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	<title>Recensioni &#8211; le Rosse discendono dai Gatti</title>
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	<description>LeRossediscendonodaiGatti è un blog di approfondimento culturale. Ogni  argomento avrà una matrice comune che è la Donna e laddove saranno presenti gli uomini saranno soltanto quelli che “amano le donne”</description>
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	<title>Recensioni &#8211; le Rosse discendono dai Gatti</title>
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		<title>Attraverso. Poema d&#8217;amore di Lucia Ferrara</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/attraverso-poema-damore-di-lucia-ferrara/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2025 18:45:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Autrice: Lucia Ferrara Casa editrice: Kimerik Pubblicazione: Dicembre 2024 Pagine: 118 Con la silloge Attraverso, Lucia Ferrara, &#8220;persa in un urlo d&#8217;amore&#8221; ci introduce a una raccolta poetica che si preannuncia come un viaggio intenso e sensoriale tra arte, amore e interiorità.  L’amore, tema centrale della raccolta, viene esaltato nella sua carnalità e nella sua &#8230;</p>
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<p>Autrice: Lucia Ferrara</p>



<p>Casa editrice: Kimerik</p>



<p>Pubblicazione: Dicembre  2024</p>



<p>Pagine: 118</p>



<p>Con la silloge<strong> Attraverso, Lucia Ferrara</strong>, <em>&#8220;persa in un urlo d&#8217;amore&#8221;</em> ci introduce a una raccolta poetica che si preannuncia come un viaggio intenso e sensoriale tra arte, amore e interiorità. </p>



<p><strong>L’amore, tema centrale della raccolta, viene esaltato nella sua carnalità e nella sua essenza terrena, in cui il corpo assume il ruolo di protagonista espressivo. </strong></p>



<p><strong>Le poesie si distinguono per una musicalità avvolgente e un linguaggio raffinato, che alterna metafore suggestive a immagini concrete della quotidianità</strong>. Il ritmo è vario, passando da liriche brevi e incisive a componimenti più articolati, quasi narrativi, che raccontano storie d’amore vissute, immaginate o sospese tra realtà e sogno.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>&#8230; Beato chi dorme<br>un sonno senza sogni<br>io sono sveglia<br>e ho questa vocazione maledetta<br>al sognare<br>sono serva sua<br>perché́ quando amo<br>non smetto di sanguinare&#8230;</p></blockquote>



<p class="has-background" style="background-color:#e9d4c6">Un elemento ricorrente è la contrapposizione tra luce e ombra: l’amore è descritto non solo nella sua dimensione più luminosa, ma anche in quella dolorosa, fatta di nostalgia, silenzi e distanze. Questo dualismo conferisce alla silloge una profondità che la rende autentica e universale, capace di risuonare nell’animo di ogni lettore</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>&#8230;Ho quindici giorni</p><p>per non rimanere </p><p>vedova dei tuoi occhi&#8230;</p></blockquote>



<p>Lucia Ferrara si muove con passo deciso nel linguaggio poetico donando al lettore una poesia che non si limita a descrivere, ma che trasporta, scuote e rigenera, rendendo il lettore protagonista di un percorso artistico ed emozionale profondo e coinvolgente.</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f1d6d7"><strong>Attraverso di Lucia Ferrara</strong> è una raccolta intensa e raffinata, che riesce a catturare la complessità dell’amore in tutte le sue forme. Poesie capaci di emozionare e far riflettere, con parole che sanno toccare le corde più profonde del cuore. Lettura consigliata.</p>



<p class="has-large-font-size">LEGGI ANCHE<a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/libellula/"> LIBELLULA</a> DI LUCIA FERRARA</p>



<p class="has-small-font-size"><strong>©leRossediscendonodaigatti ©Patrizia Zito &#8211; Immagine di Anteprima realizzata dall&#8217;ufficio grafico di Excalibur Promo</strong></p>
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		<title>MARIA di Pablo Larraín. Recensione</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/maria-di-pablo-larrain-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 14:49:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono profondamente sopraffatta, con l’anima in subbuglio, dalla visione di MARIA di Pablo Larraín. Un capolavoro struggente che ci immerge negli ultimi sette giorni di vita di Maria Callas, la divina tra le divine, la voce che ha incantato il mondo intero e che qui ci appare come un’icona fragile, intrappolata nella malinconia di un &#8230;</p>
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<p>Sono profondamente sopraffatta, con l’anima in subbuglio, dalla visione d<strong>i <em>MARIA </em>di Pablo Larraín. </strong>Un capolavoro struggente che ci immerge negli ultimi sette giorni di vita di Maria Callas, la divina tra le divine, la voce che ha incantato il mondo intero e che qui ci appare come un’icona fragile, intrappolata nella malinconia di un passato che mai più ritornerà. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="420" height="600" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2025/01/locandina.jpeg" alt="" class="wp-image-2852" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2025/01/locandina.jpeg 420w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2025/01/locandina-210x300.jpeg 210w" sizes="(max-width: 420px) 100vw, 420px" /><figcaption>MARIA. Locandina</figcaption></figure></div>



<p class="has-background" style="background-color:#e4c1c2">Larraín ci conduce in un viaggio intimo e doloroso, dove la grandezza di un mito si scontra con la cruda realtà di una voce che non risponde più, e con una mente annebbiata dall&#8217;abuso di farmaci e da spietati fantasmi interiori. Il grande pianoforte, spostato incessantemente da una stanza all’altra, è più di un oggetto scenico: è il simbolo della sua inquietudine, del tentativo straziante di trovare un senso, un posto, un equilibrio fuori dal palcoscenico. Ma per Maria, la vita oltre il sipario è un labirinto senza uscita, un gioco crudele tra ricordi luminosi e allucinazioni che l’abbracciano come una morsa. Su tutti l’ombra nera di Aristotele Onassis, l’incontro del destino, che ha segnato l’inizio del declino della Divina.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="640" height="400" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2025/01/foto-maria-14-recensione.jpg" alt="" class="wp-image-2850" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2025/01/foto-maria-14-recensione.jpg 640w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2025/01/foto-maria-14-recensione-300x188.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption>MARIA. Angelina Jolie as Maria Callas in Maria. Cr. Courtesy of Netflix © 2024.</figcaption></figure></div>



<p class="has-background has-large-font-size" style="background-color:#e0e4e5"><a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/ce-ancora-domani-recensione/">LEGGI ANCHE  C&#8217;È ANCORA DOMANI &#8211; RECENSIONE </a></p>



<p>Ogni momento è un’altalena di ragione e istinto, lucidità e follia, vissuto tra le mura lussuose del suo appartamento parigino, trasformato in una gabbia dorata. Pierfrancesco Favino e Alba Rohrwacher, nei panni dei suoi fidati domestici, con una recitazione magistrale, riescono a dipingere con delicati e intensi tratti gli stati d’animo mutevoli e devastanti della diva.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-large"><p>«C’è un istante in cui la sicurezza di sé diventa una sorta di follia…»</p></blockquote>



