagate di dolori”</em></p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">CURIOSITÀ</p>



<p class="has-background" style="background-color:#eaeff1"> Anna era una chiaroveggente che leggeva il pensiero altrui, avendo pure visioni premonitrici. Non a caso era nata il 23 giugno nella notte di San Giovanni, nel mondo slavo pagano “la notte di Ivan Kupala”, nella quale si risvegliavano le streghe e le&nbsp;rusalki&nbsp;dai corsi d’acqua della Russia, notte di magie e di incantesimi.</p>



<p class="has-small-font-size"><strong>©leRossediscendonodaigatti &#8211; Testo elaborato e scritto da Patrizia Zito &#8211; Immagine di Anteprima realizzata dall&#8217;ufficio grafico di Excalibur Promo </strong></p>
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		<item>
		<title>Attraverso. Poema d&#8217;amore di Lucia Ferrara</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/attraverso-poema-damore-di-lucia-ferrara/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2025 18:45:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Autrice: Lucia Ferrara Casa editrice: Kimerik Pubblicazione: Dicembre 2024 Pagine: 118 Con la silloge Attraverso, Lucia Ferrara, &#8220;persa in un urlo d&#8217;amore&#8221; ci introduce a una raccolta poetica che si preannuncia come un viaggio intenso e sensoriale tra arte, amore e interiorità.  L’amore, tema centrale della raccolta, viene esaltato nella sua carnalità e nella sua &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Autrice: Lucia Ferrara</p>



<p>Casa editrice: Kimerik</p>



<p>Pubblicazione: Dicembre  2024</p>



<p>Pagine: 118</p>



<p>Con la silloge<strong> Attraverso, Lucia Ferrara</strong>, <em>&#8220;persa in un urlo d&#8217;amore&#8221;</em> ci introduce a una raccolta poetica che si preannuncia come un viaggio intenso e sensoriale tra arte, amore e interiorità. </p>



<p><strong>L’amore, tema centrale della raccolta, viene esaltato nella sua carnalità e nella sua essenza terrena, in cui il corpo assume il ruolo di protagonista espressivo. </strong></p>



<p><strong>Le poesie si distinguono per una musicalità avvolgente e un linguaggio raffinato, che alterna metafore suggestive a immagini concrete della quotidianità</strong>. Il ritmo è vario, passando da liriche brevi e incisive a componimenti più articolati, quasi narrativi, che raccontano storie d’amore vissute, immaginate o sospese tra realtà e sogno.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>&#8230; Beato chi dorme<br>un sonno senza sogni<br>io sono sveglia<br>e ho questa vocazione maledetta<br>al sognare<br>sono serva sua<br>perché́ quando amo<br>non smetto di sanguinare&#8230;</p></blockquote>



<p class="has-background" style="background-color:#e9d4c6">Un elemento ricorrente è la contrapposizione tra luce e ombra: l’amore è descritto non solo nella sua dimensione più luminosa, ma anche in quella dolorosa, fatta di nostalgia, silenzi e distanze. Questo dualismo conferisce alla silloge una profondità che la rende autentica e universale, capace di risuonare nell’animo di ogni lettore</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>&#8230;Ho quindici giorni</p><p>per non rimanere </p><p>vedova dei tuoi occhi&#8230;</p></blockquote>



<p>Lucia Ferrara si muove con passo deciso nel linguaggio poetico donando al lettore una poesia che non si limita a descrivere, ma che trasporta, scuote e rigenera, rendendo il lettore protagonista di un percorso artistico ed emozionale profondo e coinvolgente.</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f1d6d7"><strong>Attraverso di Lucia Ferrara</strong> è una raccolta intensa e raffinata, che riesce a catturare la complessità dell’amore in tutte le sue forme. Poesie capaci di emozionare e far riflettere, con parole che sanno toccare le corde più profonde del cuore. Lettura consigliata.</p>



<p class="has-large-font-size">LEGGI ANCHE<a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/libellula/"> LIBELLULA</a> DI LUCIA FERRARA</p>



<p class="has-small-font-size"><strong>©leRossediscendonodaigatti ©Patrizia Zito &#8211; Immagine di Anteprima realizzata dall&#8217;ufficio grafico di Excalibur Promo</strong></p>
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		<title>PAPAVERO ROSSO di Patrizia Zito &#8211; Prefazione a cura di Carmen Trigiante</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/papavero-rosso-di-patrizia-zito-prefazione-a-cura-di-carmen-trigiante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2024 13:37:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È davvero una gioia poter condividere con voi tutti la notizia della pubblicazione del mio primo libro di poesie, Papavero rosso. Una raccolta autobiografica e intimistica in cui affronto senza timori gli alti e bassi dell&#8217;esistenza , mettendomi a nudo, e tuttavia, offrendo una visione di forza e consapevolezza. Le poesie contenute in questa raccolta &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>È davvero una gioia poter condividere con voi tutti<strong> </strong>la notizia della<strong> pubblicazione del mio primo libro di poesie</strong>, <strong>Papavero rosso.</strong> Una raccolta autobiografica e intimistica in cui affronto senza timori gli alti e bassi dell&#8217;esistenza , mettendomi a nudo, e tuttavia, offrendo una visione di forza e consapevolezza. Le poesie contenute in questa raccolta sono frammenti di esperienze umane intense: dall&#8217;amore travolgente al dolore acuto, dalle paure oscure alle gioie inebrianti. In <strong>Papavero rosso</strong> molte sono le inclusioni di elementi mitologici con la loro ricchezza di leggende e simboli – vissute come metafore &#8211; che si intrecciano ad accadimenti contemporanei, aggiungendo un&#8217;aura di mistero e magia alla raccolta, facendo emergere la risonanza tra i nostri turbamenti interiori e le vicende degli dèi e degli eroi dell&#8217;antichità. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2024/05/Prefazione_foto_n-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-2777" width="476" height="635" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2024/05/Prefazione_foto_n-768x1024.jpeg 768w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2024/05/Prefazione_foto_n-225x300.jpeg 225w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2024/05/Prefazione_foto_n-1152x1536.jpeg 1152w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2024/05/Prefazione_foto_n.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 476px) 100vw, 476px" /><figcaption>Prefazione di Carmen Trigiante </figcaption></figure></div>



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<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="480" height="640" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2024/05/OcchiBistrati-rotated.jpg" alt="" class="wp-image-2782" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2024/05/OcchiBistrati-rotated.jpg 480w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2024/05/OcchiBistrati-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure></div>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a40f11">Note conclusive </p>



<p>Prendere in mano la penna e mettere a nudo i pensieri più intimi, le gioie e i dolori che abitano dentro di noi, richiede un coraggio che pochi osano affrontare. I demoni con i quali abbiamo fatto a pugni nel corso della vita sono tutti lì in attesa per la resa dei conti.&nbsp;</p>



<p>Ogni tratto, ogni parola scritta è un passo verso la liberazione, un modo concreto per trasformare il <em>veleno in medicina</em>. Attraverso la scrittura, possiamo dare voce ai nostri silenzi, trasformando il caos interiore in poesia, in prosa, in un&#8217;opera d&#8217;arte che porta con sé il peso e la leggerezza dell&#8217;esistenza umana. Con la penna e un foglio bianco possiamo trasformare il dolore in bellezza, la disperazione in speranza.</p>



<p>Ma scrivere con l&#8217;anima non è solo un atto di coraggio verso noi stessi. È un ponte che tendiamo verso gli altri, affinché possano comprenderci e comprendersi meglio.</p>



<p>Ricordiamo sempre di trattare con delicatezza le opere degli altri. Ogni parola, ogni tratto di inchiostro è un pezzo del loro cuore, offerto al mondo con coraggio e vulnerabilità. Accogliamoli con rispetto e gratitudine, per il dono prezioso che ci offrono. Un dono per guarire, per crescere e per amare più profondamente di prima.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="480" height="640" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0877-rotated.jpg" alt="" class="wp-image-2791" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0877-rotated.jpg 480w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0877-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#be2225">Ringraziamenti </p>



