Calide, di Patrizia Zito

In CALIDE , la mia nuova raccolta di poesie, ho cercato di scegliere con cura le parole per farle danzare sulla pagina creando un’atmosfera carica di tensione e passione, alimentando i pensieri dell’anima e suscitando profonde riflessioni. Ho cercato di affrontare senza timori gli alti e bassi dell’esistenza, mettendomi a nudo, e tuttavia, offrendo una visione di forza e consapevolezza. 

Le poesie contenute in questa raccolta sono frammenti di esperienze umane intense: dall’amore travolgente al dolore acuto, dalle paure oscure alle gioie inebrianti. Ogni poesia offre uno sguardo intimo nella psiche umana, rivelando le contraddizioni di luce e ombra, i conflitti interiori e i desideri profondi che spesso si nascondono dietro le nostre maschere quotidiane.

Attraverso il susseguirsi delle parole ci si può immergere in un viaggio emozionale senza tempo in cui passano in rassegna le emozioni più complesse, offrendo al lettore uno specchio in cui riflettersi e un’occasione per connettersi con la propria anima. 

In Calide molte sono le inclusioni di elementi mitologici con la loro ricchezza di leggende e simboli – vissute come metafore o personificazioni – che si intrecciano ad accadimenti contemporanei, aggiungendo un’aura di mistero e magia alla raccolta, facendo emergere la risonanza tra i nostri turbamenti interiori e le vicende degli dei e degli eroi dell’antichità.

Occhi bistrati

Con i miei occhi bistrati 

e la mia asimmetria

memoria di danze intorno al fuoco

entro nelle tue fantasie

così come tu entri

nella mia carne – delizia fisica –

L’universo mi tiene all’oscuro

nel mio gioco all’azzardo

Nessun aruspice a svelare il futuro

Non so se dormo o veglio

ma la tua bella voce mi chiama.

Eidolon

Ti apro la porta dei sogni e ti lascio entrare

Il presente un punto aperto

di brividi e follia

Tu che conosci la mia trama e il mio piacere

il mio essere angelo o ministra di dannazione

tutte-le-donne-in-una

Sorrido alla vita

Sparpaglio i miei pensieri,

come pezzettini di carta

volano fuori dalla finestra 

e diventano scialuppe di salvataggio, 

vessilli di libertà.

Con l’eterna irrequietezza che gli dèi

mi hanno cucita addosso 

sorrido alla vita 

LEGGI PURE RADIX LA MIA PRIMA RACCOLTA DI POESIE

Amnesia

L’amnesia mi ha vinto, tutto ho dimenticato

tranne il tuo sguardo su di me

e divento pietra focaia

Morbida creta

Resto in silenzio

spengo le voci altrui

note distoniche

che giudicano

che additano

che biasimano

che criticano

che mi seguono

come un corteo di invisibili sbandieratori

Mi fermo

e ascolto la mia voce, sfingea e sibillina,

alle tue mani mi porta

e divento

morbida creta da plasmare.

Precari d’amore

I miei occhi disincantati 

ti guardano con una prospettiva già offesa.

Le tue parole 

armi contro te stesso

le mie parole ora vellutate 

come un petalo di rosa

ora taglienti come una spada.

Fendenti sul cuore.

La mia luce ti acceca 

La mia tenebra ti danna

Disarciono ogni tuo tentativo di potere su di me

trame di seduzione mal riuscite.

La mia anima riemersa non riconosce nessuna autorità

Incompiuti ci ergiamo precari d’amore. 

Senza luna

È una notte senza luna

E le tue parole senza verità

Solo accuse vestite di miele

Sillabe come fruste

per me che vedo a occhi chiusi

e sento con le orecchie tappate.