<p></p>



<p class="has-background" style="background-color:#f3c3a3">Che dire di<strong> Angelina Jolie</strong>? Straordinaria, ipnotica, eterea. Mai prima d’ora la sua bellezza e la sua bravura avevano toccato vette così sublimi. Nell’ultimo canto di Maria, una melodia che sembra sospendere il tempo e fermare il respiro di Parigi, Jolie sancisce la sua interpretazione definitivamente. È un momento che trafigge l’anima, in cui arte e vita si fondono in un addio che sa di eterno, consacrandola all’Olimpo, dimora delle dee. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="686" height="386" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2025/01/hq720.jpeg" alt="" class="wp-image-2853" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2025/01/hq720.jpeg 686w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2025/01/hq720-300x169.jpeg 300w" sizes="(max-width: 686px) 100vw, 686px" /><figcaption>MARIA, Angelina Jolie as Maria Callas in Maria, Courtesy YouTube </figcaption></figure></div>



<p>Con<em> Maria</em>, Larraín ci regala un viaggio introspettivo nell’abisso dell’essere umano, nel dolore della perdita, nella forza terribile del ricordo. Arte allo stato puro, capace di far vibrare ogni corda dell’anima. Menzione di merito per l’eccezionale fotografia di <strong>Edward Lachman</strong></p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color"><strong>Sento profumo di meritatissimo Oscar.</strong></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p class="has-small-font-size"><strong>©LeRossediscendonodaigatti &#8211; Immagine di Anteprima realizzata dall&#8217;ufficio grafico di Excalibur Promo. </strong></p>



<p></p>
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		<title>CIRCE di Madeline Miller</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/circe-di-madeleine-miller/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 09:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Mitologia]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Circe]]></category>
		<category><![CDATA[Madeleine Miller]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;approcciare questo romanzo, dimentichiamoci la tradizione scolastica che ci ha abituati a vedere Circe come l&#8217;antagonista di Ulisse, come l&#8217;ammaliatrice che per un suo capriccio ha tenuto l&#8217;eroe greco lontano da Itaca, trasformando i suoi compagni in porci.&#160;Ma qual è la vera storia della&#160;pharmakis&#160;(maga) omerica? Da dove nascono i suoi poteri?&#160;L&#8217;autrice poggia la stesura del &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nell&#8217;approcciare questo romanzo, dimentichiamoci la tradizione scolastica che ci ha abituati a vedere Circe come l&#8217;antagonista di Ulisse, come l&#8217;ammaliatrice che per un suo capriccio ha tenuto l&#8217;eroe greco lontano da Itaca, trasformando i suoi compagni in porci.&nbsp;<strong>Ma qual è la vera storia della&nbsp;</strong><em><strong>pharmakis&nbsp;</strong></em><strong>(maga) omerica? Da dove nascono i suoi poteri?&nbsp;</strong>L&#8217;autrice poggia la stesura del suo romanzo sull&#8217;esperta conoscenza della mitologia e dei testi greci, e traccia una Circe inaspettata che rende giustizia al mondo femminile.&nbsp;&nbsp;Lo stile è coinvolgente tanto con i dialoghi quanto con la narrazione piena di intrighi e di colpi di teatro. E&#8217; la stessa Circe che si racconta in prima persona. Mirabilmente.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-large"><p><em><br>“Nacqui quando ancora non esisteva nome per ciò che ero. Mi chiamarono ninfa, presumendo che sarei stata come mia madre, le zie e le migliaia di cugine. Ultime fra le dee minori, i nostri poteri erano così modesti da garantirci a malapena l’immortalità.”</em></p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="480" height="640" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/06/IMG_5740-rotated.jpg" alt="" class="wp-image-2168" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/06/IMG_5740-rotated.jpg 480w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/06/IMG_5740-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure></div>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#9d0003"><strong>La &#8220;voce umana&#8221;</strong></p>



<p>Circe, figlia del dio Sole Elios e della ninfa Perseide, sin da bambina rivela caratteristiche diverse dalla sua stessa stirpe, ha una <strong>“voce umana”</strong>. Particolarità questa, che ne farà la linea portante del libro dall&#8217;inizio alla fine del tutto inaspettata.  <strong>La giovane Circe </strong>avverte una forte curiosità e pietas nei confronti della fragilità degli uomini. La loro misera condizione le scatena <strong>compassione</strong>, sentimento del tutto innaturale per una creatura come lei. Si sente diversa e la sua stessa famiglia divina la emargina. Le scelte compiute in questa prima fase della vita le riveleranno che in lei c’è molta più <strong>forza e potere </strong>di quanto potesse mai immaginare. </p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>L&#8217;esilio</strong></p>



<p><br>Per un motivo ben preciso, legato ai suoi poteri magici, Circe su volere di suo padre, Elios il dio sole, <strong>viene esiliata sull&#8217;isola di Eea.&nbsp;</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>«“Eea”. Ne assaporai il suono. Lieve, si spiegava sommesso come ali nell&#8217;aria buia»</em></p></blockquote>



<p>Finalmente libera di essere se stessa Circe inizierà a sviluppare il suo grande dono<strong>: la magia</strong>, frutto di studio e sacrificio.<br>Circe ha un carattere che presenta notevoli contraddizioni: è spietata ma è anche fragile, ostile ma anche amica. Tiene testa agli dei dell’Olimpo che a turno si recano sull&#8217;isola. Prova sensi di colpa per la sua furia.&nbsp;<strong>Rimette in discussione ogni certezza, fa della sua solitudine il mezzo per arrivare a diventare chi vuole essere davvero.</strong>&nbsp;La sua isola dalla vegetazione selvaggia e indomita, rappresenta l’animo della sua padrona.</p>



<p>Nelle lunghe ere della sua vita saranno molti i&nbsp;<strong>personaggi epici&nbsp;</strong>che busseranno alla sua porta.&nbsp;Conosciamo insieme a lei i personaggi spesso raffigurati dalla tradizione come sconfitti per aver osato andare oltre sfidando il volere divino: Prometeo e Dedalo. Ma anche <a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/medea-giasone-e-il-vello-doro-la-vendetta-distruttrice/">Medea, </a><a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/arianna-la-prima-donna-piantata-in-n-asso/">Arianna,</a>( LEGGI GLI ARTICOLI) il Minotauro e molti altri. Con ognuno di loro Circe rivelerà grandi capacità umane e introspettive. <strong>Si rivelerà l&#8217;amica che tutti vorremmo avere.</strong></p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>La pharmakìs</strong></p>



<p>Da questi incontri, Circe inizierà a prendere consapevolezza di sé,<em>&nbsp;</em><strong>comprenderà che è prima di tutto una donna, tenace e valorosa, che man mano acquista sicurezza nelle proprie capacità. Una donna che impara a difendersi anche dai soprusi maschili, da sola, con le sue arti magiche. Diventerà la regina indiscussa delle metamorfosi.</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>«<em>la magia non può essere insegnata. La scopri da sola, o non la scopri affatto</em>»</p></blockquote>