<p><em>Con il cuore gonfio di gratitudine e gli occhi colmi di emozione, voglio esprimere il più profondo dei ringraziamenti alle persone che mi hanno sostenuto con il loro incoraggiamento e il supporto costante. In particolare</em></p>



<p><strong><em>Giovann</em></strong><em>i&nbsp;<strong>De Domenico,&nbsp;</strong>mio figlio, luce e respiro, per l’apprezzamento, i preziosi consigli e per avermi donato alcuni suoi disegni che arricchiscono le pagine della silloge.</em></p>



<p><strong><em>Carmen Trigiante</em></strong><em>, scrittrice e filosofa, di cui ho il privilegio di essere amica, con la quale condivido conversazioni arricchenti e stimolanti e che mi ha donato l’intensa<strong> prefazione</strong>.</em></p>



<p><strong><em>Arianna Persico</em></strong><em>, lettrice sopraffina, per aver apprezzato i miei testi agli albori e per avermi destato l’idea di scrivere un libro</em></p>



<p><strong><em>Nicole Chiodi</em></strong><em>, giovane donna dall’anima bella, per la foto di retrocopertina.</em></p>



<p><strong><em>Excalibur Promo</em></strong><em>&nbsp;e il suo ufficio grafico<strong>,</strong>&nbsp;per aver realizzato la copertina dei miei desideri.</em></p>



<p><strong><em>Yaka &#x1f43e;e Oly</em></strong><em>&nbsp;&#x1f43e; dispensatori instancabili di fusa e fonte di gioia e tenerezza infinite.&nbsp;</em></p>



<p><em>Un ringraziamento speciale alla mia insegnante di latino e greco<strong>, Irene Cavallari Risicato</strong>, per essere stata un faro luminoso durante la mia adolescenza e aver instillato in me l’amore per il sapere.&nbsp;</em></p>



<p><em>Tutte le grandi Donne che mi hanno preceduta e alle quali sono infinitamente grata per aver tracciato i solchi sui quali, noi loro discendenti dobbiamo proseguire il cammino per l’emancipazione. Ad ognuna di loro ho dedicato le pagine di questo blog &nbsp;<strong>Lerossediscendonodaigatti.</strong></em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2024/05/OcchiEgizi_foto-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-2779" width="436" height="581" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2024/05/OcchiEgizi_foto-768x1024.jpeg 768w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2024/05/OcchiEgizi_foto-225x300.jpeg 225w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2024/05/OcchiEgizi_foto.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 436px) 100vw, 436px" /></figure></div>



<p class="has-background has-medium-font-size" style="background-color:#eadcad">Il libro PAPAVERO ROSSO di PATRIZIA ZITO è in vendita su<a href="https://amzn.eu/d/4C5eAxn"> Amazon</a> o se ne può fare richiesta mandando una e-mail ai<a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/contatti/"> Contatti</a></p>



<p>ⒸRiproduzione Riservata</p>
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		<title>Adrienne Rich, una presenza rivoluzionaria nella poesia contemporanea</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/adrienne-rich-una-presenza-rivoluzionaria-nella-poesia-contemporanea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Sep 2023 02:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Adrienne Rich]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[impegno sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Le relazioni tra donne sono la forza più  temuta, più problematica e più  potenzialmente trasformatrice del pianeta” ______Adrienne Rich Tra le voci più influenti nel panorama letterario del XX secolo, Adrienne Rich emerge come una delle figure più significative e rivoluzionarie. La sua opera, caratterizzata da un profondo impegno sociale e politico, ha ispirato e &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote"><p>“Le relazioni tra donne sono la forza più </p><p>temuta, più problematica e più </p><p>potenzialmente trasformatrice del pianeta”</p><p>______Adrienne Rich</p></blockquote>



<p class="has-background" style="background-color:#e3ebee">Tra le voci più influenti nel panorama letterario del XX secolo,<strong><em> Adrienne Rich</em></strong> emerge come una delle figure più significative e rivoluzionarie. La sua opera, caratterizzata da un profondo impegno sociale e politico, ha ispirato e continua a ispirare generazioni di lettori e scrittori. La poetica di Adrienne Rich ha dato un importante contributo alla letteratura e alla lotta per i diritti delle donne.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Il contesto storico</p>



<p>Nata nel 1929 a Baltimora, Maryland, da una famiglia ebrea, <strong><em>Adrienne Rich</em></strong> vive in un periodo storico contraddistinto da importanti cambiamenti sociali e politici. Negli anni &#8217;50 e &#8217;60, gli Stati Uniti sono segnati dai movimenti per i diritti civili e dalla lotta contro le leggi razziali che segnano una svolta nella percezione delle disuguaglianze sociali. Questi eventi hanno fortemente influenzato la giovane Adrienne e hanno lasciato una traccia indelebile nel suo pensiero e nella sua poesia.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Una Poesia di Impegno Sociale</p>



<p>La poesia di Adrienne Rich è contrassegnata dal suo impegno sociale e politico, affronta temi come l&#8217;oppressione, la sessualità, l’omosessualità, il femminismo e il patriarcato. La sua capacità di fondere l&#8217;esperienza personale con l&#8217;analisi politica è ciò che rende le sue opere così potenti ed evocative. Nel corso della sua carriera, Rich ha dimostrato una profonda consapevolezza della condizione umana, ponendo l&#8217;accento sulle sfide e le lotte delle donne e delle minoranze.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Posizioni non negoziabili</p>



<p>L&#8217;attivismo di Adrienne Rich inizia negli anni Sessanta quando a NewYork  comincia ad occuparsi di giustizia sociale e movimento femminile, quest&#8217;ultimo è quello a cui sono state indirizzate le sue parole più fulgide.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Una donna che pensa dorme insieme a mostri.<br>Diviene il becco che la afferra. E la Natura,<br>baule pieno di tempora e mores,<br>dal coperchio rotto, eppure ancora utilizzabile,<br>si riempie di tutte queste cose: i fiori di arancio ammuffiti,<br>le pillole contro i dolori mestruali, i terribili seni<br>di Boadicea sotto i musi piatti delle volpi e le orchidee.<br>Due donne, belle, avvinghiate nella lotta,<br>entrambe orgogliose, scaltre, sottili, odo urlare<br>attraverso i cristalli e le maioliche<br>come Furie allontanate dalla preda.<br>L’argomentazione ad feminam, tutti gli antichi pugnali<br>arrugginiti nella mia schiena, io li pianto nella tua,<br>ma semblable, ma sœur. </p><p>_________Adrienne Rich</p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="960" height="822" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/fb_img_1614830951539.jpeg" alt="" class="wp-image-2666" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/fb_img_1614830951539.jpeg 960w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/fb_img_1614830951539-300x257.jpeg 300w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/fb_img_1614830951539-768x658.jpeg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></div>



<p class="has-background" style="background-color:#e7e1d2">Alla fine degli anni Novanta,  Adrienne Rich rifiuta di ricevere un riconoscimento prestigioso che la Casa Bianca con l&#8217;allora Presidente Clinton, le aveva riconosciuto, ritenendolo un «rituale ipocrita». Nel 2003, altrettanto nettamente, insieme ad altri, aveva declinato l’invito della Casa Bianca di George W. Bush a un evento relativo alle voci poetiche americane per protestare contro la guerra in Iraq. A</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Quando l’attacco squassa la volta stellata quando i bagliori notturni</p><p>confondono la notte e la giornata quando da stanze</p><p>dei quartieri alti abitate</p><p> franano nei crateri delle strade di sotto</p><p>cornicioni di antichi decori membra smembrate</p><p>quando il terrore vuota le strade</p><p>________Adrienne Rich</p></blockquote>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Femminismo e Lotta per l&#8217;Empowerment Femminile</p>