Come una ballerina di tango

Rimango salda sul mio asse

Senza ripensamenti

Scateno tuoni

Veglio, sobria come l’acqua

e mi rivedo mangiare la mela del giardino dell’Eden

scoperchiare il vaso dei mali del mondo 

avvelenare con un bacio,

far cadere Troia,

decapitare il Battista

bruciare sul rogo

Stesso stampo di infamia

Risento le vostre voci

“pazza, invasata, maledetta”

Unisco le menzogne che avete raccontato su di me

 e creo nuovi mondi ardenti di verità

Sono rimasta senza voce per anni

secoli per la mia anima

Adesso ogni volta che parlo, scateno tuoni

come formule di sortilegio

Vento nuovo

Stanca delle tue domande

mal poste, 

che offrono una sola narrazione di me. 

La posizione orante non mi appartiene

L’asimmetria mi appartiene

Aspetto che Eolo mi invii un vento nuovo

Dolce e tiepido

un momento di grazia

che è l’attesa della vita ancora da vivere

Lanciatemi le pietre

Lanciatemi le pietre

Le raccolgo e ci costruisco una casa

Raccontate menzogne su di me

Le unisco e creo nuovi mondi

Bruciatemi 

E io rinasco dalle ceneri portando la primavera

Calore

Un vento tiepido

come il tocco di una mano viva

mi procurò un piacere sottile.

Le guance, il collo e il seno 

si colorarono di rosso.

Le Erinni alate avrebbero potuto punirmi 

per aver trasgredito l’ordine morale

Mi ubriaco di sole e 

del dondolio del mio corpo sul tuo.

Madre Terra

Sciolgo i capelli al vento

inalo il profumo della gardenia odorosa

inspiro ed espiro

un’ape ronza sui suoi petali

un gatto fa le fusa

i miei passi, uno dietro l’altro, sui sentieri erbosi

gli alberi colmi di frutti

raccolgo una ciliegia e ne assaporo la dolcezza che sprigiona

ammiro la molteplicità dei colori che mi circondano

mi perdo nella maestosità del cielo

ascolto la musica delle onde del mare

il canto degli uccelli,

e ancora l’alba, il tramonto, il giorno, la notte

L’estasi del Tutto

Grazie Madre Terra.

GEA

Grande Madre Terra, grande Gea mi inchino a Te

Inspiro ed espiro … grazie

Mi nutro con i doni che generosamente mi offri … grazie

Mi disseto con la tua acqua … grazie

Gioisco nell’ammirare i panorami che hai creato …grazie

Accresco la mia creatività con i colori dei tuoi paesaggi … grazie

Passeggio tra la Natura rigogliosa …grazie

Se posso fare tutto questo è grazie a te.

Grazie Madre Terra, grazie Gea.

RISVEGLIO

Danzo selvaggia 

Movenze voluttuose e libere

Danzo sciolta da ogni affanno

Danzo la mia passione ardente

Danzo e fremo

Spire serpentine 

salgono lungo la spina dorsale

veleno e nettare

oscurità e grazia 

Mi guardi danzare e dentro di te

tutto va a soqquadro

TRASCORSI

Vengo da vite lontane,

ho fatto il bagno nel latte d’asina

sono bruciata nella biblioteca di Alessandria

ho danzato al seguito di Dioniso

sono stata lupa a Pompei

ho corso nei boschi con arco e frecce

ho posato per Fidia.

Vengo dal mare,

sputata fuori da un maelstrom.

Radice, fiamma, pioggia e tempesta.

Oggi, paradigma di vitalità e bellezza,

mi tradiscono gli occhi strani e  

la lingua, talvolta, biforcuta

realtà manifesta

dei miei trascorsi nell’Averno. 

BRIVIDI E BACI

Eros mirò ai miei occhi

La tua vista mi procurava brividi sulla pelle

Come quelli che il vento procura all’acqua del mare.

Tu, bello come un dio egizio

dal profilo altero.

I tuoi baci 

preludio delle più alte sfere dell’estasi

Scintillìo di luci,

febbre delirante,

pulsione vitale,

dolce tormento.

E le ginocchia mi si piegano

Riproduzione Riservata: testi di Patrizia Zito. immagine di Anteprima realizzata dall’ufficio grafico di Excalibur Promo

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