<p>Dono straordinario, la magia, che tutela Circe dall&#8217;arrivo di marinai pronti ad approfittarsi di lei e a depredare le sue ricchezze; ecco che allora la trasformazione in porci viene attuata con un sottile e spietato compiacimento&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>“Era quello il momento che preferivo … Le loro schiene si piegavano, obbligandoli a quattro zampe, le facce si gonfiavano come cadaveri di annegati. Si dimenavano e rovesciavano le panche, e il vino imbrattava il pavimento. Le grida esplodevano in gemito acuti. Doveva essere doloroso, ne sono certa.<br>Tenevo il capo per ultimo, così che potesse assistere. Si sottraeva, si addossava al muro. Ti prego. Risparmiami, risparmiami, risparmiami.<br>No, rispondevo io. Oh, no.”</p></blockquote>



<p>Arriverà, come da tradizione, anche <strong>Odisseo</strong> e lascerà un segno indelebile su Circe: un figlio, <strong>Telegono.</strong> Circe diventa una <strong>mamma single</strong> alle prese con il suo lavoro da maga e la crescita di un neonato.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-large"><p>“Non mi calai comodamente nella maternità. L’affrontai come i soldati affrontano il nemico, pronta e in allerta, brandendo la spada contro i colpi in arrivo […]</p></blockquote>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>Odisseo. Giù la maschera!</strong></p>



<p class="has-background" style="background-color:#e9eeef">Tuttavia la vera rivoluzione del romanzo è nella figura di Odisseo.<strong> L&#8217;eroe greco a cui Omero aveva dedicato altisonanti epiteti, viene da Madeline Miller fatto a pezzi. Demolito umanamente, moralmente ed eticamente. </strong>Per bocca di Penelope e Telemaco, fuggitivi da Itaca e approdati sull&#8217;isola di Circe, si delinea un uomo, Odisseo, dalla <em><strong>“vita grama”.</strong></em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/06/IMG_5739-rotated.jpg" alt="" class="wp-image-2169" width="373" height="498" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/06/IMG_5739-rotated.jpg 480w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2022/06/IMG_5739-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 373px) 100vw, 373px" /></figure></div>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-large"><p><em>“Ha reso miserevole la vita degli altri&#8230;Tutti quegli anni di dolore e di vagare. Perchè? Per la vanità di un istante. Avrebbe preferito essere maledetto dagli dei piuttosto che essere nessuno&#8230;Tornato a Itaca, non si è mai sentito appagato, non faceva che scrutare l&#8217;orizzonte. Ora che ci aveva riavuti, voleva qualcos&#8217;altro. Che cosa può essere se non una vita grama? Attrarre altri a te e poi abbandonarli?”</em></p></blockquote>



<p></p>



<p class="has-background" style="background-color:#f0f3f4">Un uomo, Odisseo, che senza il patrocinio della dea Athena e senza gli aiuti ricevuti da Circe sarebbe un uomo comune, non di certo il fulgido eroe della tradizione omerica. Ne viene fuori il ritratto di un uomo che ha reso infelice la vita di tutte le persone a lui vicine. Un essere perverso e affamato di gloria, che vuole superare ad ogni costo le Colonne d’Ercole.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003"><strong>Circe, un&#8217;eroina moderna</strong>.</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f1dfc3">La Circe di Madeleine Miller è quanto mai moderna. E&#8217; il simbolo di una donna che diventa quello che vuole essere senza l’aiuto di nessuno, se non della propria consapevolezza e dell’amore. La storia mitologica di Circe non si discosta molto dai destini di molte altre donne realmente esistite. Pur nella sua essenza divina, ha dovuto sottostare ai diktat imposti dal patriarcato, incarnato nella figura del padre Elios, e accettare l&#8217;esilio. Sorge spontaneo il triste confronto con le donne che fino a qualche secolo fa, nei più libertari paesi, venivano arse vive sul rogo, perché non si conformavano alle regole che una società androcentrica aveva deciso per loro. In epoche più recenti, spenti i roghi,  venivano rinchiuse nei manicomi con la scusa dell&#8217;isteria o della pazzia, mentre alle più &#8220;fortunate&#8221; veniva imposto di prendere i voti destinandole a una vita di clausura. </p>



<p class="has-large-font-size"><strong>E allora aveva ragione Circe a trasformarli in porci, o no?</strong></p>
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		<title>Caieta, una donna, una città,  di Antonietta Imbesi</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/caieta-una-donna-una-citta-di-antonietta-imbesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2024 14:35:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[https://lerossediscendonodaigatti.blog/]]></category>
		<category><![CDATA[https://www.facebook.com/aliribelliedizioni]]></category>
		<category><![CDATA[https://www.instagram.com/aliribelliedizioni/]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caieta, una donna, una città di Antonietta Imbesi Ali Ribelli Edizioni, 2021 Recensione a cura di Patrizia Zito Nel vasto panorama della poesia contemporanea, spesso c&#8217;è bisogno di opere che innalzino le voci delle donne attraverso le epoche, celebrando la loro forza, la loro resilienza e il loro potere mitico. &#8220;Caieta, una donna, una città&#8221; &#8230;</p>
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<p>Caieta, una donna, una città</p>



<p>di Antonietta Imbesi</p>



<p>Ali Ribelli Edizioni, 2021</p>



<p>Recensione a cura di <a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/chi-sono/">Patrizia Zito</a></p>



<p>Nel vasto panorama della poesia contemporanea, spesso c&#8217;è bisogno di opere che innalzino le voci delle donne attraverso le epoche, celebrando la loro forza, la loro resilienza e il loro potere mitico. &#8220;Caieta, una donna, una città&#8221; è uno di quei delicati gioielli letterari che abbraccia questa missione con fervore e grazia.</p>



<p>L&#8217;autrice,  <strong>Antonietta Imbesi,</strong> attraverso una serie di poesie incantevoli e profonde, parte intessendo la trama o forse invocando, un mito antico e leggendario, Caieta la nutrice di Enea, da cui prende il nome Gaeta, la città natale dell’autrice.</p>



<p class="has-background" style="background-color:#ece9c8">Ogni poesia è un tuffo nell&#8217;abisso dell’emozioni come “<em>porte spalancate di abbracci pronti</em>&nbsp;<em>all’accoglienza”</em>, ora riportando alla luce figure dimenticate o misconosciute, ma mai meno potenti, ora ricordi d’infanzia, tempo di una “<em>libertà mai più sperimentata</em>”, ora soffermandosi sulla solitudine sentita come&nbsp;<em>“balsamo sul cuore,&nbsp;&nbsp;libera da lacci</em>”, ora ad ammirare le esplosioni della natura nel suo continuo nascere e morire, metafora dello scorrere delle stagioni.</p>