<p class="has-background" style="background-color:#e9e3c4">Uno dei temi centrali nella poesia di Adrienne Rich è il femminismo e la lotta per l&#8217;empowerment femminile. Nel suo celebre saggio del 1971 <strong><em>&#8220;When We Dead Awaken: Writing as Re-Vision</em></strong>&#8220;:  (<strong>Quando noi morti ci destiamo: la scrittura come Re-visione</strong>) propone «<em>una critica radicale della letteratura in senso femminista</em>», che permetta  alle donne di «<em>cominciare a vedere – e quindi vivere – di nuovo»</em>  La revisione al femminile, ha spiegato Adrienne Rich, consiste nel «<em>guardare indietro, vedere con occhi nuovi, entrare in un testo antico da una nuova prospettiva critica»</em> &#8230;  «<em>Dobbiamo conoscere i testi del passato</em>», conclude Adrienne Rich, «<em>ma conoscerli in modo diverso da come li abbiamo sempre conosciuti; non continuare a tramandare la tradizione, ma spezzare il vincolo che mantiene su di noi». </em></p>



<p class="has-background" style="background-color:#e9e3c4">Adrienne Rich parla del bisogno di riscrivere la storia delle donne e di ridare loro una voce. Le sue poesie riflettono una presa di posizione decisa contro la società patriarcale e le sue restrizioni sulle donne. Ha esplorato temi come la maternità, la sessualità femminile e il ruolo tradizionale delle donne nella società, cercando di sgretolare gli stereotipi e di aprire nuovi orizzonti di pensiero. <strong>Esamina da un punto di vista ideologico, psichico e simbolico il materiale che perpetua la discriminazione delle donne e la loro marginalizzazione, nonché i modi in cui nel Secondo Dopo Guerra le donne sono state sospinte ai margini della società, ritenute  inessenziali alla costruzione culturale ma sfruttate per l&#8217;affermazione del capitalismo consumista </strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/201130_r37448-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2669" width="692" height="692" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/201130_r37448-1024x1024.jpg 1024w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/201130_r37448-300x300.jpg 300w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/201130_r37448-150x150.jpg 150w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/201130_r37448-768x768.jpg 768w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/201130_r37448-1536x1536.jpg 1536w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/201130_r37448.jpg 1724w" sizes="(max-width: 692px) 100vw, 692px" /></figure></div>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">L&#8217;Amore come Forza Rivoluzionaria </p>



<p>Un altro elemento distintivo della poesia di Adrienne Rich è la sua concezione dell&#8217;amore come forza rivoluzionaria. Le sue poesie celebrano l&#8217;amore in tutte le sue sfaccettature, ma anche criticano la sua rappresentazione stereotipata e limitata nelle convenzioni sociali. L&#8217;amore, per Rich, diventa uno strumento di trasformazione sociale e personale, capace di abbattere le barriere dell&#8217;egoismo e dell&#8217;alienazione.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Eredità letteraria </p>



<p>Adrienne Rich ha lasciato un segno indelebile nella storia della poesia contemporanea, grazie alla sua capacità di unire il personale e il politico, e di dare voce a coloro che vivono ai margini. Il valore della sua poetica  risiede nella sua straordinaria capacità di porre domande profonde e provocatorie sulla società, mentre offre un potente messaggio di speranza e di cambiamento. Attraverso la sua poesia, Rich ci invita a riflettere sulla nostra umanità con una maggiore consapevolezza e sensibilità. La sua voce, ancor oggi, continua a risuonare nelle menti e nei cuori di coloro che cercano un mondo più giusto e inclusivo.</p>



<p><strong>GRAZIE ADRIENNE! </strong></p>



<p class="has-small-font-size">Testi di Patrizia Zito. Immagine di Anteprima realizzata dall&#8217;ufficio grafico di Excalibur Promo.</p>
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		<title>Alda Merini e i suoi 46 elettroschock subiti.</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/alda-merini-e-i-suoi-46-elettroschock-subiti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2023 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Alda Merini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle aprire le zolle potesse scatenar tempesta.&#8220; Alda Merini nasce a Milano in una famiglia modesta e sin da piccola dimostra&#160;un&#8217;innata inclinazione per la poesia, che fu presto smorzata sul nascere dalla sua famiglia (perché «con la poesia non si mangia») Ha dodici anni &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>“Sono nata il ventuno a primavera</em></p><p><em>ma non sapevo che nascere folle</em></p><p><em>aprire le zolle</em></p><p><em>potesse scatenar tempesta.</em>&#8220;</p></blockquote>



<p>Alda Merini nasce a Milano in una famiglia modesta e sin da piccola dimostra&nbsp;un&#8217;innata inclinazione per la poesia, che fu presto smorzata sul nascere dalla sua famiglia (perché «con la poesia non si mangia»)  Ha dodici anni quando le bombe della Seconda Guerra Mondiale sventrano la sua casa e sarà  costretta a trasferirsi con la sua famiglia presso una parente a Vercelli.  Esperienza, quella della guerra che  segnerà la vita di Alda e che non riuscirà mai a superare del tutto.&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em><br>“Sono nata a Milano il 21 marzo 1931, a casa mia, in via Mangone, a Porta Genova: era una zona nuova ai tempi, di mezze persone, alcune un po’ eleganti altre no. Poi la mia casa è stata distrutta dalle bombe. Noi eravamo sotto, nel rifugio, durante un coprifuoco; siamo tornati su e non c’era più niente, solo macerie.”</em></p></blockquote>



<p><em><br></em>Finita la guerra, rientra a Milano e decide di proseguire gli studi, tenta invano di accedere al Liceo Manzoni ma non supera la prova  di ammissione in italiano – lei che nel corso della vita ricevette ben due candidature al Premio Nobel per la Letteratura. Questo ci fa capire quanto la scuola comprenda i talenti!</p>



<p class="has-text-color has-large-font-size" style="color:#a30003">L&#8217;inizio del calvario per la &#8220;Poetessa dei Navigli&#8221;</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f1f4f6"><br>Le ombre della sua mente si manifestano la prima volta a sedici anni, nel 1947, quando viene internata per la prima volta in una clinica psichiatrica con la diagnosi di bipolarismo. Per venti anni entra ed esce dai manicomi. &nbsp;Ai tempi non era ancora in vigore la legge&nbsp;<strong>Basaglia</strong>, quindi, i manicomi esistevano e con essi tutte le sofferenze e le violenze subite dalle internate che avevano la sfortuna di frequentare luoghi simili; oltre ad essere tagliate fuori da ogni contatto con l&#8217;esterno, venivano imbottite di psicofarmaci, trattate senza alcuna delicatezza e la disumana pratica degli elettroschock rientrava nel protocollo di cura.  <strong>Alda ne subì ben 46!&nbsp;</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em><br>“In quel manicomio esistevano gli orrori degli elettroschock. Ogni tanto ci assiepavano dentro una stanza e ci facevano quelle orribili fatture. Io le chiamavo fatture perché non servivano che ad abbrutire il nostro spirito e le nostre menti. La stanzetta degli elettroshock era una stanzetta quanto mai angusta e terribile; e più terribile ancora era l’anticamera, dove ci preparavano per il triste evento.<br>Ci facevano una pre morfina, e poi ci davano del curaro perché gli arti non prendessero ad agitarsi in modo sproporzionato durante la scarica elettrica. L’attesa era angosciosa. Molte piangevano. Qualcuna orinava per terra.” </em></p><p><em>&#8211;&nbsp;L’altra verità. Diario di una diversa</em></p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="329" height="499" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/07/51GO59Sg85L._SX327_BO1204203200_.jpg" alt="" class="wp-image-1313" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/07/51GO59Sg85L._SX327_BO1204203200_.jpg 329w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/07/51GO59Sg85L._SX327_BO1204203200_-198x300.jpg 198w" sizes="(max-width: 329px) 100vw, 329px" /></figure></div>