<p>La poesia di questo libro è una fusione di lingua antica e moderna, una danza di parole che incanta e cattura il lettore fin dalle prime righe. L&#8217;autrice dimostra padronanza del linguaggio poetico e della capacità di creare suggestioni evocative, sapendo quando essere enigmatica, o arditamente esplicita in cui vorrebbe&nbsp;<em>“prolungare all’infinito l’amplesso col dio pagano</em>”.</p>



<p>Ma più di tutto&nbsp;<strong>Caieta,</strong>&nbsp;è un richiamo a godere delle gioie della vita, un inno alla vita, all’amore per la vita “<em>pur se a volte faticosa”.</em></p>



<p>©leRossediscendonodaigatti. </p>
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		<title>Guardami negli occhi di Carmen Trigiante</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/guardami-negli-occhi-di-carmen-trigiante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Dec 2023 09:19:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Guardami negli occhi “di Carmen Trigiante incanta e scuote nel profondo, invitando il lettore a esplorare il delicato equilibrio tra l&#8217;essere umano e il mondo animale. Attraverso una scrittura scorrevole in cui alterna prosa e poesia, l&#8217;autrice con argomentazioni ben documentate ci conduce lungo un sentiero di riflessione critica sulla visione antropocentrica che domina il &#8230;</p>
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<p><strong>“Guardami negli occhi “di <em>Carmen Trigiante</em></strong></p>



<p class="has-background" style="background-color:#efdee7">incanta e scuote nel profondo, invitando il lettore a esplorare il delicato equilibrio tra l&#8217;essere umano e il mondo animale. Attraverso una scrittura scorrevole in cui alterna prosa e poesia, l&#8217;autrice con argomentazioni ben documentate ci conduce lungo un sentiero di riflessione critica sulla visione antropocentrica che domina il nostro rapporto con il pianeta e le altre specie che lo abitano.</p>



<p><strong>Con sapienza e sensibilità, l&#8217;autrice esplora i danni profondi derivanti dalla visione miope e dominante dell&#8217;umanità sull&#8217;ambiente e sugli animali.</strong> Dall&#8217;esame dei sistemi prevalenti alimentari e del loro impatto sul pianeta, il testo offre una panoramica esauriente e convincente dei problemi che sorgono da una prospettiva antropocentrica.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Radicata nell&#8217;inconscio, infatti, vige la concezione antropocentrica, secondo cui l&#8217;anthrōpos, superiore alle altre specie, è il centro del creato, l&#8217;unico dotato di anima, e quindi, diritti talmente estesi da annientare quelli degli altri viventi.</p></blockquote>



<p class="has-background" style="background-color:#f3e9d2">Tuttavia, la vera forza di questo libro risiede nell&#8217;invito a una nuova visione, una prospettiva animalista che sia governata dall’amore, quell’Amore che l’autrice ha dedicato ai suoi “figli a 4Zampe” e soprattutto a&nbsp;<strong><em>Flick</em>,</strong> dal pancino a pois, mancato da poco e a cui è dedicato il libro. </p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>È il tuo angelo lucente, custode dei segreti del cuore. È colui che, senza giudizio, ti accompagna e ti sostiene in ogni scelta, sebbene talvolta non le condividano affatto. Con lui ti senti pronta ad affrontare mille avventure, a curiosare nella vita.</p></blockquote>



<p>Attraverso testimonianze di illustri pensatori dall’Antica Grecia ai giorni nostri, l’autrice ci spinge a una profonda riflessione etica sul preferire un’alimentazione vegetariana, per poter considerare il mondo animale non come meramente strumentale al servizio umano, ma come esseri degni di considerazione e rispetto incondizionato. Un excursus che attraversa i secoli e raccoglie il pensiero di alcune fra le menti più luminose dell’umanità, da Pitagora a Eraclito, da Plutarco a Empedocle, da Gandhi a Kant e a Schopenhauer, da Leonardo da Vinci a Dostoevskij, fino ai nostri scienziati moderni, uno fra tutti Umberto Veronesi. Tutti vegetariani consapevoli che ci hanno lasciato testi mirabili a cui tutti dovremmo attingere con l’augurio che possano portare un po’ della loro luce dentro il nostro animo.</p>



<p>La bellezza di questo libro  risiede anche nella sua capacità di offrire soluzioni concrete e pratiche. Non si limita a descrivere i problemi, ma invita attivamente il lettore a considerare un cambiamento di paradigma nel modo in cui interagiamo con gli animali e l&#8217;ambiente che condividiamo.</p>



<p class="has-background" style="background-color:#ebedee">&#8220;Guardami negli occhi” si rivela una lettura essenziale per chiunque sia interessato a esplorare le complesse dinamiche tra l&#8217;essere umano e il resto del mondo naturale. È un invito appassionato ad abbracciare la compassione, l&#8217;empatia e la consapevolezza nelle nostre scelte quotidiane, affinché possiamo costruire un futuro più sostenibile e rispettoso nei confronti di tutte le forme di vita che popolano il nostro pianeta.</p>



<p class="has-background has-large-font-size" style="background-color:#f3e8d0">LEGGI ANCHE <a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/la-prigione-delle-favole-sole/">LA PRIGIONE DELLE FAVOLE SOLE</a> &#8211; RECENSIONE </p>



<p class="has-small-font-size"><strong>Testo di <a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/chi-sono/">Patrizia Zito</a></strong></p>
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		<title>C&#8217;è ancora domani. Recensione</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/ce-ancora-domani-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2023 15:26:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[C'è ancora domani]]></category>
		<category><![CDATA[patriarcato]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione film]]></category>
		<category><![CDATA[violenza domestica]]></category>
		<category><![CDATA[voto alle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che “C’è ancora domani” sia un film pazzesco lo si capisce dal primo fotogramma in bianco e nero, da quel primo schiaffo che ti fa odiare Ivano (Valerio Mastrandrea) immediatamente e fa calare il silenzio in sala. Bisogna correre a guardarlo per capire che è un film che fa la differenza, dalla fila che si &#8230;</p>
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<p>Che “C’è ancora domani” sia un film pazzesco lo si capisce dal primo fotogramma in bianco e nero, da quel primo schiaffo che ti fa odiare Ivano (Valerio Mastrandrea) immediatamente e fa calare il silenzio in sala. Bisogna correre a guardarlo per capire che è un film che fa la differenza, dalla fila che si è formata alla cassa fino al fragore degli applausi liberatori alla fine.<strong>&nbsp;&nbsp;Paola Cortellesi, al suo esordio alla regia, co-sceneggiatrice e attrice protagonista, scrive un film rivoluzionario in cui tratta un argomento massiccio, alleggerendone la forma mai il contenuto!</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/11/Paola-Cortellesi-film-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-2714" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/11/Paola-Cortellesi-film-1024x683.jpeg 1024w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/11/Paola-Cortellesi-film-300x200.jpeg 300w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/11/Paola-Cortellesi-film-768x512.jpeg 768w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/11/Paola-Cortellesi-film.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong> Un film che dovrebbe diventare programma didattico ed essere trasmesso a scuola per educare i nostri ragazzi, per sensibilizzare i loro animi, per far comprendere loro la differenza tra maschilismo e femminismo;</strong> un film che dovrebbe essere visto principalmente dagli uomini, tutti indistintamente dall’età; un film che andrebbe visto dalle donne, soprattutto quelle che ancora si ostinino a difendere il patriarcato, senza comprendere quanto possa essere stato e quanto ancora lo sia, tossico e letale. Letale sì, perché non dimentichiamo che i femminicidi sono frutto di quel maschilismo che si arroga il diritto della superiorità di genere; che ancora ostacola il diritto alla parità retributiva, <em>“perché l’omo è omo”;</em> che ancora è causa di mobbing non soltanto nei luoghi di lavoro, ma soprattutto in famiglia; che ancora pensa che una donna faccia carriera non per le sue capacità intellettive e meriti di studio e conoscenza, ma solo se ha un “bel cxxo”!</p>



<p class="has-background" style="background-color:#e1e6e9">Un film dal sapore neorealista in bianco e nero e ambientato nella Roma popolare del primo dopoguerra, che narra la vita di Delia, giovane donna, vittima di violenza familiare. <strong>Un film in cui le donne, nonostante tutto ne escono vincenti, con un finale a sorpresa per nulla scontato, ma che a pensarci bene è l’unico possibile. La corsa di Delia è pura poesia, siamo tutte lì con lei a sostenere la sua corsa. Una corsa che auguro la conduca all&#8217;Oscar</strong>. </p>



<p class="has-background" style="background-color:#e1e6e9"><strong>Tutte corriamo con Delia!</strong></p>



<p class="has-small-font-size"> Riproduzione Riservata. Testi di <a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/chi-sono/">Patrizia Zito </a>&#8211; Immagine di Anteprima realizzata dall&#8217;ufficio grafico di Excalibur Promo</p>



<p></p>



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		<title>La Legge di Lidia Poët. Un sottoprodotto televisivo</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/la-legge-di-lidia-poet-un-sottoprodotto-televisivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Aug 2023 13:16:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nutrivo grandi aspettative riguardo la serie &#8221; La Legge di Lidia Poët”, su Netflix, ero entusiasta perché si portava sullo schermo un personaggio femminile forte e indipendente con le sue vicissitudini per raggiungere l&#8217;affermazione in un mondo dominato dagli uomini. Tuttavia, la serie presenta alcuni problemi che meritano di essere affrontati con occhio critico e &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nutrivo grandi aspettative riguardo la serie &#8221; <strong>La Legge di Lidia Poët”,</strong> su Netflix, ero entusiasta perché si portava sullo schermo un personaggio femminile forte e indipendente con le sue vicissitudini per raggiungere l&#8217;affermazione in un mondo dominato dagli uomini. Tuttavia, la serie presenta alcuni problemi che meritano di essere affrontati con occhio critico e senza sconti di pena. </p>



<p>Innanzitutto, il personaggio Lidia Poët, interpretato da Matilda De Angelis, sembra a volte vittima della mancanza di una scrittura approfondita, relegata a stereotipi femminili ; una donna che lotta contro il sistema conservatore patriarcale ma che non trova mai il suo posto. La regia non ha l&#8217;attenzione e forse neanche la consapevolezza per dare la giusta importanza alle dinamiche femminili, sia tra le protagoniste che con i personaggi maschili. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/GOLF_20230303130544939_89657151e51fe70c97d5b62487518385-1152x768-1-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-2677" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/GOLF_20230303130544939_89657151e51fe70c97d5b62487518385-1152x768-1-1024x683.jpeg 1024w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/GOLF_20230303130544939_89657151e51fe70c97d5b62487518385-1152x768-1-300x200.jpeg 300w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/GOLF_20230303130544939_89657151e51fe70c97d5b62487518385-1152x768-1-768x512.jpeg 768w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/GOLF_20230303130544939_89657151e51fe70c97d5b62487518385-1152x768-1.jpeg 1152w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>La legge di Lidia Poët. Matilda De Angelis as Lidia Poet in episode 103 of La legge di Lidia Poët. Cr. Lucia Iuorio/Netflix © 2023</figcaption></figure>



<p>Il contesto è quello storico di fine Ottocento, <strong><em>Lidia Poët,</em></strong> prima donna ad aver conseguito la laurea in giurisprudenza, una pioniera del femminismo e pura incarnazione del futuro, è stata ridotta a un ruolo che è un misto tra Sherlock Holmes in gonnella che si arrabatta in maniera quasi macchiettistica per risolvere i casi improbabili che le si presentano, e assistente &#8211; sarebbe più appropriato il termine badante &#8211; del fratello, Enrico, unico avvocato autorizzato ad esercitare la professione in quanto maschio, che viene fuori impietosamente dalla trama. Una trama caotica che sembra aver perso di vista la direzione, scene rocambolesche al limite del ridicolo, e inverosimili, storie affrontate in maniera approssimativa e grossolana, lungi dal rappresentare il vero impegno per la parità di genere che Lidia Poët ha profuso nella sua vita. La recitazione degli attori è piatta e poco convincente. Non riesco a capire se sia colpa dei dialoghi scritti male e privi di profondità o della mancanza di impegno degli attori, ma il risultato finale è una performance deludente che non riesce a coinvolgere lo spettatore.</p>



<p> Il mio giudizio è quello dell&#8217;ennesimo sottoprodotto televisivo che mira soltanto ad intrattenere ma non a riflettere.</p>
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		<title>Barbie, un film ibrido senza plauso</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/barbie-un-film-ibrido-senza-plauso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 14:49:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Barbie]]></category>
		<category><![CDATA[Barbieland]]></category>
		<category><![CDATA[film Barbie]]></category>
		<category><![CDATA[maternità]]></category>
		<category><![CDATA[patriarcato]]></category>
		<category><![CDATA[portale magico]]></category>
		<category><![CDATA[società matriarcale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi è piaciuto il film Barbie? So and so, direbbero gli inglesi e così dico io. Un film ibrido,&#160;manca il taglio: è una favola? Una commedia? Un cartoon? Un musical? Un film satirico? Un trattato sull’essere?&#160; Zeppo di citazioni, forse eccessivamente zeppo.&#160; ll film scritto da &#160;Greta Gerwig e Noah Baumbach, rispettivamente regista e sceneggiatrice, &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Mi è piaciuto il film Barbie? So and so, direbbero gli inglesi e così dico io. Un film ibrido,&nbsp;manca il taglio: è una favola? Una commedia? Un cartoon? Un musical? Un film satirico? Un trattato sull’essere?&nbsp; Zeppo di citazioni, forse eccessivamente zeppo.&nbsp;</p>