<p><br>Sono momenti di profondo dolore che lei stessa ripercorrerà nelle sue poesie, in particolar modo nella raccolta La<em>Terra Santa&nbsp;</em>e che termineranno nel 1979.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>“Se la mia poesia mi abbandonasse come polvere o vento, se io non potessi più cantare, come polvere o vento, io cadrei a terra sconfitta trafitta forse come la farfalla e in cerca della polvere d’oro morirei sopra una lampadina accesa, se la mia poesia non fosse come una gruccia che tiene su uno scheletro tremante, cadrei a terra come un cadavere che l’amore ha sconfitto”</em></p></blockquote>



<p>Alda Merini è riuscita a <em>“trasformare il dolore in medicina”</em> (per usare un termine caro a <em>Daisaku Ikeda</em>) a convertire  la dolorosa esperienza dell&#8217;internamento in manicomio, regalandoci una straordinaria energia creativa e la sua immensa interiorità attraverso la sua  poesia che racconta i moti dell&#8217;animo e i tormenti che si agitano dentro di noi in modo semplice, con uno stile misto di poesia e prosa.&nbsp; Per intensità può essere accostata ad altre illustri poetesse quali la Dickinson, la Achmatova , Saffo e la Yourcenar.</p>



<p class="has-text-color has-large-font-size" style="color:#a30003">Il ritorno a Milano</p>



<p><br>E’ il 1979 quando Alda, torna definitivamente a casa, a&nbsp;Milano. E&#8217; fortemente motivata a scrivere, vuole mettere nero su bianco, per raccontare il calvario subito all&#8217;interno dei manicomi, le umiliazioni e i maltrattamenti inferti da parte dei medici e degli infermieri e lo racconterà nel libro <em>“L’altra verità. Diario di una diversa”</em>.&nbsp;Il libro è autobiografico e la “Poetessa dei Navigli” racconterà i dieci anni di esperienza vissuti all&#8217;interno dei manicomi in cui l&#8217;estro creativo, la poesia e la scrittura fossero stati la panacea per fronteggiare le brutture di quei luoghi. Divenne un personaggio molto richiesto nei salotti televisivi, a volte accettava di buon grado, altre volte era sopraffatta dall&#8217;immagine di poetessa folle che faceva divertire il pubblico. </p>



<p class="has-text-color has-large-font-size" style="color:#a30004">La casa di Milano</p>



<p> La sua casa a Milano nei pressi del Naviglio Grande è estremamente disordinata, piena di vecchie cose, un bazar in cui si mescolavano macchine da scrivere con ventilatori, rossetti e collane, le pareti di casa utilizzate come rubrica telefonica per annotare numeri di telefono, cose rotte e altre funzionanti, tutti oggetti sommersi dalla polvere che Alda non ha mai tolto così come non ha mai fatto ordine fuori e dentro di lei.  </p>



<p class="has-text-color has-large-font-size" style="color:#a30004">L&#8217;orrore dei manicomi</p>



<p>I trattamenti disumani e impietosi utilizzati all&#8217;interno degli istituti manicomiali  miravano ad annullare l’identità di una persona. Si consideri che molte donne ricoverate in manicomio erano perfettamente sane di mente. Buona parte delle cosiddette alienate sono donne ritenute scomode e rifiutate dalle loro famiglie che per liberarsene le rinchiudevano per sempre in un manicomio, altre ancora dalla personalità anticonformista venivano rinchiuse con la diagnosi di isteria.<strong> </strong>Durante la Prima Guerra Mondiale finivano in manicomio le donne che manifestavano gravi&nbsp;sintomi da stress post traumatico correlato al periodo storico e alle violenze ed eventi vissuti&nbsp;e che quindi necessitavano trattamenti di risanamento. E la situazione si aggravò durante il periodo fascista in cui venivano internate le donne che si discostavano dall&#8217;ideale di moglie e madre esemplare, le cosiddette <em>“malacarne</em>” perché costituivano una minaccia per la morale dello Stato. </p>



<p class="has-background" style="background-color:#f2f5f6">E&#8217; indiscutibilmente evidente che a sconvolgere la loro sorte fossero gli uomini, lo strapotere che gli uomini avevano sulle donne che trasformava irreparabilmente le loro vite. Fu promulgata una&nbsp;stretta normativa (Testo unico delle leggi di Pubblica Sicurezza 1926 prima e Codice Rocco 1930 poi), per cui il pater familias e il medico condotto coesi si liberavano in questo modo degli elementi femminili più scomodi o scandalosi, &#8221; il mostruoso femminile&#8221;.</p>



<p>Quanto dolore e quanta umiliazione hanno dovuto subire le nostre antenate e quante lacrime versate! </p>



<p class="has-text-color has-large-font-size" style="color:#a30003">Alcune Poesie della meravigliosa Alda Merini</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="480" height="640" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/07/IMG_9007-rotated.jpg" alt="" class="wp-image-1311" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/07/IMG_9007-rotated.jpg 480w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/07/IMG_9007-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure></div>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso</p><p>sei un granello di colpa</p><p>anche agli occhi di Dio</p><p>malgrado le tue sante guerre</p><p>per l’emancipazione.</p><p>Spaccarono la tua bellezza</p><p>e rimane uno scheletro d’amore</p><p>che però grida ancora vendetta</p><p>e soltanto tu riesci</p><p>ancora a piangere,</p><p>poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,</p><p>poi ti volti e non sai ancora dire</p><p>e taci meravigliata</p><p>e allora diventi grande come la terra</p><p>e innalzi il tuo canto d’amore.</p><p>&#8211; A tutte le donne</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><br>Amai teneramente dei dolcissimi amanti</p><p>senza che essi sapessero mai nulla.</p><p>E su questi intessei tele di ragno</p><p>e fui preda della mia stessa materia.</p><p>In me l’anima c’era della meretrice</p><p>della santa della sanguinaria e dell’ipocrita.</p><p>Molti diedero al mio modo di vivere un nome</p><p>e fui soltanto una isterica.</p><p>&#8211; da “La gazza ladra” </p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>La luna geme sui fondali del mare,<br>o Dio quanta morta paura<br>di queste siepi terrene,<br>o quanti sguardi attoniti<br>che salgono dal buio a ghermirti nell’anima ferita.</p><p>La luna grava su tutto il nostro io<br>e anche quando sei prossima alla fine<br>senti odore di luna<br>sempre sui cespugli martoriati<br>dai mantici<br>dalle parodie del destino.</p><p>Io sono nata zingara, non ho posto fisso nel mondo,<br>ma forse al chiaro di luna<br>mi fermerò il tuo momento,<br>quanto basti per darti<br>un unico bacio d’amore.</p><p>&#8211; Canto alla luna da “Vuoto d’amore”&nbsp;Einaudi 1991</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Io sono folle, folle,&nbsp;</p><p>folle di amore per te.</p><p>Io gemo di tenerezza</p><p>perchè sono folle, folle,</p><p>perchè ti ho perduto.</p><p>Stamane il mattino era sì caldo</p><p>che a me dettava questa confusione,</p><p>ma io era malata di tormento</p><p>ero malata di tua perdizione.</p><p>&#8211; La Terra Santa&nbsp;</p></blockquote>



<p class="has-background" style="background-color:#efd6bb">Alda Merini ha ricevuto numerosi riconoscimenti fra cui il <em>Premio Procida</em> &#8211; <em>Elsa Morante,</em> il <em>Premio</em> <em>Librex Montale</em>, la <em>laurea magistrale honoris causa in Teorie della comunicazione e dei linguaggi</em>, ed è stata insignita dell&#8217;onorificenza di <em>Dama di commenda al merito della Repubblica Italiana </em></p>
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		<title>Marina Cvetaeva, una donna orgogliosamente “non per bene”</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/marina-cvetaeva-una-donna-orgogliosamente-non-per-bene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2022 02:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Cvetaeva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Io devo essere amata in modo del tutto straordinario per poter amare straordinariamente Marina vive per l’amore e per il dolore che per lei sono inscindibili. Impossibile paragonare la sua poetica ad altri, lei è unica, la voce femminile più alta della poesia russa. E unica è la sua vita vissuta come un romanzo triste.&#160; &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote"><p>Io devo essere amata in modo del tutto straordinario</p><p> per poter amare straordinariamente</p></blockquote>