<p>ll film scritto da &nbsp;<strong>Greta Gerwig e Noah Baumbach</strong>, rispettivamente regista e sceneggiatrice, e sceneggiatore, è  sicuramente un film politico. Le tematiche che vengono toccate, in ordine sequenziale, sono:</p>



<ul><li>Attacco alla maternità</li><li>Società matriarcale</li><li>Patriarcato </li><li>Squilibrio uomo/donna</li><li>Rapporto madre/figlia</li><li>Manipolazione femminile</li><li>Risveglio/illuminazione</li><li>Passaggio dall’età infantile a quella adulta</li></ul>



<p>Si tratta infatti di un’opera destinata prevalentemente&nbsp;a un pubblico adulto; non solo per la disinvoltura con cui nomina&nbsp;<strong>organi genitali, depressione, morte e capitalismo</strong>&nbsp;ma soprattutto perché dietro quelle tinte color confetto, il plot nasconde&nbsp;<strong>tematiche conflittuali tra aspettative e realtà</strong>.&nbsp;</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Maternità oltraggiata</p>



<p>L’incipit scimmiotta quello di&nbsp;<em>2001: Odissea nello spazio di Kubrick</em>, con Barbie che si staglia come un monolite, ammiccante e rivoluzionaria nel modo di approcciare il mondo dei giochi delle bambine, abituate ai bambolotti:<strong> era concesso giocare a “fare la mamma” o “a fare la moglie” con il ruolo che ne consegue di accudimento, così come da copione dei vecchi canoni conformisti secondo il modello fascista. </strong> L’arrivo di Barbie sbalordisce le bambine che iniziano letteralmente a fracassare i bambolotti, riducendoli in mille pezzi, contrassegnando il primo dei tanti attacchi alla maternità a cui andremo incontro nell’arco della programmazione.&nbsp;Una scena grottesca e  violenta che avrei preferito non vedere. </p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">La vita a Barbie-land . Una società matriarcale</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/221216103336-03-barbie-movie-6435429f2f7e7-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-2654" width="658" height="370" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/221216103336-03-barbie-movie-6435429f2f7e7-1024x576.jpeg 1024w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/221216103336-03-barbie-movie-6435429f2f7e7-300x169.jpeg 300w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/221216103336-03-barbie-movie-6435429f2f7e7-768x432.jpeg 768w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/221216103336-03-barbie-movie-6435429f2f7e7.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 658px) 100vw, 658px" /></figure></div>



<p>La protagonista è <strong>Barbie Stereotipo</strong>, interpretata da <em>Margot Robbie</em> rappresenta il modello base, bionda, bellissima e indipendente, possiede tutto e può fare tutto. La domanda che sorge spontanea è in virtù di quali meriti: titoli di studi? No, Master? No, Eredità di famiglia? No. Curriculum vitae: bellissima e biondissima.</p>



<p>Vive a Barbie Land, di fatto una società matriarcale di donne Barbie che si distinguono per un unico appellativo che le definisce: <strong>Barbie Presidente, Barbie Dottoressa, Barbie Scrittrice, Barbie vincitrice del Premio Nobel, </strong>e così via.<strong> Tutte loro sono convinte di essere un modello di autodeterminazione per le bambine del mondo reale. </strong> Si accompagnano ai tanti <strong>Ken</strong>, omologati e <strong>perfetti tontoloni</strong> consapevoli del loro <strong>status di</strong> <strong>accessorio</strong> che sopportano senza troppi patemi. Il Ken della nostra Barbie principale è una versione da spiaggia della bambola,  interpretato da <strong>Ryan Gosling</strong> può essere definito co-protagonista, perché occuperà nell’arco temporale del film uno spazio notevole, considerando che questo è un film su Barbie, non su Ken. </p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Fratello, ricordati che devi morire! Cit. Troisi </p>



<p class="has-background" style="background-color:#f8c3c6">Trascorrono giorni felici, il sole splende, il cielo è sempre azzurro e il colore d’ordinanza è il rosa, fin quando <strong>Barbie Stereotipo non pronuncia<em> ex abrupto</em> la frase “avete mai pensato di morire?”  Gli infausti pensieri di morte non vogliono abbandonare Barbie, tanto da avere su di lei gravi conseguenze, ad esempio si sveglia spettinata, i piedi le diventeranno piatti, <em>“non metterei più i tacchi se avessi i piedi così”, </em>mostra i primi segni della cellulite.</strong></p>



<p class="has-normal-font-size">Allegoricamente ecco la prima fase della&nbsp;<em>voluntas</em>&nbsp;di Greta Gerwig alla base della stesura del film.&nbsp;<strong>Barbie incarna la bambina che deve affrontare la crescita</strong>&nbsp;e avvalendosi del&nbsp;<strong>ruolo del gioco</strong>&nbsp;–&nbsp;<strong>simulacro del reale &#8211; mostra alle più piccole cosa possano diventare&nbsp;con il rischio, tuttavia, di inculcare l’insicurezza laddove i modelli irrealistici di perfezione e bellezza non vengano raggiunti.&nbsp;</strong></p>



<p>Per guarire si trova costretta ad attraversare il<strong> Portale Magico, </strong>un mezzo per raggiungere il Mondo Reale e conoscere la bambina che le ha causato il problema.&nbsp; La vita delle Barbie è sottomessa al modo in cui le bambine nel Mondo Reale giocano con loro; difatti a Barbie-land esiste la Barbie Stramba, ridotta davvero maluccio, a causa di una bambina che ha giocato con lei in modo violento: le ha rasato i capelli in stile punk, le ha scarabocchiato la faccia rendendola irriconoscibile e le ha imposto la postura perenne con le gambe “a spaccata”. Eppure, Barbie Stramba sembra aver acquisito poteri sciamanici che aiuteranno Barbie Stereotipo ad attraversare il Portale Magico che le farà raggiungere il Mondo Reale.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/Schermata-2023-07-05-alle-15.21.38-1024x479.png" alt="" class="wp-image-2655" width="609" height="285" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/Schermata-2023-07-05-alle-15.21.38-1024x479.png 1024w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/Schermata-2023-07-05-alle-15.21.38-300x140.png 300w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/Schermata-2023-07-05-alle-15.21.38-768x359.png 768w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/Schermata-2023-07-05-alle-15.21.38.png 1434w" sizes="(max-width: 609px) 100vw, 609px" /></figure></div>



<p>Cosa accadrà all’arrivo di Barbie e Ken, quest’ultimo intrufolatosi di straforo dentro l’auto di Barbie, ve lo lascerò scoprire al cinema, qui mi limito ad affrontare i temi che ne scaturiscono</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Il Patriarcato, sempre.</p>