<p class="has-background" style="background-color:#f1f3f4">Marina vive per l’amore e per il dolore che per lei sono inscindibili. Impossibile paragonare la sua poetica ad altri, lei è unica, la voce femminile più alta della poesia russa. E unica è la sua vita vissuta come un romanzo triste.&nbsp;</p>



<p>Nasce a Mosca nel 1894 e muore misteriosamente suicida a Kazan nel 1941</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Sappiate che esistono solo omicidi<br>Al mondo nessuno si è mai suicidato.</p></blockquote>



<p>In 49 anni, si concentra un’esistenza fatta di morti, rinunce, separazioni, amori e povertà.&nbsp;Una vita tragica, legata alla poesia come all’infelicità, mossa solo da turbamenti interiori.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">L’Infanzia e il rapporto difficile con la madre.</p>



<p><strong>La Cvetaeva era dotata naturalmente di una profonda sensibilità maturata in un ambiente familiare culturalmente ricco e stimolante.</strong> Il padre, filologo, aveva una cattedra all’Università di Mosca e aveva fondato il Museo delle Belle Arti e la madre, donna di straordinaria cultura e talentuosa pianista. <strong>Tuttavia, la sua famiglia era felice solo in apparenza, presentava delle crepe che a una bambina di grande profondità non potevano sfuggire.</strong> La madre, innamorata di un uomo sposato, era stata costretta a sposarsi senza amore rimanendo intrappolata in una prigione di convenzioni sociali e costretta a interrompere gli studi e rinunciare al suo vero amore.</p>



<p><strong>La poetessa si sentiva non desiderata da sua madre e spesso sognava di essere adottata da una creatura immaginaria e da bambina ha perfino provato “un desiderio frenetico di perdersi” nella città di Mosca. </strong>La madre morì che Marina aveva 14 anni, ma continuò a essere una figura centrale per la scrittura della Cvetaeva e lo sviluppo della sua poetica, tanto che le dedicò anche uno scritto di memorie “Mia madre e la musica”.&nbsp;</p>



<p class="has-medium-font-size">Una donna che lotta per l’emancipazione.</p>



<p class="has-background" style="background-color:#eef2f4"><strong>È forse da qui che prese avvio l’attenzione della poetessa nei confronti della condizione della donna, la sua lotta contro la stereotipizzazione della figura femminile,</strong> della sua riduzione in ruoli definiti di moglie e madre. E da qui anche l’impulso a restituire dignità alle figure del mito e della letteratura che, risorgono dalla penna della poetessa russa, con una nuova vita e in grado di fronteggiare la loro controparte maschile causa delle loro sofferenze e della loro fine.&nbsp;</p>



<p class="has-background" style="background-color:#eef2f4">Donne che si prendono la rivincita sui soprusi subiti: Ofelia che accusa Amleto di misoginia; Euridice che intima a Orfeo di andare via e di non turbare la sua pace. Donne del mito che acquistano dignità e voce, la stessa che <em>Marina Cvetaeva</em> non perse mai, animata da un grande coraggio, incurante di ogni tipo di ostacolo che si presentava sul suo cammino.</p>



<p>Nel 1909 si trasferì da sola a Parigi per frequentare lezioni di letteratura francese alla Sorbona e per avvicinarsi alla patria di Napoleone, figura molto ammirata da lei in quel periodo.&nbsp; Di lì a poco pubblicò i suoi primi libri di poesie&nbsp;<em>Album serale</em> e&nbsp;<em>Laterna magica&nbsp;</em>pubblicata nel 1912, periodo in cui la giovane<strong><em> Marina</em> si sposò con <em>Sergéj Efron, </em>di origine ebrea e di famiglia molto colta e da cui ebbe due figlie. Passionale e irrequieta, alla continua ricerca di qualcuno che potesse comprenderla nel profondo,</strong> <strong>Marina nonostante amasse profondamente il marito, ebbe numerose relazionali extraconiugali, amori carnali, spirituali e anche saffici.</strong>&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/03/8502eba1493960d839f4e614acc7d29f-1024x989.jpg" alt="" class="wp-image-1966" width="543" height="524" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/03/8502eba1493960d839f4e614acc7d29f-1024x989.jpg 1024w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/03/8502eba1493960d839f4e614acc7d29f-300x290.jpg 300w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/03/8502eba1493960d839f4e614acc7d29f-768x742.jpg 768w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/03/8502eba1493960d839f4e614acc7d29f-1536x1484.jpg 1536w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/03/8502eba1493960d839f4e614acc7d29f-2048x1978.jpg 2048w" sizes="(max-width: 543px) 100vw, 543px" /></figure></div>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Trovate parole che mi incantino:</p><p> credo soltanto agli incantesimi</p></blockquote>



<p><strong>Tradì tutti gli uomini meno che se stessa, non intendeva annientarsi per amore, per nessuno.</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Ho sempre voluto e addirittura preteso che mi si ami come sono<br>– per ciò che sono – perché sono.<br>Non per ciò che, secondo voi, potrei, dovrei, avrei dovuto essere.</p></blockquote>



<p class="has-background" style="background-color:#f1e8cc">Si definì una “donna non per bene”, proprio perché la sua diversità rispetto a paradigmi e luoghi comuni del tempo era così straordinariamente pronunciata da non poter passare inosservata.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">L’Amore per<em> Boris Pasternak</em></p>



<p>Il celebre poeta e narratore moscovita si innamora follemente della spigolosa ed immensa poetessa, sua concittadina, quando ne legge i versi.&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>“La verità è che bisognava leggerla attentamente. Quando lo feci rimasi senza respiro per l’abisso di purezza e forza che si spalancava…”. &#8211; Boris Pasternak</p></blockquote>



<p>Cominciò con lei una corrispondenza appassionata. Lui voleva lasciare la Russia e la famiglia per raggiungerla, ma lei si oppose. Non voleva lasciare il marito, seppur tradito dal primo giorno, e fermò Boris con mille ragioni, meno quella vera: che era un amore di penna e tale doveva restare.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/03/boris-pasternak.jpg" alt="" class="wp-image-1967" width="325" height="492" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/03/boris-pasternak.jpg 389w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/03/boris-pasternak-198x300.jpg 198w" sizes="(max-width: 325px) 100vw, 325px" /></figure></div>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Boris ti scrivo lettere sbagliate<br>Quelle vere non toccano la carta<br>&#8211; Lettera a Boris Pasternak &#8211;</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Tu mi sei affine tutto, da parte a parte, terribilmente e angosciosamente affine, come io a me stessa – senza asilo, come le montagne. (Non è una dichiarazione d’amore: di destino)<br>&#8211; Lettera a Boris Pasternak &#8211;</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>E sempre, sempre, sempre, Pasternak, in tutte le stazioni della mia vita, accanto a tutti i lampioni dei miei destini, lungo tutti gli asfalti, sotto tutti gli ‘sghembi acquazzoni’ – sarà sempre la stessa cosa: il mio appello, il Vostro arrivo.<br>&#8211; Lettera a Boris Pasternak &#8211; </p></blockquote>



<p>Una nota dolce nella tragicità della loro vita, costellata di povertà e isolamento dalla comunità letteraria. Nonostante la grandezza della loro ispirazione narrativa e poetica, Boris non riuscì mai a ricevere il premio Nobel per il suo unico grande romanzo, “Il dottor Zivago” a causa di un intrigo della CIA e del KGB e morì in povertà, mentre Marina, isolata dalla colonia dei profughi russi, tornò in Russia. Il marito fu ucciso dai servizi segreti, una figlia era già morta precedentemente e l’altra figlia costretta al confino, Marina si suicidò misteriosamente e il suo corpo fu sepolto in una fossa comune.</p>



<p>Aveva 49 anni. La sua poesia resta ineguagliata, come il suo orgoglio.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>E per tutta la vita<br>Ho inondato d’amore<br>Sempre le persone sbagliate.</p></blockquote>



<p><strong>©Riproduzione Vietata</strong></p>
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		<title>La MADELEINE di  PROUST,  poesie, sapori e ricordi&#8230;</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/la-madeleine-di-proust-poesie-sapori-e-ricordi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Feb 2022 09:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensieri e Parole]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[madeleine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa scopro questa poesia intensa e altamente erotica di cui non conoscevo l&#8217;autore:&#160; “Mi perseguita il tuo odore, mi insegue e mi possiede. Questo odore non è un profumo sovrapposto su di te, non è l’aroma che porti come un ornamento in più: è il tuo odore essenziale, il tuo alone unico. E &#8230;</p>
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<p>Qualche giorno fa scopro questa poesia intensa e altamente erotica di cui non conoscevo l&#8217;autore:&nbsp;</p>



<div class="wp-block-columns">
<div class="wp-block-column" style="flex-basis:100%">
<blockquote class="wp-block-quote"><p>“<em>Mi perseguita il tuo odore, mi insegue e mi possiede. Questo odore non è un profumo sovrapposto su di te, non è l’aroma che porti come un ornamento in più: è il tuo odore essenziale, il tuo alone unico. E quando, assente, il mio vuoto ti convoca, una raffica di quell’alito mi arriva dal punto più dolce della notte. Io odoro di te e il tuo odore mi impregna dopo che siamo stati insieme a letto, e quell’aroma sottile mi alimenta, e quell’alito essenziale mi sostituisce.</em> <em>Io odoro di te”.</em></p><p>Darío Jaramillo Agudelo</p></blockquote>
</div>
</div>



<p>e ho fatto un&#8217;associazione di idee ricordandomi la <strong>madeleine di Proust</strong></p>



<p><strong>Viene spesso citato questo esempio letterario per spiegare come un oggetto, un gesto, un colore ma in particolar modo un profumo, un odore appunto, possa riportarci fortemente alla memoria ricordi che credevamo dimenticati. </strong> A chi non è successo di ricordarsi in maniera istantanea e vivida di una persona cara o di un evento del passato. La rilevanza è tale che è stato creato il termine<em>&nbsp;<strong>sindrome di Proust&nbsp;</strong>&nbsp;</em>per descrivere il fenomeno. Sto parlando di&nbsp;<strong>Alla ricerca del tempo perduto</strong>, uno dei massimi capolavori della letteratura mondiale in 7 volumi e circa tremila pagine!</p>



<p>In questo romanzo, il protagonista ricorda poco o niente della sua infanzia, ma racconta di come dopo aver assaggiato un pasticcino inzuppato nel tè mentre si trovava a Parigi, gli tornino in mente alcuni dettagli di quando era piccolo, il viso di zia Lèonie e la cittadina di Combray . Questa memoria sopraggiunge grazie al sapore della&nbsp;<em>madeleine</em>&nbsp;che gli rievoca la memoria del biscotto assaggiato anni prima. Un semplice morso e un profumo scatenano emozioni e sentimenti a riprova della nostra umanità e sensibilità.&nbsp;Il passato di Proust irrompe nel suo presente in maniera del tutto inattesa, semplicemente attraverso alcune briciole immerse in una tazza di tè fumante, facendo rinascere in lui il piccolo Marcel, quel bambino che non vedeva l’ora di scappar via da quella cittadina di provincia.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>“&nbsp;[…] Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati madeleine, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo.[…]</em></p><p><em>Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me.[…]</em></p><p><em>Poi, tutt’a un tratto il ricordo è apparso davanti a me. Il sapore, era quello del pezzetto di madeleine che la domenica mattina a Combray, quando andavo a dirle buongiorno nella sua camera da letto, zia Leonie mi offriva dopo averlo intinto nel suo infuso di tè o di tiglio.”</em></p><p>LA RECHERCHE, ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO</p><p>DALLA PARTE DI SWANN, 1° volume, 1909 -1922</p></blockquote>



<p class="has-background" style="background-color:#e5eaec"><br>La grande intuizione di Proust fu, dunque, che l’olfatto e il gusto hanno un ruolo fondamentale per la memoria e per il recupero dei ricordi, soprattutto perché involontaria. Nel 1911, l’anno della madeleine appunto, gli scienziati non avevano ancora idea di come i nostri sensi comunicassero all’interno del cervello. Oggi le neuroscienze sanno che Proust aveva ragione. I sensi dell’olfatto e del gusto sono quelli più “sentimentali”. Non è facile, infatti, descrivere a qualcun altro il profumo di gelsomino o l’aroma del caffè, perché si tratta di percezioni intime e difficilmente condivisibili. Questo perché gusto e olfatto sono gli unici due sensi direttamente collegati all’ippocampo, che guarda caso, è il centro della memoria a lungo termine. La scienza spiega le nostre emozioni, in questa eterna dicotomia di Ragione e Sentimento&#8230;</p>



<p class="has-medium-font-size">Teniamoci stretti i nostri ricordi, sono frammenti della nostra vita!</p>



<p><strong>© Riproduzione Riservata</strong></p>



<p></p>
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		<title>Una musa per un poeta: Jane  Cooney Baker e  Charles Bukowski</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/una-musa-per-un-poeta-jane-cooney-baker-e-charles-bukowski/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Nov 2021 10:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini che Amano le Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Bukowski]]></category>
		<category><![CDATA[Jane Cooney Baker]]></category>
		<category><![CDATA[musa di Bukowski]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Raccolgo la gonna,raccolgo le perline scintillantinere,questa cosa che una volta si muovevaattorno alla carne,e do del bugiardo a Dio,dico che qualsiasi cosa che si muovevacosìo che sapevail mio nomenon dovrebbe mai morirenel senso comune di morire,e raccolgoil suo belvestito,tutta la sua bellezza andata,e parlo a tutti gli dei,dei ebraici, dei cristiani,frammenti di cose che lampeggiano,idoli, &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote"><p>Raccolgo la gonna,<br>raccolgo le perline scintillanti<br>nere,<br>questa cosa che una volta si muoveva<br>attorno alla carne,<br>e do del bugiardo a Dio,<br>dico che qualsiasi cosa che si muoveva<br>così<br>o che sapeva<br>il mio nome<br>non dovrebbe mai morire<br>nel senso comune di morire,<br>e raccolgo<br>il suo bel<br>vestito,<br>tutta la sua bellezza andata,<br>e parlo a tutti gli dei,<br>dei ebraici, dei cristiani,<br>frammenti di cose che lampeggiano,<br>idoli, pillole, pane,<br>metri, rischi,<br>resa consapevole,<br>ratti nel sugo di due quasi impazziti<br>senza possibilità,<br>la conoscenza del colibrì, le possibilità del colibrì,<br>mi appoggio a questo,<br>mi appoggio a tutto questo<br>e riconosco<br>il suo vestito sul mio braccio<br>ma<br>loro non<br>me la ridaranno indietro.<br><br>Charles Bukowski,&nbsp;<br>Per Jane: con tutto l’amore che avevo, che non era abbastanza</p></blockquote>



<p>Versi sofferti, in cui il poeta esprime il suo immenso dolore e annichilimento per la perdita di Jane&nbsp;Cooney Baker, ritenuta il più grande amore della vita di “Hank”. <strong>Due vite allo sbando, fatte di alcool e disperazione, che si unirono. La loro relazione, durò per circa dieci anni, tormentata e turbolenta,</strong> alternata da momenti di distacco, causati dalle crisi maniaco- compulsive di cui Jane soffriva e che trovarono un corrosivo palliativo nella bottiglia, che la condusse alla morte nel 1962, lasciando un profondo trauma nell&#8217;animo di Bukowski</p>