<p><strong>Il patriarcato è il vero zoccolo duro del film</strong>, come in un certo senso lo è nella realtà.&nbsp; Deriso, sbeffeggiato, detronizzato, sia nel mondo fittizio di Barbie-land quanto nel Mondo Reale, si delinea un sistema antropocentrico che inizia a scricchiolare ma che tende ancora a coalizzarsi per mantenere saldi i diritti che credono propri. Spesso viene malamente nascosto dietro ruoli femminili di facciata che il patriarcato elargisce a mo’ di contentini.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>“Il patriarcato lo applichiamo ancora ma lo nascondiamo bene”</p></blockquote></figure>



<p>Questa frase viene messa in bocca a un dirigente in vestito blu d’ordinanza, ed è proprio la categoria che ricopre ruoli apicali che viene fatta a brandelli, dileggiata nei loro topics più comuni.&nbsp; Qui è d’obbligo una riflessione: purtroppo oggi molti degli uomini che ricoprono ruoli ai vertici in ambito pubblico sono dei perfetti incompetenti. Il paradosso è che costoro si ritengono nel giusto e&nbsp;grazie all&#8217;effetto Dunning- Kruger vengono sovrastimati e fatti accomodare su comode poltrone di velluto pagate con i nostri tributi. Alcuni indossano talvolta una divisa grazie alla quale si ammantano di un velo di intoccabilità e dietro la quale perpetrano nefandezze di ogni genere.</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Squilibri da armonizzare </p>



<p class="has-background" style="background-color:#ebc3f3">La narrazione di Barbie, pone l’attenzione sulla necessità di abbattere “l’impero del maschio” e lo fa con toni che possono risultare pruriginosi all’uomo medio che non sa vedere oltre il suo naso. Naso davanti al quale Greta Gerwig piazza una parossistica società matriarcale in cui l’uomo è ridotto a puro oggetto ornamentale, un accessorio appunto &#8211; ciò che era la condizione della donna negli anni Cinquanta &#8211; ma non perché venga sostituito dal suo eguale e opposto, ma per indurre una riflessione grazie alla quale si pongono in evidenza le falle derivate da un ordine sovvertito e squilibrato. La modernità a cui vogliamo arrivare è fatta di emancipazione dai ruoli di sudditanza, pari opportunità, condizioni, retribuzioni, soprattutto mutuo rispetto!</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Ma che geniale trovata! Si fa per dire </p>



<p class="has-background" style="background-color:#c2d9e2">Eppure, nella narrazione c’è una nota stonata che sicuramente non depone a favore delle donne: <strong>l’arte della manipolazione femminile</strong>. Le donne di Barbie-land a cui è stato defraudato lo scettro del comando, (non spoilero né come né perché) mettono in atto una vera e propria rivendicazione intortando i Ken di turno con azioni manipolatorie qualunquistiche e di bassa lega. Ecco, ritengo che la regista avesse potuto fare di meglio e non ancorarsi al vecchio luogo comune trito e ritrito secondo il quale  le donne raggiungono il successo grazie alla loro avvenenza e alla loro accondiscendenza: una vera caduta di stile, questa, che ha fatto sprofondare il mio giudizio su questo film, e che ha fatto a pezzi Barbie come icona femminista ( ammesso che questa fosse l&#8217;intenzione di Greta Gerwig)</p>



<p class="has-text-color has-medium-font-size" style="color:#a30003">Riacquistato il potere Barbie cosa fa? Ecco voi la morale ultima del film e unico aspetto positivo</p>



<p class="has-normal-font-size"><strong>Inizia un travaglio interiore iniziato già con i pensieri di morte, accentuato durante il viaggio nel Mondo Reale che la indurrà in profonde riflessioni, non prive di coinvolgimenti emotivi per le quali perderà la scintilla di leggerezza tipica dell’infanzia</strong></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>“è doloroso ma bello”&nbsp;</p></blockquote></figure>



<p class="has-normal-font-size"><strong>Barbie si renderà conto di quanto sia infida la perfezione e finirà per scegliere di scambiare la sua bambolinità in favore dell’umanità. </strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/barbie-scaled-1.jpeg" alt="" class="wp-image-2656" width="838" height="499" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/barbie-scaled-1.jpeg 1024w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/barbie-scaled-1-300x179.jpeg 300w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/08/barbie-scaled-1-768x458.jpeg 768w" sizes="(max-width: 838px) 100vw, 838px" /></figure></div>



<p></p>



<p class="has-text-align-center has-small-font-size">Immagini tratte dal film Barbie. Testi di Patrizia Zito. Immagine di Anteprima realizzata dall&#8217;ufficio grafico di Excalibur Promo</p>
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		<title>Chirù di Michela Murgia.</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/chiru-di-michela-murgia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2023 01:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chirù]]></category>
		<category><![CDATA[Michel Murgia]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Io Chirù lo riconobbi dall’odore di cose marcite che gli veniva da dentro, perché quell’odore ero lo stesso mio” Chirù di Michela Murgia è un libro che mi ha completamente affascinato con la sua straordinaria padronanza del lessico. La scrittrice dimostra una maestria nell&#8217;uso delle parole che rende la lettura un&#8217;esperienza coinvolgente e appagante. Fin &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote"><p>“Io Chirù lo riconobbi dall’odore di cose marcite che gli veniva da dentro, perché quell’odore ero lo stesso mio”</p></blockquote>



<p><strong>Chirù di Michela Murgia</strong> è un libro che mi ha completamente affascinato con la sua straordinaria padronanza del lessico. La scrittrice dimostra una maestria nell&#8217;uso delle parole che rende la lettura un&#8217;esperienza coinvolgente e appagante. Fin dalle prime pagine, Murgia cattura l&#8217;attenzione del lettore con la sua prosa ricca e variegata. Ogni parola scelta con cura e intelligenza contribuisce a creare una narrazione viva e vibrante. L&#8217;autrice riesce a trasmettere le emozioni e le sensazioni dei personaggi attraverso una gamma di vocaboli accuratamente selezionati, creando un legame profondo tra il lettore e la storia che si svela di fronte ai suoi occhi. </p>



<p class="has-background" style="background-color:#e5edf1"><em>&#8220;Chirù&#8221;</em> è un romanzo che si nutre di parole, ogni pagina è un piacere per gli amanti della lingua italiana. Murgia ha l&#8217;abilità di creare immagini vivide con le parole mediante l’uso di metafore e descrizioni dettagliate per dipingere scenari e situazioni in modo così realistico che sembrano prendere vita davanti a noi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="480" height="640" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/06/IMG_2404-rotated.jpg" alt="" class="wp-image-2630" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/06/IMG_2404-rotated.jpg 480w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/06/IMG_2404-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure></div>



<p><strong>Eleonora, la protagonista del romanzo è un&#8217;affascinante donna di 38 anni che ha fatto scelte di vita anticonvenzionali</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>“Sono troppo destabilizzanti gli appagamenti raggiunti fuori dalla norma, oltre i confini di quei patti taciti su cui si reggono molte relazioni che amiamo definire solide. Le varianti di struttura non sono gradite. Ogni volta che ho detto che ero felice così, ho sempre scorto negli occhi altrui il bisogno di non crederci. Al contrario, ogni volta che ho concesso la falsa conferma della mia incompiutezza li ho visti rassicurati di aver fatto bene a considerarsi per tutta la vita la metà di qualcun altro…”</p></blockquote>