<p>Da quel giorno <strong>Charles riversò il dolore per il lutto nella scrittura,</strong> dando vita a una serie di poesie e racconti che piangevano la morte di quella che fu probabilmente l’unica donna mai amata da Charles.</p>



<p><strong>Ancora oggi Jane è considerata la Musa più importante che ispirò la sua penna.</strong> </p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Sai cosa succederà&nbsp;<br>a noi due?&nbsp;<br>Ci cercheremo,&nbsp;<br>ancora.<br>Ci cercheremo&nbsp;<br>nelle canzoni,&nbsp;<br>nelle citazioni,&nbsp;<br>nei libri.<br>Ci cercheremo&nbsp;<br>tra gli sguardi della gente.<br>Magari la sera,&nbsp;<br>che ci frega sempre.<br>Avremo voglia di scriverci, ancora.<br>Magari nei sogni,&nbsp;<br>di entrambi.<br>Nonostante tutte le litigate, nonostante i&nbsp;<br>&#8220;con te ho chiuso,&nbsp;<br>sei fuori dalla mia vita&#8221;<br>Ci penseremo,&nbsp;<br>di nascosto,&nbsp;<br>e fingeremo.<br>Fingeremo il mattino seguente&nbsp;<br>di aver pensato ad altro.<br>Ci mancheremo,&nbsp;<br>eccome.<br>E questa&nbsp;<br>sarà la nostra punizione.<br>La punizione&nbsp;<br>di non aver provato&nbsp;<br>a tenerci&nbsp;<br>quando tutto tra noi&nbsp;<br>stava per crollare.</p></blockquote>



<p class="has-background" style="background-color:#f6e4bd">Leggi anche la storia d&#8217;amore di<a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/le-lettere-di-rainer-maria-rilke-alla-gatta-narcisista/"> Lou Andreas Salomè e Rainer Maria Rilke.</a> Una grande musa ispiratrice per uno dei già grandi poeti di tutti i tempi  </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/una-musa-per-un-poeta-jane-cooney-baker-e-charles-bukowski/">Una musa per un poeta: Jane  Cooney Baker e  Charles Bukowski</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://lerossediscendonodaigatti.blog">le Rosse discendono dai Gatti</a>.</p>
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		<title>Eugenio Montale a Carla Fracci, &#8221; la danzatrice stanca&#8221;</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/carla-fracci-la-danzatrice-stanca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 May 2021 15:55:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini che Amano le Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Carla Fracci]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, 27 maggio 2021, all&#8217;età di 85 anni ci ha lasciato CARLA FRACCI, un mito della danza, anzi lei era la danza.&#160; La prima ballerina assoluta così l&#8217;ha definita il New York Times nel 1981. Le parole che associo alla sua figura sono leggiadria, grazia, eleganza e tenacia. Quella tenacia che dalla sua famiglia di &#8230;</p>
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<p class="has-normal-font-size"><br>Oggi, 27 maggio 2021, all&#8217;età di 85 anni ci ha lasciato <strong>CARLA FRACCI</strong>, un mito della danza, anzi lei era la danza.&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>La prima ballerina assoluta</p></blockquote>



<p class="has-normal-font-size">così l&#8217;ha definita il New York Times nel 1981.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="428" height="308" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/05/carla-fracci-511-1.jpg" alt="" class="wp-image-994" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/05/carla-fracci-511-1.jpg 428w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/05/carla-fracci-511-1-300x216.jpg 300w" sizes="(max-width: 428px) 100vw, 428px" /></figure></div>



<p class="has-normal-font-size"><br>Le parole che associo alla sua figura sono leggiadria, grazia, eleganza e tenacia. Quella tenacia che dalla sua famiglia di umili origini l&#8217;ha portata in cima agli onori dell&#8217;Olimpo, a calcare i palcoscenici dei più importanti e blasonati teatri internazionali danzando con i più grandi ballerini da Rudolf Nureyev a Marinel Stefanescu, a Gheorghe Iancu a Roberto Bolle. E&#8217; nota per aver interpretato figure romantiche e drammatiche quali Giselle, Giulietta, <a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/medea-giasone-e-il-vello-doro-la-vendetta-distruttrice/">Medea.</a>&nbsp;(leggi l&#8217;articolo). Di sé diceva </p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>“In tanti mi hanno chiesto come ci si sente a essere un mito. Ma i miei che erano dei lavoratori, padre tranviere, madre operaia mi hanno insegnato che il successo si deve guadagnare. E io ho lavorato, lavorato, lavorato&#8230; &#8220;. E poi: “Sono cresciuta tra i contadini, nelle campagne vicino Cremona, libera, tra molti affetti e necessità concrete. E proprio lì, ben piantate nella terra, ci sono le mie radici&#8221;.</p></blockquote>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container"><iframe loading="lazy" title="Carla Fracci - The Dying Swan (La morte del cigno) - One of her best performances ever" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/lNH4q1-toPw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p class="has-normal-font-size">Voglio ricordarla con i versi  che&nbsp;<strong>Eugenio Montale</strong>&nbsp;le ha dedicato con la poesia <strong>La danzatrice stanca,</strong> nel lontano 1969.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Torna a fiorir la rosa che pur dianzi languia…<br>dianzi? Vuol dire dapprima, poco fa.<br>e quando mai può dirsi per stagioni<br>che s’incastrano l’una nell’altra, amorfe?<br>ma si parla della rifioritura<br>d’una convalescente, di una guancia<br>meno pallente ove non sia muffito<br>l’aggettivo, del più vivido accendersi<br>dell’occhio, anzi del guardo.<br>è questo il solo fiore che rimane<br>con qualche merto d’un tuo dulcamara.<br>a te bastano i piedi sulla bilancia<br>per misurare i pochi milligrammi<br>che i già defunti turni stagionali<br>non seppero sottrarti. Poi potrai<br>rimettere le ali non più nubecola<br>celeste ma terrestre e non è detto<br>che il cielo se ne accorga. basta che uno<br>stupisca che il tuo fiore si rincarna<br>si meraviglia. non è di tutti i giorni<br>in questi nivei défilés di morte.</p></blockquote>



<p class="has-normal-font-size">Si conobbero al Teatro alla Scala, al tempo il poeta era critico musicale per il&nbsp;<em>Corriere della sera&nbsp;</em>ed era già famoso, risale a ben 30 anni prima la pubblicazione di&nbsp;&nbsp;<em>Ossi di Seppia</em>&nbsp;.</p>



<p class="has-normal-font-size">La frequentazione assidua della&nbsp;Scala<strong>&nbsp;</strong>gli permise di assistere ai progressi di&nbsp;<strong>Carla Fracci</strong>, misurandone l&#8217;ascesa da ballerina di fila a protagonista assoluta della scena internazionale, stringendo con lei un legame di intensa amicizia e assidua frequentazione.</p>



<p class="has-normal-font-size">Il poeta descrive la danzatrice che torna sul palco dopo la gravidanza più forte di prima (&nbsp;<em>a te bastano i piedi sulla bilancia&nbsp;per misurare i pochi milligrammi&nbsp;che i già defunti turni stagionali non seppero sottrarti</em>),&nbsp;con la consueta grazia e leggiadria (<em>rimettere le ali</em>) ma anche testimonia la capacità della danzatrice di far tornare in vita personaggi che senza il suo tocco rimarrebbero inanimati (<em>nivei défilés di morte).</em></p>