<p class="has-background has-large-font-size" style="background-color:#eee1f1">LEGGI ANCHE LA RECENSIONE  <a href="https://lerossediscendonodaigatti.blog/circe-di-madeleine-miller/">CIRCE DI MADELINE MILLER </a></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="480" height="640" src="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/06/IMG_2405-rotated.jpg" alt="" class="wp-image-2629" srcset="https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/06/IMG_2405-rotated.jpg 480w, https://lerossediscendonodaigatti.blog/wp-content/uploads/2023/06/IMG_2405-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure></div>



<p class="has-background" style="background-color:#f1ddb7">Eleonora è un’attrice teatrale affermata, la sua forza sta nel non essersi piegata ai dogmi imposti dalla società in merito a matrimonio e figli. Ha aderito alla sua personale idea di felicità e, per questo, trasuda rispetto, eleganza e sicurezza in se stessa. Eleonora è l’esempio di come la felicità possa essere perseguita in modi diversi ed è la conferma che si possono realizzare i propri sogni anche senza avere alle spalle una famiglia che li supporti.&nbsp;</p>



<p class="has-background" style="background-color:#f1ddb7">In Chirù non troveremo famiglie edulcorate e artefatte in stile Mulino Bianco, in Chirù la famiglia è cruda e crudele</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><strong>“è il posto dove essere sangue del sangue significa essere l’uno la ferita dell’altro”.&nbsp;</strong></p></blockquote>



<p>&nbsp;Le pagine di Chirù&nbsp;offrono un leitmotiv di sottofondo, una critica sottile e potente nei confronti del patriarcato; temi cari alla scrittrice che ha sempre trattato con grande consapevolezza le dinamiche di genere. La scrittrice utilizza  le parole in modo intenzionale per evidenziare le disuguaglianze e le ingiustizie che le donne affrontano nella società.&nbsp;&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>“Ho visto famiglie fondare il proprio equilibrio umorale sul broncio di un neonato, sul cipiglio di un vecchio, sulle moine di una ragazzina, ma nella nostra era saldamente in mano a mio padre, che con uno sguardo faceva sorgere o tramontare il sole sul viso di mamma e di Daniele”</p></blockquote>



<p>Se devo trovare una nota stonata, è il finale, banale e non aderente alla figura di Eleonora fino qui delineata, tuttavia, rimane una lettura degna di nota.</p>



<p><strong>Un romanzo, Chirù, suddiviso non in capitoli ma “lezioni” dalla trama avvincente e dal lessico ricercato, che vi coinvolgerà emotivamente e quando sarete arrivati alla fine, la lezione l’avrete imparata davvero.&nbsp;</strong></p>



<p class="has-small-font-size">Riproduzione Riservata. Testi di Patrizia Zito &#8211; Immagine di Anteprima realizzata dall&#8217;ufficio grafico di Excalibur Promo</p>
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		<title>Libellula</title>
		<link>https://lerossediscendonodaigatti.blog/libellula/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Patrizia Zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Apr 2023 12:21:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Autrice: Lucia Ferrara Casa editrice: Kimerik Pubblicazione: Aprile 2023 Pagine: 118 Lucia Ferrara è una poetessa sublime, le poesie sono il frutto del suo prolifico talento capace di generare versi di lirica ricercata e preziosa. L&#8217;ultimo volume Libellula in uscita il prossimo venti aprile si compone di ben 101 poesie. Ogni lirica è fine a &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Autrice: Lucia Ferrara</p>



<p>Casa editrice: Kimerik</p>



<p>Pubblicazione: Aprile 2023</p>



<p>Pagine: 118</p>



<p><strong><em>Lucia Ferrara</em></strong> è una poetessa sublime, le  poesie sono il frutto del suo prolifico talento capace di generare versi di lirica ricercata e preziosa.   L&#8217;ultimo volume  <strong>Libellula </strong>in uscita il prossimo venti aprile si compone di ben 101 poesie. Ogni lirica è fine a se stessa ma tutte insieme sono come le tessere di un mosaico&nbsp;capace di offrire una molteplicità caleidoscopica di riflessioni legate da un filo conduttore che si dipana empaticamente tra ricordo e nostalgia. L’amore nelle poesie di Lucia Ferrara “<em>quella dagli occhi neri strani</em>”, ha un ruolo predominante, direi linfa vitale. Ogni poesia della raccolta è intima, viscerale e la scrittura è delicata e raffinata, con una grande attenzione ai dettagli e alle sfumature: un grande lavoro di labor limae, pur mantenendo alto il pathos e il trasporto. Lucia Ferrara ha colto perfettamente quello che la poesia deve dare: ritmo, metrica, incanto e messaggio emozionale. Di forte influsso le sue metafore; colorano e disegnano i versi, i pensieri si delineano dando respiro all’emozione più recondita<em>. </em></p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>“Se solo mi avessi fatto briciola nel tuo pane avrei emanato profumo di casa</em>”. </p></blockquote>



<p>Le figure retoriche rendono l’immagine tangibile al lettore, che può immergersi in un mondo emozionale in cui il dolore &#8220;puro, asciutto, sfrontato&#8221;&nbsp;&nbsp;per il non vissuto si manifesta in modo preponderante. “<em>sono sempre una storia senza inizio e fine, un letto di sentimenti sempre disfatt</em>o&#8221;.</p>



<p>La poetessa sa trasportarci emotivamente nel suo sentire, attraverso i suoi versi possiamo udire il palpito del cuore &#8220;<em> sfrangiato dal dolore&#8221;</em>,  le vibrazioni dei sensi, il trasporto emotivo che talvolta, travolge il razionale.</p>



<p>Eppure, nonostante il dolore <em>“superbo nel bruciare anche gli ultimi brandelli di pelle”</em>,  la poetessa sa di essere “ ancora luce e voce tra i respiri”, e come la<strong> libellula</strong>, fragile sì, ma capace di attraversare la tempesta danzando.</p>



<p>Una lettura consigliata a tutti i lettori per un viaggio di interiorizzazione e consapevolezza.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Mi truccai</p><p>con quel poco che avevo</p><p>per la mia solitudine</p><p>compagna e amica</p><p>sulla quale mi sono sdraiata</p><p>per essere amata</p><p>e il mio corpo è fluido</p><p>perché debole di ogni bellezza</p><p>ha trovato il subacqueo</p><p>perché ho sempre vissuto tra terra e acqua</p><p>e che se ne dica</p><p>libellula son io </p><p>______ <em>Lucia Ferrara, Libellula</em></p></blockquote>



<p> </p>



<p>©LeRossediscendonodaigatti. </p>
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