<p class="has-normal-font-size"><em>Metodo, disciplina, abnegazione, talento sono elementi indispensabili per il raggiungimento di un duraturo successo,elementi che erano propri della grande, immensa Carla Fracci</em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="695" height="447" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/05/rudolf_nureyev2.jpg" alt="" class="wp-image-995" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/05/rudolf_nureyev2.jpg 695w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/05/rudolf_nureyev2-300x193.jpg 300w" sizes="(max-width: 695px) 100vw, 695px" /></figure></div>
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		<title>Il ritorno di Lilith &#8211; Joumana Haddad</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/il-ritorno-di-lilith-joumana-haddad/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 May 2021 14:48:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Mitologia]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[#emancipazione]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[Jouman Haddad]]></category>
		<category><![CDATA[Lilith]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Io sono Lilith la dea delle due notti che torna dall&#8217;esilio.&#160; Io sono Lilith la donna destino. Nessun maschio ne è sfuggito, nessun maschio ne vorrebbe sfuggirle.&#160; Io sono Lilith che torna dalla cella dell&#8217;oblio bianco, leonessa del signore e dea delle due notti. Raccolgo ciò che non può essere raccolto nella mia coppa e &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote"><p>“<em>Io sono Lilith la dea delle due notti che torna dall&#8217;esilio.&nbsp;</em></p><p><em>Io sono Lilith la donna destino. Nessun maschio ne è sfuggito, nessun maschio ne vorrebbe sfuggirle.&nbsp;</em></p><p><em>Io sono Lilith che torna dalla cella dell&#8217;oblio bianco, leonessa del signore e dea delle due notti. Raccolgo ciò che non può essere raccolto nella mia coppa e lo bevo perché sono la sacerdotessa e il tempio.&nbsp;</em></p><p><em>Consumo tutte le ebbrezze perché non si creda che io mi possa dissetare. Mi faccio l&#8217;amore e mi riproduco per creare un popolo del mio lignaggio, poi uccido i miei amanti per far posto a quelli che non mi hanno ancora conosciuta.&nbsp;</em></p><p><em>Dal flauto delle due cosce sale il mio canto e dalla mia lussuria si aprono i fiumi. Come non potrebbero esserci maree ogni volta che tra le mie labbra verticali brilla un sorriso?</em></p><p><em>Non sono la ritrosia nè la giumenta facile, piuttosto il fremito della prima tentazione.&nbsp;</em></p><p><em>Non sono la ritrosia nè la giumenta facile, piuttosto lo svanimento dell&#8217;ultimo rimpianto.&nbsp;</em></p><p><em>Io sono la leonessa seduttrice e torno per coprire i sottomessi di vergogna e per regnare sulla terra. Torno per guarire la costola di Adamo e liberare ogni uomo dalla sua Eva.&nbsp;</em></p><p><em>Io sono Lilith e torno dal mio esilio per ereditare la morte della madre che ho generato&nbsp;</em>“</p><cite>Il Ritorno di Lilith, Joumana Haddad</cite></blockquote>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="446" height="850" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/05/Lilith_John_Collier_painting-1.jpg" alt="LILITH_1887_ John Collier
" class="wp-image-797" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/05/Lilith_John_Collier_painting-1.jpg 446w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/05/Lilith_John_Collier_painting-1-157x300.jpg 157w" sizes="(max-width: 446px) 100vw, 446px" /></figure></div>



<p class="has-text-align-center">LILITH_1887_John Collier</p>



<p class="has-text-color has-large-font-size" style="color:#9e0404"><strong>JOUMANA HADDAD, &nbsp;POETESSA RIVOLUZIONARIA</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-large"><p><strong>«Devono andarsene. Non abbiamo armi come loro per forzare la situazione ma se non si ritirano io poetessa e attivista per i diritti umani sarei pronta a ucciderli con le mie mani, e come me altri». </strong></p><cite><a href="https://www.corriere.it/esteri/20_agosto_08/beirut-joumana-haddad-il-vero-cambiamento-slogan-laici-piazza-00bd7ba2-d99a-11ea-89ec-853d2bb5ced9.shtml">https://www.corriere.it/esteri/20_agosto_08/beirut-joumana-haddad-il-vero-cambiamento-slogan-laici-piazza-00bd7ba2-d99a-11ea-89ec-853d2bb5ced9.shtml</a></cite></blockquote>



<p class="has-background" style="background-color:#f6f8f9"><strong>JUMANA HADDAD, 1970, scrittrice, giornalista e attivista libanese di Beirut, ha conseguito due lauree e un dottorato sul Marchese de Sade. Una delle donne arabe più influenti per il suo attivismo culturale e sociale.  E&#8217; nota soprattutto per la sua raccolta di poesie, tradotta in tutte le lingue e per le quali ha vinto numerosi premi internazionali. Le sua poetica affronta argomenti tabù come il rapporto con il corpo, il sesso, l&#8217;erotismo e la sensualità femminile.</strong> <strong>Combatte da sempre per i diritti delle donne e per l&#8217;emancipazione femminile.</strong></p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="656" height="492" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/05/joumanpres-kLvD-656x492@Corriere-Web-Sezioni.jpg" alt="" class="wp-image-791" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/05/joumanpres-kLvD-656x492@Corriere-Web-Sezioni.jpg 656w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2021/05/joumanpres-kLvD-656x492@Corriere-Web-Sezioni-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 656px) 100vw, 656px" /></figure></div>



<p class="has-text-color has-large-font-size" style="color:#a10303"><strong>Chi era Lilith?</strong> </p>



<p>Bellissimo il dipinto di John Collier, pittore <a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/evelyn-de-morgan-femmes-fatales-e-chiome-rosse-nei-quadri-preraffaelliti/">Preraffaellita</a>, che ritrae Lilith dalla ramata  chioma ondeggiante come il fogliame autunnale. Un mito antichissimo che compare dapprima nelle antiche religioni mesopotamiche ed ebraiche è il mito di&nbsp;<strong>LILITH.</strong>&nbsp;Una vicenda poco conosciuto racconta della ribellione di Lilith, prima donna di Adamo a cui lei non volle essere sottomessa, lo abbandonò nel Paradiso Terrestre e se ne andò. Dio allora creò Eva dalla costola di Adamo, perché non seguisse le sue orme. Nel Vecchio Testamento si narra che la prima moglie di Adamo fosse proprio Lilith creata dalla stessa sostanza del compagno e nello stesso istante</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-large"><p><em>Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò.</em></p><p><strong><em><strong>Genesi, 1:27; 10</strong></em></strong></p></blockquote>



<p><strong>Lilith </strong> fu la prima donna a disobbedire, è la donna che per la prima volta propone all’uomo di invertire le posizioni dell’amore. <strong>Lilith si rifiutò di giacere sotto al suo compagno in senso fisico e simbolico, lei sapeva di essere stata creata nello stesso istante di Adamo e sapeva che il potere era per metà un suo diritto.</strong> Non vedendo riconosciuto il suo potere, preferì abbandonare il Paradiso Terrestre piuttosto che sottomettersi alla volontà di Dio e di Adamo. La cultura Medioevale trasformò la sua figura in quella di un demone e la Chiesa la condannò alla <em>damnatio memoriae</em> &#8211; ma va? &#8211; </p>



<p> Si riscattò alla fine dell&#8217;Ottocento, durante le battaglie per l&#8217;emancipazione femminile diventando simbolo della libertà delle donne. </p>



<p>Lilith è l&#8217;archetipo che alberga nelle profondità dell&#8217;inconscio femminile, in astrologia Lilith è la luna nera, e nella leggenda di Lilith si può individuare la paura dell’uomo nei confronti della donna che non si conforma alle sue leggi, <strong>una donna che dice “no”, che non si lascia domare e segue la sua natura selvaggia.</strong></p>



<p>Qualcuno insinua che il serpente tentatore della Genesi fosse proprio lei, alcune raffigurazioni la rappresentano con coda di serpente, altri con artigli rapaci.</p>



<p><strong>Lilith ricorda alle donne di rivendicare il proprio potere, il potere di scegliere, il potere di non farsi sottomettere. Mai.</strong></p>



<p></p>
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